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L'ultimo saluto ad Alessandra, Montecchio si stringe alla sua concittadina

Il funerale di Alessandra Zorzin, vittima di femminicidio a soli 21 anni. La funzione seguita anche nella piazza antistante il duomo

Sono le dieci, manca mezz'ora all'inizio delle esequie di Alessandra Zorzin, la giovane uccisa alcuni giorni fa a Valdimolino, frazione di Montecchio Maggiore. Il funerale si tiene nel duomo di Santa Maria e San Vitale.

La gente, sotto lo sguardo vigile delle forze dell'ordine comincia a entrare in chiesa. Il dolore per il gesto dell'omicida (poi suicidatosi) è ancora vivo. Ma intanto tra le persone monta il malcontento. Il killer, il quale risiedeva nel Padovano, che faceva la guardia giurata «alcuni anni fa aveva usato in modo improprio la pistola regolarmente detenuta. Motivo per cui la prefettura di Padova e la questura di Padova avrebbero dovuto prendere provvedimenti draconiani nei confronti dell'uomo. Cosa che non è avvenuta».

Si tratta di polemiche al vetriolo che fanno il paio con quelle relative «alla scia infinita di femminicidi che sta colpendo l'Italia e il Veneto in primis». La memoria infatti va ad un altro assassinio costato la vita ad una nigeriana di trent'anni a Noventa Vicentina. Proprio a Montecchio, come in una sorta di gemellaggio del cordoglio, stanno arrivando parecchie persone anche dal Basso vicentino.

Sullo sfondo rimangono poi le polemiche nei confronti dei comuni e delle amministrazioni regionali «che non finanziano o finanziano poco i centri antiviolenza, che dovrebbero essere costituiti da personale pubblico, competente, assunto con concorso e con specializzazioni in primis nel ramo psicologico, sociologico nonché legale».

Il sindaco Trapula sul sagrato del duomo saluta il parroco don Paolo Bussato, che officerá la funzione, e viene portato davanti al sagrato anche il gonfalone del municipio di Montecchio Maggiore. Il sindaco di Sovizzo Paolo Garbin sará presente alle esequie. La scelta, in accordo con il parroco è quella di lasciare posto al silenzio e al cordoglio, e infatti in silenzio è accolto l'arrivo del feretro davanti al Duomo.

Il feretro viene portato in chiesa sotto lo sguardo dei presenti. La presenza dei media, anche nazionali, è nutrita. Le autorità sono presenti davanti al sagrato del duomo. La funzione comincia. Viene seguita anche nella piazza antistante il duomo. L'officinante spiega che il perché del delitto «non trova risposta umana».

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L'ex sindaco di Montecchio Milena Cecchetto (oggi consigliere regionale a palazzo Ferro Fini) dona dei fiori ai presenti. Sul sagrato della chiesa seguono la funzione diverse donne di fede islamica che esprimono in silenzio il proprio cordoglio per la vittima. 

L'officiante durante la sua omelia invita tutti, nonostante la estrema difficoltà del momento ad essere forti, «nella totale fiducia in Gesú». Grazie alla filodiffusione piazza Marconi si unisce alla preghiera che avviene in chiesa. Una preghiera in cui si ribadisce piú volte la necessitá di premere sulle autoritá e sulla opinione pubblica perché si incentivi una cultura del rispetto verso le donne. 

Prima della funzione parecchi astanti avevano stigmatizzato lo scarso controllo da parte delle autorità su coloro che detengono le armi puntando il dito verso chi, nel mondo politico, incentiva il possesso delle armi stesse.

Il dogma della resurrezione «in Cristo» è stato al centro della omelia del parroco che durante tutta la funzione ha usato toni assai misurati. Le esequie vengono seguite anche dai balconi delle abitazioni circostanti. Il parroco nel concludere la funzione spiega che all'uscita del feretro i fiori saranno benedetti. Gli astanti si raccolgono in un silenzioso saluto.

Il feretro lascia il duomo

I familiari di Alessandra si raccolgono nel proprio dolore abbracciati metaforicamente dalla cittadinanza. La cerimonia funebre si avvia verso la conclusione, mentre i fiori vengono benedetti anche le autorità porgono il proprio ultimo saluto alla ragazza uccisa a Montecchio nella frazione di Valdimolino. «Portiamo il nostro mesto saluto alle famiglie coinvolte nel lutto». Un lutto cittadino che ha coinvolto tutto il Comune spiega il sindaco Trapula. «Mai più violenza contro le donne. Cominciamo a dirlo con questi fiori» fa sapere Trapula che si impegna affinché le istituzioni agiscano concretamente per contrastare «la violenza di genere» in ogni sua forma.

Il feretro ha poi lasciato il duomo nel silenzio totale.

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