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Giovedì, 30 Giugno 2022
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Infermiera ritarda la pensione per prestare servizio in piena pandemia

I vertici del Muzan, alla presenza del sindaco di Malo Marsetti, hanno consegnato una targa alla sanitaria per ringraziarla del suo operato

Doveva andare in pensione oltre un anno fa, il 31 ottobre del 2020, data concordata per la cessazione del suo incarico, ma il direttore del Centro Servizi Muzan di Malo, Annalisa Bergozza, vista la difficile situazione in cui si trovava la struttura, costretta ad affrontare l’ennesima ondata del Covid 19, le chiese di rimanere in servizio per far fronte alla carenza di personale sanitario che ha caratterizzato tutte le Rsa in quest’ultimo biennio.

L’infermiera Luciana Zuffellato, 65 anni, non ha esitato nemmeno un attimo a mettere nel cassetto il progetto di godersi il meritato riposo dopo anni di lavoro ed è rimasta in prima linea per altri 15 mesi, sostenendo i colleghi con la sua esperienza, la sua disponibilità e la sua incrollabile energia. Il primo febbraio scorso, prima di porre la firma sul suo definitivo pensionamento, ha voluto essere rassicurata dalla stessa Bergozza che davvero non c’era più bisogno di lei.

Proprio per la dedizione e l’impegno dimostrati, il sindaco di Malo Moreno Marsetti, la presidente del Muzan, Elisa Gonzo e il direttore, hanno consegnato a Luciana una targa di ringraziamento per la professionalità e l’umanità messe al servizio dei più fragili, anche a costo di rinunciare ad un proprio diritto e al proprio tempo libero. “Luciana Zuffellato – ha detto la presidente Gonzo – è per noi un autentico esempio di passione e dedizione professionale e con lei vogliamo ringraziare idealmente tutti coloro che a vario titolo sono stati e sono impegnati a garantire le cure e l’assistenza ai 145 ospiti della struttura, in questo momento che è ancora di emergenza sanitaria. Un pensiero va inoltre alle famiglie degli ospiti e degli operatori che, silenziosi, hanno sofferto e lottato insieme a noi, a tutte le Istituzioni che hanno supportato lo sforzo e il lavoro degli operatori in questi due anni di pandemia e ai volontari che attivamente ci sostengono”.

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