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Pfas lungo la Pedemontana: il caso sbarca a Bruxelles

Un esposto di Isde Veneto alla Commissione europea prende di mira alcuni possibili sfaceli ambientali che avrebbero colpito una zona di interesse comunitario lungo il corso del Poscola in valle dell'Agno: anche il Consorzio alta pianura veneta finisce nel mirino dell'associazione

La maxi contaminazione da derivati del fluoro Pfba-Pfas rilevata da Arpav che ha colpito il torrente Poscola tra Castelgomberto e Cornedo Vicentino in valle dell'Agno potrebbe costare all'Italia una procedura di infrazione per violazioni delle norme comunitarie sull'ambiente. La novità è emersa oggi 11 agosto dopo che proprio stamani la associazione «Isde medici per l'ambiente» per il tramite del suo legale ha indirizzato «alla Commissione europea» un lungo esposto.

La questione riguarda direttamente l'Unione europea perché il sito che sarebbe stato colpito dalla contaminazione (per la quale l'Arpav ha messo sotto i riflettori i vicini cantieri della Superstrada pedemontana veneta - Spv) si trova in una zona di interesse naturalistico di rango europeo, zona che in gergo viene identificata di tipo Sic.

«Da una recente analisi da parte dell'Arpav - si legge nell'esposto redatto dall'avvocato Giorgio Destro del foro padovano e depositato per conto del presidente di Isde Veneto Vincenzo Cordiano - è stata accertata la presenza in data 21 giugno 2021 nelle acque del... Poscola, che scorre all'interno del biotipo Sito natura 2000 SIC IT3220039... di una notevole quantità di acido perfluorobutanoico Pfba... pari a 2000 nanogrammi su litro, valore che supera enormemente il limite di legge di 500 nanogrammi su litro. Nella relativa relazione di Arpav in data 30 giugno 2021 indirizzata alla Provincia di Vicenza ed alla Regione Veneto - si legge ancora - è stata individuata in uno scarico della Sis..., società che sta costruendo la Superstrada pedemontana veneta, la provenienza di tale sostanza estremamente nociva per la salute dell'uomo».

In buona sostanze l'Isde nella sua ricostruzione menziona una serie circostanze, parecchie delle quali sono già filtrate sulla stampa, che nei giorni passati hanno riempito le colonne dei quotidiani regionali e nazionali. Con l'esposto di Isde tra l'altro la querelle va in contro ad un cambio di passo perché il suo presidente veneto Vincenzo Cordiano, medico molto noto nel Vicentino, è stato colui che per primo a suon di conferenze e interventi sui media, più di sei anni fa ha cominciato a sollevare i contorni della maxi contaminazione da Pfas che attribuita alla Miteni ha colpito tutto il Veneto centrale. Nel caso di specie la contaminazione, almeno sulle prime, viene addebitata, tra le altre, ad alcuni acceleranti per il cemento a presa rapida che sarebbero massicciamente utilizzati nei cantieri della Spv. La Sis, il concessionario indicato dalla Regione veneto per realizzare la Spv, respinge le accuse al mittente. Tuttavia il caso Poscola Pfba sta già scatenando polemiche a non finire che hanno coinvolto anche il consiglio regionale veneto.

Ma chi sono gli enti finiti nell'esposto depositato da Destro? Il primo soggetto che potrebbe essere invitato a controdedurre, ossia a difendersi, è il Consorzio di bonifica Alta pianura veneta, il quale ha specifici compiti di vigilanza. A cascata però potrebbero essere chiamati a fornire spiegazioni anche la Provincia di Vicenza, la Regione Veneto ed eventualmente i comuni del comprensorio.

Ad ogni modo dopo la deflagrazione del cosiddetto caso Spv-Pfas l'attenzione dei comitati di zona è tornata a concentrarsi sullo stato della zona naturalistica delle Poscole. Gli attivisti sostengono infatti che il cantiere della Spv abbia conciato per le feste quella porzione di territorio sulla quale comunque insiste una serie di tutele tanto che il malumore nei nei confronti delle istituzioni, accusate di non avere tutelato l'area in maniera adeguata, è tornato a crescere. In questi giorni per di più la stampa nazionale è tornata a mettere sulla graticola la classe dirigente veneta, accusata di avere sacrificato le ragioni dell'ecologia sull'altare di uno sviluppo economico dai costi ambientali e sociali altissimi.

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