Aria inquinata nel polo conciario, sindaci chiedono al ministro limiti all'acido solfidrico

Gli amministratori di Arzignano, Chiampo, Montebello, Montorso e Zermeghedo rivolgono le loro preoccupazioni al governo centrale. L'obiettivo è di proteggere con tutti i mezzi possibili la salute della popolazione

Il sindaco di Arzignano, Alessia Bevilacqua assieme al sindaco di Chiampo, Matteo Macilotti, di Montebello Dino Magnabosco, di Montorso Diego Zaffari e di Zermeghedo Luca Albiero hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio e per conoscenza all’Istituto superiore della sanità, al direttore generale dell'Ulss 8 Giovanni Pavesi e al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, con la quale chiedono al governo la definizione valori limite dell’acido solfidrico (H2S), derivante dall'inquinamento atmosferico nel polo conciario della Valle del Chiampo. 

L'obiettivo dei sindaci è di proteggere con tutti i mezzi possibili la salute della popolazione e per questo chiedono al Ministero competente di stabilire con apposito provvedimento i limiti massimi ammessi per l’emissione di acido solfidrico (possibilmente differenziati tra zona produttiva e zona residenziale) oltre i quali il sindaco competente per territorio sia autorizzato ad intervenire in qualità di Ufficiale di Governo adottando provvedimenti contingibili e urgenti che dispongano la sospensione o inibiscano l’esercizio dell’attività in presenza di valori eccedenti i limiti massimi ammessi.

Il distretto conciario della Valle del Chiampo, infatti, rappresenta da oltre cinquanta anni il più importante centro nazionale ed uno dei principali poli europei nel settore della concia, attività che, comportando emissioni di acido solfidrico, viene costantemente monitorata per assicurare il massimo rispetto dell’ambiente attraverso iniziative volte al perseguimento di uno sviluppo sostenibile dell’ambito territoriale.

Una nota dell'Ulss 8 Berica inviata al Comune di Zermeghedo rileva che, al fine di valutare una situazione di inquinamento atmosferico, la normativa nazionale non stabilisce limiti massimi per le emissioni di acido solfidrico. La stessa nota precisa che la via principale di esposizione umana all’acido solfidrico è l’inalazione di aria contenente la sostanza e che “per quanto riguarda la popolazione generale non sembrano ipotizzabili misure diverse dal contenimento delle emissioni di H2S da parte delle fonti ed in particolare da parte degli stabilimenti industriali quali concerie, impianti di trattamento rifiuti, cartiere, ecc.”

La richiesta dei sindaci deriva anche dalla considerazione che le linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), riportano un valore per l’acido solfidrico di 150 microgrammi per metro cubo come concentrazione media giornaliera e una concentrazione di 7 microgrammi per metro cubo come concentrazione di breve periodo (30 minuti), valori al di sotto dei quali “non si dovrebbero rilevare lamentele tra la popolazione esposta”. Le linee guida dell’US EPA (US Environmental Protection Agency – AEGL: Acute Exposure Guideline Levels for Airborne Chemicals – Agenzia di Protezione Ambientale degli Stati Uniti d’America), fissano limiti di esposizione per l’intera popolazione anche per l’acido solfidrico.

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