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Inverno, aka Francesca Rigoni: «Che emozione X Factor, canto le ansie di una generazione»

Dopo la partecipazione al talent show di Sky, la cantante nata ad Arzignano, ma oramai londinese doc, si racconta a VicenzaToday

«È tutto relazionato alla ricerca di sé stessi. È un po’ la mancata citazione di me stessa». Inverno è il progetto musicale nato dall’estro di Francesca Rigoni, arzignanese classe ‘95, che ha recentemente partecipato talent show X Factor, venendo eliminata alla last call, dopo avere incantato la giuria con una cover, riarrangiata, di “Hung Up” di Madonna. Da Arzignano alla prima serata nazionale, passando però per l’Inghilterra. «Mi sono trasferita a Londra a 19 anni – racconta Francesca -, perché già a 16 avevo capito che volevo vivere di musica. Ho studiato al BIMM, per poi iscrivermi a un master in marketing musicale. In tutto questo tempo ho conosciuto un sacco di musicisti, sia italiani che stranieri, e ho pubblicato il mio primo ep, in inglese, registrato agli Abbey Roads Studios. Durante il lockdown, poi, sono tornata in Italia, e ho iniziato a scrivere in italiano, arrivando a comporre un disco. Da qui la mia partecipazione a X Factor, che è anche per promuoverlo».

Qual è il bilancio di quest'avventura?

È stata davvero un’esperienza eccitante. Finalmente sono riuscita a portare la mia musica in Italia, facendola conoscere a molte persone, trovando anche una piccola fan base di gente a cui piace quello che faccio. Il programma mi ha dato l’opportunità di avere una faccia nel mercato italiano. Infine, ho conosciuto delle persone meravigliose, con cui sono in contatto e con cui lavorerò in futuro.

Hai esordito con “Hung Up” di Madonna. Come mai questa scelta?

Ho deciso di portare a X Factor dei brani che mi rappresentassero, ma non tanto dal punto di vista musicale, perché gli artisti a cui mi ispiro sono molto diversi. Ho deciso di presentarmi con qualcosa che fosse personale, e Madonna è un’artista che adoro. In camera mia, da piccola, avevo tutti i suoi cd.

Tu invece a chi ti ispiri?

Il mio genere è l’electro/alt-pop, e faccio riferimento ad artisti emergenti della scena inglese e americana: Billie Eilish, Banks, James Blake, o Charlie XCX, per fare alcuni nomi. Tutti musicisti che hanno una scena molto definita all’esterno dell’Italia, dove invece è molto di nicchia. Comunque la versione di Madonna di “Hung Up”, che è una canzone degli ABBA, è molto elettronica. Io l’ho riarrangiata per portare un po’ del mio mondo in Italia.

Ti aspettavi questo successo nel tuo esordio a X Factor?

No, anche se ci speravo. Ero molto ansiosa prima di salire sul palco.

Dove nasce il nome Inverno?

Inverno rappresenta un viaggio interiore alla ricerca di sé stessi attraverso l’amore, la salute mentale che vacilla e la terapia. É un viaggio di tutti e per tutti nella vita di una generazione che sta nel mezzo, che ha tanto da dare, da combattere e da scoprire.

Un manifesto generazionale, quindi?

La nostra è una generazione che soffre tanto di stress e di ansia, e se ne parla sempre di più. Il nome riprende la ciclicità delle stagioni: si parte dall’inverno, la parte più bassa della persona, per rifiorire in primavera, poi c’è l’estate, mentre con l’autunno si ritorna all’inverno.

Nelle tematiche che affronti, ha inciso la vita a Londra?

Certamente, ed è anche il motivo per cui sono aperta a parlare di tutto, anche di ansia e depressione. Mi è stata data l’opportunità di farlo in questa città, che è più aperto da tutti i punti di vista, anche se spesso ti fa sentire sola. Qui ci sono un sacco di artisti che parlano delle loro ricerche personali, in Italia questa cosa manca un po’.

Questa cosa può essere giocata a tuo vantaggio?

Forse sì, ma potrebbe, all’opposto, crearmi difficoltà. Ci sono comunque artisti italiani che lo fanno. Penso a Coez, Calcutta o Marracash.

Quali sono i progetti per il futuro?

Intanto vorrei buttare fuori l’album, e poi lavorare con gli artisti che ho conosciuto a X Factor, magari facendo un piccolo tour in Italia, l’estate prossima.

Qual è il tuo rapporto con Arzignano?

I miei più grandi amici sono di Arzignano, e a Londra vivo con due ragazzi di Trissino. In qualche modo, sia in Inghilterra che in Italia, sono molto legata al mio territorio, e lo apprezzo molto.

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