Le battaglie per l'ecologia ripartono da Festambiente

La kermesse organizzata da Legambiente nell'Ovest vicentino è stata l'occasione per fare il punto sui dossier più scottanti che gravano sul territorio

Loretta Cadaldini, presidente di Legambiente Valdagno (foto Marco Milioni)

«Vogliamo partire con una giornata come questa per ridare un nuovo slancio alle battaglie per l'ecologia nell'Ovest vicentino. Lo faremo ascoltando tutti i protagonisti della scena locale a partire dai ragazzi che con la mobilitazione legata ai Fridays for future ci hanno ricordato quanto l'ecosistema sia capitale per le nostre vite». Non ha dubbi Loretta Cadaldini, presidente di Legambiente Valdagno che ieri, domenica 29 settembre, proprio a Valdagno ha chiuso con queste parole l'evento di Festambiente, la kermesse dedicata ai temi dell'ecologia che si è tenuta da mattino a sera nel parco della Favorita.

L'iniziativa, organizzata giustappunto da Legambiente, è stata l'occasione per molti gruppi e associazioni del territorio per fare il punto della situazione «con la prospettiva di trovare una unitarietà di intenti che è cruciale per il proseguo delle battaglie ambientaliste» fa sapere il dottor Giovanni Fazio, medico arzignanese e volto storico della associazione Cillsa. Durante la giornata, gli eventi in agenda erano stati programmati sia al mattino che al pomeriggio, oltre al fuori programma del fuoco appiccato da uno o più vandali ad un albero secolare, i gruppi presenti hanno illustrato ai visitatori alcune dei temi più caldi che sul piano ecologico riguardano l'Ovest vicentino e non solo.

Le mamme no Pfas e Isde medici per l'ambiente hanno portato all'attenzione dei visitatori i problemi legati all'affaire Miteni. I rappresentanti dei due gruppi hanno spiegato che il 21 ottobre data dell'inizio del processo penale per il caso di contaminazione da derivati del fluoro che ha colpito il Veneto centrale l'Isde sarà parte civile così come lo saranno molti genitori della galassia NoPfas. Pure Greenpeace, presente anche questa con i suoi banchi, fa sapere che allo stesso processo sarà parte civile. Pochi metri a fianco erano stati approntati gli stand delle associazioni che contestano la Superstrada pedemontana veneta. Da una parte c'era il coordinamento Covepa, che continua la sua battaglia sulle pecche del progetto e sulle tare intrinseche all'opera. Su posizioni simili ci sono i coordinamenti «No Pedemontana» che orbitano attorno a Montecchio Maggiore i quali recentemente sono scesi in piazza per chiedere che l'Università di Padova, forte delle sue competenze e delle sue esperienze, compia una ricognizione sullo stato di avanzamento dei lavori per capire il reale impatto della infrastruttura rispetto ad un territorio «disgraziatamente martoriato».

Ieri al parco della Favorita non sono mancati anche i rappresentanti dell'arcipelago No Valdastico nord. Si tratta di una arteria non ancora in fase di cantiere che ha subito recentemente alcuni colpi micidiali dalla magistratura. L'opera tuttavia viene considerata necessaria dalla Confindustria di Vicenza e da quella di Trento nonché da settori importanti della politica regionale e nazionale. Netta invece è l'opposizione dei comitati che da tempo stanno cercando di capire quale sia l'orientamento al riguardo del nuovo governo di coalizione formato da M5S e Pd.

Anche il «Coordinamento alluvioni dell'area veneta» era presente ieri con il portavoce Gianni Padrin che ha chiesto lumi sui lavori che negli anni sono stati realizzati per quanto riguarda i bacini di laminazione ed espansione. «Troppi lavori sono stati eseguiti senza criterio, alcune opere non dovevano essere realizzate, altre dovevano essere portate a compimento ma sono rimaste solo sulla carta». Enrico Fabris, portavoce del Comitato tutela valle Agno, ha invece puntato i suoi riflettori sulla querelle che riguarda le micro-centrali idroelettriche che da anni vengono realizzate in gran numero specie lungo l'arco alpino. «Producono pochissima energia e stanno in piedi solo in ragione degli incentivi statali. Il legislatore - rimarca Fabris - dovrebbe rivedere la norma di riferimento perché quelle istallazioni non sono eco-compatibili». 

Nei giorni scorsi fa sapere poi la presidente Cadaldini «noi di Legambiente abbiamo raccolto le firme per un patto per l'ambiente che abbiamo intenzione di consegnare di persona al presidente della repubblica Sergio Mattarella. Colgo poi l'occasione - spiega ancora Cadaldini per ringraziare il sindaco di Valdagno Giancarlo Acerbi che ci ha appoggiato per questa iniziativa e ci ha fatto capire la sensibilità della sua amministrazione rispetto a queste tematiche». Il sindaco Acerbi ieri ha presenziato ai lavori. A margine dei quali si è detto estremamente rammaricato  per il fuoco appiccato ad uno degli alberi più belli del parco.

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