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Migranti "scaricati" in Comune, il sindaco non ci sta: "Catapultati sul territorio senza misure concordate"

Scoppia il caso a Sovizzo dove nella giornata di lunedì sono arrivati tre profughi, arrivo annunciato solo poche ore prima

La Prefettura avverte telefonicamente il sindaco Paolo Garbin che tre migranti, provenienti dal Centro di smistamento di Mestre, di lì a poco sarebbero stati indirizzati verso la Casa Comunale di Sovizzo. Arrivo che sarebbe dovuto avvenire all’incirca alle 16 del giorno successivo, martedì 11 luglio.

La richiesta della Prefettura, spiega l'Amministrazione comunale di Sovizzo in una nota, è stata quella di provvedere ai fabbisogni dei migranti, fin dal momento del loro arrivo. All’ora indicata, tuttavia, non è stato riscontrato nessuno arrivo e nessuna ulteriore comunicazione è pervenuta. La stessa mancanza si è peraltro verificata anche nei Comuni di Cornedo Vicentino, Gambellara, Castelgomberto ed Altavilla Vicentina. 

A seguire, nella mattinata dell’11 luglio, alle 10, il vicesindaco di Sovizzo, Paolo Centofante, segnala di aver notato casualmente tre giovani di colore seduti in una panchina davanti all’Ufficio Postale del Comune. I ragazzi hanno riportato di essere appena stati accompagnati in furgone dopo essere stati scaricati da un soggetto non identificato. Hanno affermato altresì di essere originari del Mali, di poter parlare solo in francese, e che fosse stato loro ordinato di rimanere seduti in tale luogo poiché a breve un altro mezzo sarebbe giunto per portarli a diversa destinazione. 

“È del tutto evidente come questa Amministrazione comunale si trovi in gravi difficoltà nel trovare soluzioni intese ad approntare una minima ed accettabile sistemazione di tali persone – ha dichiarato Garbin – Tra l’altro la presenza di migranti catapultati precipitosamente sul territorio comunale in assenza di concordate misure per gestire adeguatamente tali persone, pone l’Amministrazione in condizioni di oggettiva impossibilità nel far fronte a questa emergenza; soprattutto volendo evitare ricadute negative in termini di ordine pubblico, sicurezza e vivibilità delle nostre comunità”.

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