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Domenica, 26 Giugno 2022
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Primo caso di encefalite da zecca nell'Ulss 8, colpito un 51enne: "Con l'afa i parassiti sono in gran spolvero"

L'uomo è stato una settimana nel reparto malattie infettive del San Bortolo e ora sta bene ed è già a casa. Parla il primario Vinicio Manfrin: "Poche probabilità di essere infettati in città". Ecco come difendersi

"Niente allarmismi, le zecche ci sono sempre state e alcune trasmettono principalmente due malattie, una è batterica ed è la sindrome di Lyme che viene curata con dei farmaci, l'altra è l'encefalite, una malattia virale per la quale esiste un vaccino". A parlare ai taccuini di Vicenzatoday è il primario del reparto malattie infettive di San Bortolo, Vinicio Manfrin, il quale comunica che il primo caso di paziente dell'Ulss 8 (nella 7 Pedemontana già ci sono stati altri casi) colpito da morso da zecca quest'anno e che ha appunto contratto l'encefalite, è stato ricoverato in ospedale per una settimana per poi essere dimesso in quanto fuori pericolo. L'uomo, un vicentino di 51 anni, è stato morso dal parassita mentre si trovava nei boschi. 

"Le zecche sono in gran spolvero in questo periodo, sia per la temperatura elevata che per il ripopolamento di animali selvatici, ma anche per  una serie di concause come per esempio l'incuria della vegetazione", spiega Manfrin, aggiungendo: "Non tutte le zecche portano malattie e ci sono forme sia lievi che aggressive sia di Lyme che di encefalite, molte volte queste forme sono asintomatiche". La maggior parte dei casi registrati di morso da zecca si riscontra nelle zone montane e pedemontane perchè gli insetti hanno bisogno di vegetazione. "In città c'è poco probabilità, legata soprattutto al salto che fa la zecca dall'animale domestico all'essere umano". I casi di forme di infezione che hanno richiesto l'intervento delle strutture sanitarie sono pochi. In tutto il 2021, solo 14 nella nostra regione, 4 dei quali nella nostra provincia e di questi, 3 di encefalite.

I sintomi

Il morso della zecca è pressoché indolore, ma può provocare alcune malattie, come appunto la ticket born encephalitis (TBE), tutte curabili. Dopo il morso di zecca infetta nell’uomo, nel 70% dei casi circa, si manifesta un’infezione senza o con sintomi poco rilevanti, che può passare inosservata. Nel restante 30% dei casi, dopo 3-28 giorni dal morso di zecca si ha una prima fase con sintomi similinfluenzali come febbre alta, mal di testa importante, mal di gola, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni per 2-4 giorni. Poi la temperatura scende e in genere non ci sono ulteriori conseguenze. Nel 10-20 per cento di questi casi, dopo un intervallo senza disturbi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale (encefalite, paralisi flaccida a esito mortale nell’1% dei casi).

Dove si prendono

L’habitat preferito delle zecche è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, con preferenze ambientali che dipendono dalla specie. La zecca dei boschi prospera in presenza di clima fresco e umido mentre la zecca del cane frequenta maggiormente zone a clima caldo e asciutto o dove la vegetazione è più rada. La presenza delle zecche dipende essenzialmente dalla presenza di ospiti da parassitare sul territorio. Per questo, luoghi come stalle, ricoveri di animali e pascoli sono tra i loro ambienti preferiti.

Il vaccino 

Dal 2019 la Regione garantisce la vaccinazione anti-encefalite da zecche (TBE) disponendo la gratuità della stessa, su richiesta per tutte le persone residenti nell’Azienda Ulss 1 Dolomiti (Provincia di Belluno). Nel resto del territorio regionale è offerta gratuitamente ai soggetti appartenenti ad alcune categorie a rischio, quali volontari del soccorso alpino e volontari della Protezione Civile. Nelle zone a moderata e bassa endemia delle altre Ulss del Veneto, verrà resa disponibile ad un prezzo agevolato, di 25 euro a dose.

La prevenzione

Oltre alla vaccinazione esistono anche alcune norme comportamentali di prevenzione: esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o almeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi. In generale, è consigliato: indossare abiti chiari (perché rendono più facile l’individuazione delle zecche); coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali); utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello; evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri; non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta al termine dell’escursione; effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti;  trattare sempre gli animali domestici (cani) con appositi prodotti contro le zecche, soprattutto a ridosso di una escursione; controllare, scuotere ed eventualmente spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni per poi lavarli.

Inoltre, in commercio esistono repellenti per insetti e anche per scoraggiare l’attacco delle zecche (a base di DEET o N-dietiltoluamide e Icaridina o KBR3023).

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