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Uno scorcio di palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza (repertorio Vicenzatoday.it)

Uno scorcio di palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza (repertorio Vicenzatoday.it)

Possibili raggiri con la scusa «del Covid»

L'allarme è stato lanciato dal comune berico. Intanto in tema di coronavirus infuria la polemica per il focolaio di origine sarda: nel mirino del sindacato Usb ci sono la movida e le ferie «della Vicenza bene»

Ci sono diverse persone che in questi giorni stanno contattando porta a porta, qualche volta per telefono, alcuni residenti del capoluogo berico. Si tratta di persone che fanno credere di essere autorizzate dal Comune di Vicenza e nel frattempo offrono la possibilità di fornire informazioni legate ai vari aspetti normativi e comportamentali in merito alla pandemia da coronavirus, «probabilmente con l'intento di compiere un raggiro». Lo rende noto la stessa amministrazione comunale con un dispaccio diramato ieri 28 agosto dall'assessore al personale Valeria Porelli.

IL MONITO DELLA GIUNTA
«Il comune - spiega quest'ultima - non ha mai incaricato alcun dipendente a contattare i cittadini, né telefonicamente né di persona, per fare proposte o intavolare trattative di alcun genere legate al Covid-19. Invitiamo la popolazione a stare attenta a questi episodi e a non dare seguito alle proposte avvisando la polizia locale».

FOCOLAIO ISOLANO
Ad ogni modo per quanto riguarda il coronavirus la città di Vicenza in queste ore sta affrontando una gatta da pelare di non poco conto. Si tratta del focolaio da Covid-19 che si sarebbe generato a causa di un gruppo di vacanzieri, molti dei quali «fanno parte della Vicenza bene», tornati dalle ferie in Sardegna dove i santuari della movida alto di gamma, come insegna il caso del Billionaire, sarebbero divenuti i nuovi motori del contagio. Contagio che poi si sarebbe propagato nel Vicentino «con tredici nuovi contagi tutti importati dalla Sardegna». Una vera «assurdità» denuncia Federico Martelletto, responsabile dell'area sanità per il sindacato Usb di Vicenza.

IL J'ACCUSE
«Quelle persone si sono comportate in maniera scriteriata» attacca ancora Martelletto «perché non c'era nessun motivo per andare in Sardegna o a Cortina, altro luogo dove vip e contagi sono divenuti nuovamente un binomio. Non si capisce perché non si possa optare per vacanze dal profilo più basso. E le conseguenze le leggiamo sui quotidiani. Nel nostro caso l'Ulss di Vicenza oltre che ad occuparsi dei contagiati è obbligata a rincorrere chiaramente anche coloro che sono entrati in contatto con i positivi. Ecco tutto questo sforzo economico io lo addebiterei a lorsignori, ai palafrenieri della vita smeralda. Questi imprenditori, questi professionisti dell'evanescenza eretta a sistema, sono imprenditori assai poco responsabili».

PRECAUZIONI
Ma l'impennata di contagi registrati a Vicenza deve far temere per il personale sanitario? «Io credo proprio di no - assicura il sindacalista - anche perché se si rispettano protocolli e se ci si comporta semplicemente con prudenza e buon senso i problemi non si materializzano. Per questo mi arrabbio se uno i problemi se li va a cercare solo perché sente il richiamo della versione cellofanata della dolce vita di felliniana memoria. All'oggi non ci sono le condizioni per aprire le discoteche, gli ultrà dello sballo si mettano l'anima in pace».

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