Friday for Future, gli studenti ancora in piazza per il clima

Poco prima delle 9 di venerdì i ragazzi dei collettivi «Frydays for future» hanno cominciato ad ammassarsi davanti al piazzale della stazione ferroviaria di Vicenza. Disagi al traffico per il lungo corteo

AGGIORNAMENTO ORE 12

Mentre i manifestanti improvvisano un sit-in davanti alla direzione Enel in zona viale Aldo Moro i ragazzi tirano le prime somme di una giornata che avrà termine solo nel pomeriggio giacché alcuni sit-in sono previsti ancora in centro città. Gli organizzatori parlano di manifestazione ben riuscita «anche se non ci si può fermare qui»ı hanno gridato più volte dalla testa del corteo. In via Quadri e in corso Padova col traffico paralizzato a tratti non sono mancati gli improperi nei confronti dei manifestanti definiti via via come «sfaticati, falliti, persone che protestano col Rolex al polso e l'iPhone in tasca».

Non è mancato chi dalla propria auto si è lasciato scappare qualche offesa come «idioti o figli di papà rincoglioniti dal telefonino» come non è mancato il giudizio di chi pur comprendendo le ragioni della protesta respinge al mittente le critiche di chi è contro lo sviluppo «perché non si può tornare al medio evo». In centro non mancano i negozianti che avrebbero auspicato un percorso diverso «perché si avvicina il natale e se si spaventano le persone durante le compere pre festive possono essere guai». Ma fuori dalle botteghe non tutti la pensano così visto non mancano coloro che hanno apprezzato la protesta «anti Amazon e contro la cupola bancaria visto che sono questi soggetti che alla fine ci rendono la vita ingrata e sempre più carica di apprensione».

AGGIORNAMENTO ORE 11

I ragazzi hanno attaccato ad alzo zero la famiglia Benetton in riferimento alla catena del settore moda, ma anche alle concessioni autostradali. Il corteo si è poi mosso verso piazza Castello. Continuano gli slogan al curaro contro Confindustria considerata «la madre di tutte le grandi opere che ci uccidono», con accompagnamento sonoro di « Another one bytes de dust» dei Queen. Il riferimento è alle polveri contenute in aria «a causa della cementificazione» la protesta piú dura è a suon di rock, dicono i ragazzi. Mose? «Un miliardo in tangenti» urlano i ragazzi sotto la sede di Confindustria Vicenza. Un Mose in cartapesta affiancato da uno squalo famelico «che rappresenta gli appetiti di lorsignori» è l'emblema di una manifestazione che dice no alle grandi opere e ai sostenitori dello «sterminio dell'ambiente».

«Noi siamo per la madre terra, loro per le grandi opere le madri delle tangenti» dicono i ragazzi mentre il corteo ritorna verso piazza Matteotti: il tutto procede a suon di balli e prese per i fondelli anche sulla vicenda della BpVi. «Loro sono come Gianni Zonin, noi no». I tre cortei, il blu, il rosso e il giallo si sono poi uniti davanti al municipio di Vicenza. Continuano gli attacchi al gruppo Benetton messo nel mirino per il trattamento di favore che avrebbe ricevuto negli anni dallo Stato per le concessioni autostradali. Strali anche sulla Pedemontana veneta.

I ragazzi si sono poi sdraiati davanti al municipio per rappresentare «la morte cui lo sviluppismo ci sta portando molto in fretta». I manifestanti raccontano anche di avere bloccato simbolicamente l'ingresso di «Banca intesa» considerata, come gli altri colossi bancari, uno dei motori primi che a livello finanziario permettono «uno sviluppo mortifero basato sulle energie fossili». Sono seguiti una serie di giudizi sui banchieri, alcuni irriferibili...

Sotto la supervisione delle forze dell'ordine il corteo da Leva' degli angeli si è mosso verso ponte degli Angeli. Alcuni passanti parlano di manifestazione «di scemi» e vengono fischiati.. Da Contrá XX Settembre il corteo si è mosso pacificamente verso la periferia est di Vicenza. I manifestanti a suon di musica hanno attraversato contrá San Domenico. La polizia: «manifestazione senza problemi di ordine pubblico».

Il corteo ha quindi attraversato le strade del quartiere di Sant'Andrea, con molti curiosi che si affacciano dalle finestre, per poi dirigersi verso  il centro direzionale di Enel, altra multinazionale messa in croce per l'inquinamento da energie fossili. 

AGGIORNAMENTO ORE 10 

Il corteo è continuato pacificamente davanti alla presenza discreta delle forze dell'ordine schierate tra polizia municipale, carabinieri e polizia di Stato. In contrá Mure San Michele ci sono i giovani del Pd che bardati di arancione ripuliscono la strada dai rifiuti. In viale Giuriolo non sono mancati gli slogan contro il consumo di suolo. «Vicenza è una cittá con con centro bellissimo, ma palazzinari corrotti spunti da banchieri altrettanto corrotti hanno reso Vicenza una cittá di m..., brutta e piena di cemento». Diversi mesi fa l'economista francese Serge La Touche durante una conferenza al liceo Quadri di Vicenza aveva proferito contro la periferia berica lo stesso giudizio, anche se con parole un po' meno vernacolari. I ragazzi aggiungono: «Dobbiamo cambiare anche i nostri costumi, le nostre abitudini. Lo shopping e il consumismo uccideranno il pianeta».

In piazza Matteotti il corteo si è diviso in tre mentre i ragazzi lanciano strali contro le grandi opere: Mose, Pedemontana veneta, Valdastico nord, molti ragazzi li chiamano ladrocini di Stato.

I ragazzi in corso Palladio si sono scatenati contro «cricca delle grandi opere e la cricca di Confindustria. Denunciamoli tutti».
 

ORE 9

Poco prima delle 9 di venerdì gli studenti dei collettivi «Frydays for future» hanno cominciato ad ammassarsi davanti al piazzale della stazione ferroviaria di Vicenza.

Sono pronti per una nuova manifestazione contro i cambiamenti climatici. Mentre gli studenti giungono da tutto il territorio provinciale i ragazzi scaldano le corde vocali. Il consumo di suolo e il riscaldamento globale dovuto alle attività umane sono i bersagli dei primi strali dei ragazzi. 

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La protesta sta costeggiando campo Marzo lungo il viale che porta alla stazione, che è bloccato al traffico. Altri manifestanti invece procedono alla volta del centro città.La protesta sta costeggiando campo Marzo lungo il viale che porta alla stazione, che è bloccato al traffico. Altri manifestanti invece procedono alla volta del centro città

Il corteo, mentre raggiunge viale Eretenio, secondo le primissime stime conterebbe un paio di migliaia di persone. Ci sono molti ragazzi però che continuano ad aggregarsi lungo il tracciato

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