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Violenza sulle donne, Vicenza tra le provincie in Veneto con più casi presi in carico dalle strutture

In occasione della Giornata mondiale per il contrasto alle violenze sulle donne sono stati resi noti i dati sulla situazione in Veneto. Nel primo semestre del 2020 presso i centri veneti antiviolenza si è registrato un 20% di contatti in meno. «Tutto il nostro impegno affinché il Covid non sia complice di una minor emersione del fenomeno»

In occasione della Giornata mondiale per il contrasto alle violenze sulle donne (25 novembre) sono stati resi noti dalla Regione i dati relativi all'accoglienza in Veneto delle vittime di violenza. Sono 3.174 le donne seguite con percorso specifico dai Centri antiviolenza del Veneto in tutto l’anno scorso. Una flessione minima, 82 in meno, rispetto alle 3.256 del 2018 mentre è più marcato il calo del numero delle donne che si sono rivolte per un primo contatto ad uno sportello o ad un centro antiviolenza: 7.127 rispetto alle 8.464 del 2018.  Sempre nel 2019 sono state 2.182 le prese in carico ex novo e 984 le conclusioni o interruzioni di percorso. Nello stesso periodo, sono 215 gli uomini “maltrattanti” presi in carico dai 7 centri veneti specializzati e monitorati dalla Regione, uno dei quali si trova a Bassano del Grappa.  Le province con più casi di donne prese in carico risultano essere quella di Venezia (804 prese in carico), Vicenza (610 prese in carico) e Padova (608 prese in carico). Nel Vicentino sono 5 i centriantiviolenza e 7 le case rifugio.

Nel primo semestre del 2020 presso i centri veneti antiviolenza si è registrato un 20% di contatti in meno. «Tutto il nostro impegno affinché il Covid non sia complice di una minor emersione del fenomeno», è stato il commento del presidente della Regione Luca Zaia. «Le restrizioni dovute alla pandemia, infatti, per molte donne sono un motivo di ulteriore ansia e pericolo. Alla tensione del rischio di contagio per sé e i familiari si aggiungono quelli di un confinamento con quel partner che molto spesso è l’autore di violenze fisiche o psicologiche. Il tutto in un clima che, purtroppo, lascia spazio all’esasperazione dei rapporti e l’insofferenza e più facilmente rende testimoni di situazioni gravi anche i bambini. Il report dice a queste donne che i mezzi per reagire ci sono, che altre come loro hanno trovato il giusto sostegno per la via del riscatto, che c’è chi non ignora il problema e garantisce i servizi indispensabili per debellare questa piaga»., ha aggiunto l’assessore alla Sanità ed ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin. 

L’analisi della situazione, segnala come l’invio della vittima ai Centri Antiviolenza avviene sempre più frequentemente da parte di servizi territoriali (servizi sociali, medico di base, Forze dell’Ordine, Pronto soccorso, consultori, psicologo o psichiatra). Tramite questi canali, infatti, si registra ormai nel 31% dei casi a fronte del 27% dell’anno precedente. La realtà operativa a sostegno delle donne vittime di violenza nella nostra regione è, ad oggi, composta da 25 centri specifici cui si aggiungono 35 sportelli diffusi sui singoli territori provinciali e 23 Case rifugio. Queste ultime, l’anno scorso, hanno registrato complessivamente un totale di 29.219 presenze giornaliere, dato anche questo in crescita rispetto all'anno precedente che ne ha contate 22.403. In totale 67 donne hanno conquistato una propria autonomia personale, 43 quella abitativa e 47 quella lavorativa. «Sono numeri - aggiunge Lanzarin - che non ci consentono di abbassare la guardia; 25 donne, purtroppo, hanno fatto rientro nel proprio ambiente familiare. Dico purtroppo perché l’82% dei casi di violenza rilevati nel Veneto avviene nell’ambito di quelle relazioni che neanche per convenzione possiamo definire affettive»..

L’ambito relazionale e “affettivo” si conferma la circostanza principale dei casi di violenza: il 62% vede coinvolti i coniugi o i partner conviventi e non conviventi delle donne, all’interno quindi di relazioni in corso. A questo va aggiunto un altro dato: il 22% circa della violenza è generata da relazioni concluse a causa dell’ex coniuge o partner. 

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