Investe 45mila euro all’ufficio postale ma perde l’intero capitale

L’intervento dell’associazione Consumatori 24 che deposita il ricorso

Al Fondo immobiliare chiuso Obelisco, il cui collocamento è avvenuto nel 2005 ed il cui valore per quota unitaria era di 2.500 euro, aderirono numerose persone. "Il Fondo - spiega l'associazione consumatori 24 - veniva descritto come uno strumento finanziario sicuro, con capitale garantito ed impignorabile, nel quale il risparmiatore poteva investire nelle quote immobiliari obbligazionarie del fondo stesso confidando nell’intangibilità dei risparmi versati, con la possibilità di maturare una percentuale di interessi".

"La Società Poste Italiane Spa, che emetteva il servizio faceva della sicurezza del Fondo un punto di forza, ma tutta questa sicurezza si è poi verificata? Certo che no!", sottolinea l'associazione che spiega: "il Fondo immobiliare crollò e fu chiuso in data 31.12.2018, con conseguente azzeramento del bacino finanziario dei risparmiatori. I capitali investiti furono persi dunque".

L'associazione spiega come Poste Italiane Spa, “a tutela dei propri clienti ed in continuità del proprio ruolo sociale ed economico” ha provveduto ad inoltrare una lettera agli insoddisfatti risparmiatori avvisando che avrebbero fatto il possibile per restituire quanto da loro perso, ma ad oggi non è stata liquidata alcuna somma.

Questo è il caso di una signora residente a Grumolo delle Abbadesse, la quale - come spiegato in una nota dell'associazione - si recò all’ufficio postale di fiducia e venne indotta dal personale di Poste Italiane Spa ad investire il proprio denaro nei Fondi Obelisco ed Europa1 in 4 buoni di 2500 euro investiti nel fondo Obelisco ed ulteriori 14 buoni da 2500 euro investiti nel Fondo Europa1 per un totale di 45 mila euro.

"Alla scadenza dei suddetti buoni e a seguito della chiusura dei Fondi - precisa - rivolgendosi a Poste Italiane per la liquidazione del capitale investito ha riscontrato il diniego da parte di quest’ultima con suo improvviso stupore". La signora ha perciò richiesto l’intervento dell’associazione Consumatori 24 che ha da subito evidenziato, diffidando la suddetta Società, la violazione dell’obbligo di informazione per il rischio elevato dell’investimento, considerato che un mero consumatore non può certo avere le competenze necessarie per valutare le conseguenze di tale azione.

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L’associazione Consumatori24 nella lettera ha intimato Poste Italiane Spa all’immediata restituzione del capitale. Non essendoci stato ad oggi alcun tipo di riscontro in merito alle richieste avanzate, Consumatori24 sta provvedendo in questi giorni al deposito di un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario per rivendicare i legittimi diritti della propria Assistita.

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