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Esplosioni «a gogo» per il cantiere della Spv ma botti della sagra vietati: «disturbano i polli»

È lo sfogo contenuto in una nota diramata dal comitato dei residenti di Malo-Vallugana i quali da anni lamentano i disagi dovuti agli scavi del tunnel della Superstrada pedemontana veneta

Uno scorcio del cantiere della Superstrada pedemontana veneta di Malo-Vallugana (foto Marco Milioni)

È il diario di una giornata «di ordinaria disperazione» la pagina vergata da Andrea Viero e resa pubblica ieri 31 agosto. Viero, che è il portavoce del comitato dei residenti della zona di Vallugana, una frazione di Malo interessata dal cantiere della galleria della Spv, parla di una situazione non più sostenibile soprattutto alla luce del fatto che da domani due settembre «le esplosioni passeranno da due a tre al giorno».

Quella dei residenti di Vallugana-San Tomio «ormai è una odissea contro il disagio provocato dal cantiere» della Superstrada pedemontana veneta, nota anche come Spv. Ieri Viero ha preso carta e penna e ha raccontato un pomeriggio tipo di chi «vive assediato dal rumore». Il racconto comincia quasi fosse un diario di bordo: «Sabato 31 agosto 2019 ore 12.00, è una bella giornata, apro le finestre per far passare un po' d'aria. Peccato, fuori il cantiere lavori con frenesia. I camion continuano a trasportare all'esterno lo smarino, il materiale di scavo della galleria, prodotto dalle esplosioni, due in questa settimane, ma ahimè, da lunedì diventeranno tre. Il rumore penetra attraverso le finestre fino in cucina e in camera da letto. Il "bip bip" della retromarcia dei camion e delle ruspe ha preso il posto del canto degli uccelli, i massi che sfregano e sbattono sul cassone del camion provocando un rumore assordante ha preso il posto del fruscio delle foglie mosse dal vento».

Appresso una precisazione: «Questo cantiere è qui da ottobre-novembre del 2017, prima per lo scavo della galleria di emergenza poi per lo scavo di quelle principali. Lo scavo delle gallerie è sempre avvenuto utilizzando l'esplosivo. Le esplosioni che le nostre case, ma soprattutto il nostro corpo e la nostra mente, sono stati costretti a subire, sono ormai centinaia. Quello che ci hanno provocato dentro è difficile da spiegare. Ci può capire sicuramente chi ha provato gli sciami sismici. Per chi non lo sapesse le esplosioni avvengono dalle sei del mattino alle dieci di sera, tutti i santi giorni, sabato e domenica compresi, senza un orario prestabilito, molto spesso anche senza preavviso tramite la sirena. Per un periodo le abbiamo avute anche di notte».

Ed il racconto va avanti: «Ore 13.25, la musica non cambia, ho dovuto mangiare sempre accompagnato dai soliti "bip bip" e dai frastuoni dello scarico del materiale dai camion. Ci sarebbe anche l'idea di fare un riposino sul divano, tanto per aspettare che fuori sia, magari, un po' più fresco, ma niente da fare quel "bip bip" penetra nella testa e non lascia che morfeo ti abbracci. Questo cantiere è qui da così tanto tempo ormai, che i nostri nervi sono logorati, il nostro carattere è cambiato. Le nostre case non sono più il luogo dove rifugiarsi dopo il lavoro, dove ricaricare la mente e il corpo, dove passare ore felici con parenti e amici nei weekend. Io personalmente ho sacrificato i migliori anni della mia vita per ristrutturare casa mia, l'ho fatto con il sorriso sapendo che poi io e la mia famiglia avremmo goduto della pace e della serenità, tipici della Vallugana, che circondava la nostra casa. Tutto questo però è sparito».

Viero dal canto suo, ampliando la discussione rispetto a quanto scritto nella nota, aggiunge: «Oltre al rumore e alle vibrazioni, ci sono anche le polveri prodotte dalla movimentazione dello smarino e i fumi che escono dalla galleria». E la doglianza continua: «All'esterno delle nostre case la polvere regna incontrastata, la lotta per rimuoverla è impari, non fai a tempo a toglierla che già si è riformata, solo con la pioggia riusciamo ad averla vinta... Ore 14.15, anche fuori è difficile se non impossibile occuparsi del giardino: quello che prima era un hobby che rilassava mente e corpo adesso è una sorta di sfida impossibile. L'unico risultato che si ottiene è un'incazzatura. Ti sembra di lavorare in cantiere, rumori di camion e ruspe, sibili continui... oggi abbiamo avuto anche il dono di ore ed ore di martellate, quando poi l'aria gira ti arrivano polveri e odori insopportabili. Mi arrendo. A questo punto ho due possibilità: la prima mi tappo in casa e chiudo tutte le finestre. La seconda: vado via. Rimane comunque una sconfitta, non solo per noi che abitiamo qui ma anche per le istituzioni che avrebbero dovuto tutelarci come cittadini».

Viero conclude il suo diario con una punta di ironia al curaro. «Pare che a Malo l'amministrazione comunale abbia vietato l'uso di fuochi d'artificio nell'ambito di una festa patronale» perché i giochi pirotecnici avrebbero infastidito «un vicino allevamento di polli» tanto che il cahier de doléances termina con un velenifero «magari approfondite voi l'argomento». Tirando le somme il portavoce spiega che nell'ambito delle attività di cantiere le esplosioni vanno «a gogo» mentre per i polli si attuano ben altre precauzioni.

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