Fridays for future, Vicenza scende in piazza in difesa dell'Ambiente: mobilitazione di massa

Già alla vigilia di questo grande evento sindacati, studenti, associazioni e cittadini avevano confermato la loro adesione. Si sono dati appuntamento alla stazione di Vicenza, alle 9 di venerdì, e hanno sfilato in corteo per lanciare il loro grido d'allarme

La manifestazione (foto: Marco Milioni)

I giovani chiedono alla politica di mobilitarsi per l'ambiente. Lo fanno scendendo in piazza in quello che è stato annunciato come il terzo sciopero globale climatico. Giovani, studenti, ma anche normali cittadini e associazioni hanno aderito alla mobilitazione di massa che è partita venierdì mattina dal piazzale della stazione di Vicenza, alle ore 9.

Scenderanno verso piazza Matteotti e da lì due dei tre blocchi (verde e rosso) si divideranno per raggiungere zone particolarmente coinvolte dalla tematica ambientale. Il gruppo blu organizzerà un allegro happening in Piazza Matteotti mentre il blocco verde, una volta diviso, si dirigerà in corso San Felice. Il blocco rosso, invece, bloccherà una delle arterie produttive della città: via Aldo Moro.

ORE 9.30: Nutrito il gruppo di studenti partito dalla stazione di Vicenza diretti verso il cuore della città. Curiosa la presa di posizione dell'istituto omnicomprensivo "Farina" che ha inoltrato una nota a genitori e studenti nel quale fa presente che: "La partecipazione alle manifestazioni sul clima, ancorchè esse siano meritorie, non è un'attività proposta e promossa dall'Istituto Farina. Pertanto, come per l'anno scolastico scorso, l'eventuale assenza degli studenti durante i giorni nei quali si svolgono le suddette manifestazioni dovrà essere giustificata per iscritto, come qualunque altra assenza, dai genitori degli studenti assenti. Ci riserviamo, come sempre, di operare controlli sulla veridicità delle giustificazioni stesse".

ORE 10: Secondo le prime stime sono migliaia i giovani che stanno manifestando in centro a Vicenza. Manifestazione, che si sta svolgendo senza disordini e a collocata nel piú ampio contesto dei cosiddetti «Strikes against climate change» che in tutto l'Occidente stanno prendendo piede anche grazie alle proposte partite dagli attivisti vicini alla teen-ager ambientalista svedese Greta Thunberg.

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ORE 10.20: In questo momento una fiumana di giovanissimi, con le donne a fare la parte del leone anche in termini di presenza, sta invadendo corso Palladio a suon di musica. Moltissimi gli slogan contro le grandi opere, Tav e Superstrada Pedemontana veneta inclusa. Slogan che si sono infittiti quando il corteo è passato sotto la sede di Confindustria Vicenza. Il mondo delle imprese è visto infatti tra i principali responsabili del fenomeno.

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ORE 10.30: Il corteo continua e da una decina di minuti la testa ha raggiunto piazza Matteotti. Tra la folla si notano gli striscioni di alcuni sindacati che partecipano alla manifestazione, tra questi la Cgil e l'Usb. Al corteo ha preso parte il segretario provinciale della Cgil Giampaolo Zanni e alcuni volti storici della sinistra storica vicentina come Giorgio Langella.

ORE 10.40: In piazza Matteotti il corteo si è diviso. Una parte ha preso la via della periferia alla volta di viale della Pace in direzione est. L'altra parte invece si è diretta in direzione ovest verso corso San Felice. Non si registrano problemi o disordini.

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ORE 10.50: Durante il corteo gli organizzatori hanno espressamente richiesto che non ci fossero bandiere politiche. Ai ragazzi è stato espressamente chiesto di tenere tutto pulito «in primis per la natura ecologista della protesta».

ORE 11.00: Il corteo è un vero e proprio festival degli striscioni e dei «banner» disegnati su cartone. Ci sono quelli a sfondo piú politico, ma dominano quelli a sfondo ambientalista il cui leitmotiv è: «Non c'è piú tempo». Molte sono le anime del corteo. C'è la componente ambientalista, quella piú prossima ai centri sociali. Per strada si è visto anche molto spontaneismo, come non sono mancati i semplici curiosi.

ALCUNE TESTIMONIANZE DAL CORTEO

ORE 11.20: Durante la protesta non sono mancate le accuse contro la classe dirigente veneta che negli ultimi «quarant'anni ha dato vita ad uno sfruttamento del suolo che ci pone stabilmente in cima a questa poco entusiasmante classifica nazionale». Il riferimento è alla recente ricerca dell'Ispra che ha posto la Lombardia e soprattutto il Veneto al primo posto per lo sfruttamento del suolo e la cementificazione. Tra i ragazzi poi sono sorti veri e propri capannelli. Alcuni hanno espresso la necessità di puntare l'attenzione anche «sul riscaldamento domestico, sul trasporto navale, su quello aereo e sulla industria del packaging. È ipocrita - dicono i ragazzi - accusare solo l'industria dell'auto e il trasporto privato».

ORE 11.30: Durante la manifestazione sono partite alcune bordate anche nei confronti del settore conciario e piú in generale del chimico. «L'Ovest vicentino è una delle aree storicamente piú critiche e non se ne parla non solo per le ritrosie degli industriali ma anche del mondo del lavoro nonché del sindacato».

L'APPELLO ALLA CLASSE DIRIGENTE, PER UN FUTURO MIGLIORE

ORE 11.40: Durante la protesta sono molti i ragazzi che hanno ammesso «di conoscere poco della materia anche perchè a scuola se ne parla poco. Se si vuole passare dalla protesta alla proposta bisogna conoscere bene i termini della questione».

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