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Interramenti sospetti lungo la Spv, la concessionaria: «Sono sacchetti vuoti di calce non in uso nel cantiere»

Il chiarimento della direttrice della Struttura di progetto Spv, Elisabetta Pellegrini: «Il concessionario si è attivato anche per effettuare la denuncia dell’abbandono dei rifiuti rinvenuti, assumendo accordi con la Stazione dei Carabinieri per la giornata di domani.»

Il video di un interramento sospetto ad opera di alcune maestranze girato presso un cantiere della Supestrada pedemontana veneta ha fatto il giro della rete provocando l'indignazione degli utenti di Facebook. La faccenda è arrivata sul tavolo dei carabinieri del Noe e la Struttura di Progetto Superstrada Pedemontana Veneta ha inviato domenica una prima relazione sugli interventi messi in atto appunto dopo il ritrovamento di alcuni sacchi di rifiuti in un cantiere nei pressi di Altivole.

La relazione, a firma del direttore della Struttura di progetto Elisabetta Pellegrini, è indirizzata al presidente del Veneto Luca Zaia. Pellegrini fa presente al governatore di aver richiesto notizie sull'interramento a SPV Spa, concessionario di Pedemontana, e di aver inviato ad ARPAV e ai Carabinieri del NOE di Treviso tutto il materiale di segnalazione e raccolto. «Dai dati assemblati si tratta di lavorazioni di formazione del manto di terra vegetale della scarpata nord dell’infrastruttura, al km 61 circa, in comune ad Altivole, località San Vito, in Provincia di Treviso, al fine dell’inerbimento, lavorazione preventiva dell’idrosemina - spiega Pellegrini - Nella giornata di ieri pomeriggio si è provveduto allo scavo nel punto indicato al fine di verificare di cosa si si trattasse, e rimuovere il materiale antropico. Le operazioni si sono concluse intorno alle ore 14 di ieri».

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Secondo quanto riferisce il concessionario alla direttrice, il materiale interrato sarebbe composto da sacchetti vuoti di plastica per calce, di cui si legge bene le caratteristiche ed il produttore. «Mi hanno quindi trasmesso un video - aggiunge Pellegrini - hanno potuto pertanto accertare che tali prodotti non sono in uso nel cantiere di Pedemontana, non essendo prodotti allocati nelle liste di acquisto. Il concessionario si è attivato anche per effettuare la denuncia dell’abbandono dei rifiuti rinvenuti, assumendo accordi con la Stazione dei Carabinieri per la giornata di domani.»

Si attende comunque la conclusione dell’intervento richiesto al Noe e ad ARPAV ma i lavori non subiranno rallentamenti in relazione ai fatti accaduti. 

«L’ufficio disporrà inoltre nell’immediato, prima della conclusione delle lavorazioni della tratta di Pedemontana da Bassano a Montebelluna, tutti gli accertamenti necessari a fugare ulteriori possibili dubbi, richiedendo verifiche a campione (sondaggi e scavi di verifica) da condurre in contraddittorio con il concessionario e con il supporto di ARPAV, sulla base della convenzione sottoscritta con quest’ultima per il supporto alla vigilanza ambientale. Confermo infine il mantenimento del sistema di monitoraggio e controllo che ho istituito nella gestione ordinaria affidatami dalla Regione per la realizzazione di Pedemontana, con report mensili e relazioni trimestrali al Ministero dell’Ambiente e al Ministero delle infrastrutture», aggiunge la direttrice, concludendo: «A chiarimento di alcune confuse dichiarazioni apparse ieri sulla stampa da parte di alcuni non bene informati, che i 20 milioni di IVA, indebitamente pagati dal Commissario del Governo, sono stati versati all’Agenzia delle Entrate, prima che quest’ultima si esprimesse sulla non assoggettabilità all’imposta del contributo statale; su questo sto attivando il recupero  Quanto alle penali, stante che l’entità della stessa da applicare risulta dal prodotto della penale mensile per il numero di mesi di ritardo, prima della fine dei lavori, cioè prima di aver quantificato i mesi di ritardo, non può essere determinata e quindi non può essere richiesta al concessionario. Si potrà procedere solamente alla conclusione dei lavori». 

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