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Domenica, 21 Aprile 2024
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Emergenza Ucraina, il tavolo operativo fa il punto della situazione

Il Csv di Vicenza insieme a OTB Foundation, il Ponte Mict, Dialòg e la Comunità Ucraina di Vicenza presentano le attività messe in campo dalla rete di oltre 40 associazioni che stanno operando nel territorio

Arriva a 9 pullman il conteggio dell’accoglienza coordinata dal Centro di Servizio per il volontariato della provincia di Vicenza insieme a OTB Foundation, il Ponte Mict, Dialòg e la Comunità Ucraina di Vicenza. Sono state messe in salvo 440 persone, 197 adulti e 233 minori, grazie ad una rete di oltre 40 associazioni, 43 Comuni, parrocchie, centinaia di volontari e tante famiglie e cittadini, che sono all’opera non solo per offrire rifugio a chi scappa dalla guerra ma si prodigano per farli sentire un po’ a casa.

Nascono così tante iniziative, quelle della Pasqua per esempio proposta da Senior Veneto per un pranzo che segua la celebrazione ortodossa e l’incontro della comunità ucraina ma anche l’impegno dei più giovani, come gli studenti della scuola secondaria di I grado Giuriolo che partecipando al progetto di Donor Hero, proposto dalla Fondazione Rete del Dono che vede il coinvolgimento del CSV di Vicenza, hanno raccolto materiale scolastico da mettere a disposizione per i ragazzi ucraini.

Associazioni e scuole, ma si parla anche di privati cittadini che promuovono attenzione e partecipazione come il Ristorante Passamilsale di Vicenza che da metà marzo sta promuovendo ai propri clienti il Pasto Sospeso per far stare insieme queste nuove famiglie, un po’ italiane e un po’ ucraine che stanno condividendo il grave momento di difficoltà. La rete di realtà vicentine è stata il tramite anche per vari ricongiungimenti famigliari. I 7 viaggi organizzati hanno fatto riabbracciare 45 persone con i propri cari già qui in Italia, non solo in Veneto ma in varie regioni della nostra penisola.

Queste particolari iniziative si aggiungono a quello che è il costante impegno dell’ospitalità, la sistemazione dei documenti e della burocrazia delle registrazioni, gli interpreti e i mediatori culturali, l’inserimento dei bambini e dei ragazzi a scuola, l’assistenza medica e psicologica per offrire un sostegno in un momento di assoluta disperazione ma anche corsi di italiano per favorire il dialogo e la raccolta dei curricula per poter essere tramite anche nella ricerca di occupazione, così da sostentare la quotidianità qui a Vicenza.

Intanto le associazioni non si fermano e continuano le raccolte di farmaci, di abiti, di alimenti e altri beni di prima necessità da portare al confine; fondamentale anche in questo caso il sostegno di OTB Foundation e della sua vicepresidente Arianna Alessi. La Fondazione si è fatta carico dell’acquisto di tutti i materiali, delle spese di trasporto e dell'ospitalità di circa 70 persone presso alcuni appartamenti e strutture dedicate. “La nostra Fondazione si è attivata prontamente per fornire aiuti concreti alla popolazione Ucraina e grazie alla preziosa collaborazione con gli enti locali presenti qui oggi, siamo riusciti ad aiutare chi era più in difficoltà." commenta Arianna Alessi Vicepresidente OTB Foundation.

“Ci sono grandi aspettative sulla “Manifestazione di interesse” e sulle decisioni che si prenderanno a livello nazionale ed europeo – spiegano Mario Palano e Maria Rita Dal Molin rispettivamente presidente e direttore del Csv di Vicenza – Associazioni e cittadini stanno facendo del loro meglio ma se la guerra si prolungherà sarà necessario sostenere le famiglie che si sono messe a disposizione. Ogni viaggio è programmato con grande attenzione verso i rifugiati che accogliamo ma anche verso le famiglie e le strutture italiane che li accolgono. Ci confrontiamo con la Prefettura e l’unità di crisi di cui facciamo parte, con la Questura seguiamo registrazioni e documenti e con le Ulss 7 e 8 programmiamo i primi controlli sanitari”.

Alcune realtà vicentine stanno arrivando anche nelle zone di guerra come sta facendo coraggiosamente l’associazione Energia e Sorrisi ma sono oltre 40 le realtà che stanno continuando a dare aiuto anche a neo mamme o ragazze arrivate qui incinte e in attesa di partorire come il CAV Centro di Aiuto alla Vita, a nuclei famigliari numerosi come l’ass. Malattie Rare Mauro Baschirotto o ai bambini malati come Famiglie Insieme odv. L’Associazione San Francesco ha già donato €500 per l’acquisto di farmaci e l’associazione Donatori del Sangue Cav. Pietro Trevisan ha acquistato farmaci da portare in Ucraina per 1000 euro. Sono molte anche le aziende che stanno contribuendo con la donazione di alimenti o prodotti utili.

Il legame con l’Ucraina è forte, cresce da oltre trent’anni, da quando tanti enti hanno iniziato ad accogliere i così chiamati “bambini di Chernobyl” e tra loro c’è anche l’Associazione Il Ponte Mict, che si legge mist e significa ponte in ucraino. Francesca Lomastro la presidente, tiene vivo questo doppio ponte assistendo i bambini malati di tumore e ora è in diretto contatto con i referenti sul territorio ucraino. Ad accogliere appelli e richieste di aiuto c’è anche Maryna Sofilkanych della Comunità Ucraina in Italia, che oltre all’associazione Dialòg gestisce anche il centro didattico La Perlina, dove famiglie ucraine e russe da anni insieme scoprono la cultura italiana a Vicenza.

Per supportare tutto il progetto della rete vicentina il CSV di Vicenza ha aperto una campagna di raccolta fondi gestita dall’associazione il Ponte Mict su Retedeldono.it arrivata ora al 40% del suo obiettivo con 3.449 euro raccolti e 37 donatori, tra cui ancora spiccano molte associazioni che hanno scelto di supportare l’impegno dei volontari.

Proprio in questi giorni è stata anche siglata una collaborazione con Banca delle Terre Venete che ha attivato la piattaforma ideaginger.it per la terza edizione del progetto “Crowdfunding: il dono della Comunità”. Un aiuto in più per le associazioni, infatti quelle che attiveranno le campagne per sostenere i propri progetti non solo avranno 6 ore di formazione e un campaign manager a disposizione ma la banca contribuirà completando l’obiettivo economico con l’ultimo 20%.

Il tavolo operativo di coordinamento per l’emergenza Ucraina ha già riunito l’impegno di oltre 40 realtà territoriali.

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