Guida Michelin 2021: gli otto ristoranti stellati nel vicentino

Brillano le stelle della nostra provincia nell'olimpo della cucina italiana

È stata presentata oggi in live streaming la 66a edizione della Guida Michelin Italia, in occasione della quale sono state annunciate le nuove stelle Michelin.  Per un totale di 371 ristoranti stellati visibili nella App Guida Michelin 2021 gratuitamente dalle ore 14.00 per iOS e Android, mentre l’edizione cartacea della Guida sarà disponibile in tutte le librerie a partire dal 26 novembre. Continuano a brillare le tre stelle di Massimo Bottura all'Osteria Francescana di Modena (premiata anche con la neonata 'stella verde' che segnala i locali con 'gastronomia sostenibile', ovvero attenti all'ambiente e alla lotta agli sprechi). Confermate tutte le altre stelle in regione. Tra le curiosità, le province di Bolzano e Cuneo superano quella di Milano per numero di ristoranti insigniti.
La Lombardia rimane la regione più stellata, a seguire il Piemonte, la Campania si colloca al terzo posto del podio. A seguire, la Toscana è la regione più ricca di novità e, infine, il Veneto, a quota 37, con due novità (13 stelle 42 stelle 321 stella).

Il Veneto

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Gli stellati vicentini

Lonigo – La Peca

DUE STELLE - «Quando comprammo la locanda decidemmo altresì di coinvolgere uno storico di Lonigo per attribuirle un nome degno del nostro territorio: in dialetto la “peca” è l’orma, in questo caso preciso è l'orma che si poteva scorgere nella neve la mattina dopo che i briganti notturni l'avevano calpestata con passo svelto e furtivo». L'etimologia della parola che avrebbe dato lustro al futuro ristorante ricalca perciò l'amore dei Portinari per il proprio territorio e per l'indagine passionale nei confronti della sua enogastronomia.

Un ristorante bello e artisticamente elegante, per nulla ridondante come può capitare a questi livelli, minimalista con il gusto per il bello e per il particolare.

Nicola Portinari è un cuoco anomalo, autodidatta, non è contaminato da altre influenze culinarie, è uno chef che incarna anche la figura dell’imprenditore filantropo, che ama il suo distretto culinario e cerca di emanciparlo con cultura, ingegno e spirito professionale. 

Altissimo – Casin del Gamba

Arrivarci è una prova di coraggio, pazienza e buona guida: arrampicato tra la Valle dell’Agno e la Valle del Chiampo, in mezzo ai boschi profumati e ricchi, il ristorante – un casino di caccia ristrutturato e che sembra uscito da una fiaba – è nelle mani della famiglia dal Lago dal 1976. La cucina è dialogo tra modernità e uso sapiente della tradizione, con impiego di materie prime che fanno parte dei ricordi personali e della cultura del territorio: erbette, fiori, funghi rari, il broccolo fiolaro di Creazzo, la selvaggina da pelo e da piuma e le lumache dormienti.

Arzignano – Macelleria Damini & Affini

Unica macelleria con una stella Michelin in Europa: i fratelli Damini (Gian Pietro, macellaio e responsabile della sala, e Giorgio, cuoco) hanno trasformato una macelleria in un ristorante-enoteca-gastronomia che fa la felicità dei carnivori. Dalla carta scegliete i classici: le tre stagionature della carne cruda, il Damburger, le costate dei tagli più rari.

Asiago – La Tana Gourmet

Alessandro dal Degan porta la cucina dell’altopiano di Asiago nelle vette della New Nordic Cuisine. Andare per boschi ed erbe si fa da sempre, ed è patrimonio culturale tradizionale della zona, in cucina usa fermentazioni, muschi, licheni, erbe, resine, legni: niente spocchia, solo recupero di ciò che si è sempre fatto in montagna. Sala con vista spettacolare, la vetrata che si affaccia sui prati ondulati.

Asiago – Stube Gourmet

Il suo è un piccolo scrigno montano di 5 tavoli, all’interno dell’Hotel Europa Residence. Trentenne dalla rara modestia e maturità (personale oltre che culinaria), Longhini unisce nei piatti la tradizione delle materie prime e  la modernità dell’interpretazione. Ad Alessio Longhini dello Stube va il merito di aver saputo trasformare l’altopiano in un distretto del gusto (insieme ad Alessandro dal Degan).

Barbarano Vicentino – Aqua Crua

Una sala minimal con 35 posti, racchiusa tra una parete destinata al giardino verticale idroponico e la cucina a vista. La cucina è un percorso fatto di piatti che sorprendono, mai semplici, e nei quali spesso forma e sostanza non coincidono. Quella di Giuliano Baldessari è la continua ricerca di spingersi avanti e condurre il cliente sempre un po’ più in là. Il menu Frattali è il modo migliore per accostarsi alla cucina dello chef vicentino.

Schio – Spinechile

Si è nascosto tra i boschi delle colline sovrastanti Schio Corrado Fasolato, ristrutturando un ex fienile di una baita e trasformandolo in una tappa gourmet. Il carattere del luogo si ritrova nei piatti: solidità ed eleganza fanno della cucina dello Spinechile un percorso che si muove tra boschi e mare con la stessa sapienza.

Vicenza - Matteo Grandi al Garibaldi

Il Punto di Vista della Guida MICHELIN: nei signorili spazi che fino a poco tempo fa ospitavano un altro blasonato ristorante, ora c’è Matteo Grandi che da San Bonifacio ha trasferito qui la sua cucina. Nulla è però cambiato dietro ai fornelli. La sua filosofia culinaria continua a promuovere piatti che sfavoriscono i grassi a beneficio dei sapori, imperniati su ottimi prodotti ed un estro intelligente e misurato, senza eccessi e sbavature, talvolta anche con qualche eco esotica. Matteo Grandi
piazza dei Signori 1, Vicenza - 80 - 130 EUR • Creativa, Contemporanea

I TRE STELLATI 2021

Undici ristoranti perdono una stella, tra cui Marc Lanteri al Castello di Grinzane (To), mentre 26 nuovi la guadagnano (6 in Toscana, la regione più dinamica) e tutti e 11 i tristellati del 2020 confermano la loro presenza nell’olimpo anche nel 2021. Ha fatto inoltre il suo debutto il nuovo pittogramma dedicato alla sostenibilità – la stella verde – assegnato agli chef che promuovono una cucina più sostenibile.

In tutto sono 29 gli chef premiati con nuove stelle, ma tra loro non c’è nemmeno una donna. Tra le brutte notizie le chiusure, che registrano un boom. Sono in tutto ben 19 (erano 8 nel 2020, 6 nel 2019 e 4 nel 2018) i ristoranti che - a causa anche del Covid - non riaprono e vengono quindi esclusi.

Ecco tutte le tre stelle italiane:
- St. Hubertus a San Cassiano (Bz), chef Norbert Niederkofler
- Piazza Duomo ad Alba (Cn), chef Enrico Crippa
- Enrico Bartolini al MUDEC a Milano, chef Enrico Bartolini
- Da Vittorio a Brusaporto (Bg), chef Chicco Cerea
- Dal Pescatore a Canneto sull'Oglio / Runate (Mn), chef Nadia Santini
- Le Calandre a Rubano (Pd), chef Raffaele e Massimiliano Alajmo
- Osteria Francescana a Modena, chef Massimo Bottura
- Enoteca Pinchiorri a Firenze, chef Annie Feolde e Riccardo Monco
- Uliassi a Senigallia (An), chef Mauro Uliassi
- La Pergola a Roma, chef Heinz Beck
- Reale a Castel di Sangro (Aq), chef Niko Romito


 

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