E’ morta Suor Germana, la “cuoca di Dio” famosa per le sue ricette

La religiosa particolarmente popolare negli anni 80 e 90 per i suoi consigli di cucina aveva 81 anni

Suor Germana durante la prima serata della 49/ma edizione del festival della canzone di Sanremo, il 24 febbraio del 1999 (Ansa)

E’ morta Suor Germana, all'anagrafe Martina Consolar, autrice di ricettari e firma di agende annuali di grande successo. Soprannominata ‘la cuoca di Dio’ dopo decenni dedicati alla cucina e alla spiritualità, la religiosa è scomparsa a 81 anni, il 7 marzo 2020, a Caronno Varesino. Ha collaborato a lungo con Radio Maria e con le riviste Famiglia Cristiana e Visto, ed è stata spesso invitata in moltissime trasmissioni Rai e Mediaset come 'Mi manda Lubrano', 'Forum', 'I fatti vostri', 'Uno Mattina', 'Domenica In' e 'Cominciamo bene' e addirittura al 'Festival di Sanremo' nel 1999. I funerali di Suor Germana si svolgeranno in forma strettamente privata per seguire le disposizioni di sicurezza e tutela pubblicata emanate in conseguenza all'emergenza Coronavirus.

Morta Suor Germana, chi era la religiosa più famosa della tv

Fu il critico gastronomico Edoardo Raspelli a portare Suor Germana alla Rai: "Che fai, mangi?" con Enza Sampò, "I fatti vostri" con Giancarlo Magalli e Massimo Giletti, "Uno Mattina", "Domenica In", "Cominciamo bene" e persino il Festival di Sanremo con Fabio Fazio nel 1999. "Ho guadagnato molto più di quanto potessi mai immaginare. Con i soldi, io che ero nata povera, ho potuto sostenere il Punto Familia di Torino e aiutare tanti poveri. E purtroppo c'è stato anche chi si è approfittato di me. Ma pazienza: la vera ricompensa la dà solo Dio", confidò la religiosa in un'intervista nel 2018 a Famiglia Cristiana. Gli anni del successo hanno tuttavia coinciso anche con la prima grande crisi che Suor Germana ha dovuto affrontare: a seguito di incomprensioni con le sue superiori, nel 1990 lasciò l'abito religioso del Famulato Cristiano,dove era entrata a 19 anni. "Ero un cane sciolto, mi ha accolto monsignor Giovanni Saldarini, allora arcivescovo di Torino, che mi ha proposto di entrare nell'Ordo Virginum, in cui mi sono consacrata nel 1994", ha raccontato la stessa religiosa sempre a Famiglia Cristiana. La seconda dura prova è avvenuta nel 2002 quando si sono rotti i rapporti con i padri domenicani del Punto Familia di Torino, da lei stessa fondato nel 1963: "Mi sono trovata fuori da un giorno all'altro. Ho molto sofferto. Ma il Signore non ti da mai una croce più grande di quella che puoi sopportare".

E dal 2002 Suor Germana ha dovuto affrontare la depressione, da cui si è ripresa pian piano scrivendo altri libri di ricette. Sempre a Famiglia Cristiana ha confessato: "La depressione è una malattia brutta e si sta veramente male. Non mi vergogno a dirlo: sono arrivata a pensare di farla finita. Si soffre anche perché molti non capiscono che è una vera malattia. Non serve a niente dire: 'Dai, tirati su, non ci pensare'. Per uscirne ci vogliono dottori e medicine. Ma a conti fatti ringrazio il Signore: ho capito meglio cosa provano quelli che soffrono".

La vita di Suor Germana

Martina Consolaro era nata a Crespadoro (Vicenza) il 3 luglio 1938 da padre boscaiolo e madre casalinga. A 14 anni lasciò la famiglia d'origine, composta da nove fratelli, e divenne domestica di una ricca famiglia di Torino. A 19 anni prese i voti come suora del Famulato Cristiano, una congregazione religiosa fondata con il fine di tutelare le giovani lavoratrici, e venne destinata alla "Scuola delle fidanzate", dove insegnò cucina alle giovani ragazze in vista del loro matrimonio. Al tempo stesso quella 'scuola' fu il primo nucleo di quella iniziativa a carattere religioso, morale, psicologico, medico e formativo che ben presto divenne il "Punto Familia" di Torino, fondato nel 1963 da Suor Germana insieme ai padri domenicani Angelico Ferrua e Giordano Muraro.

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"La cuoca di Dio" nel frattempo aveva elaborato una sua teologia e spiritualità della cucina: "Gesù non ha compiuto proprio a tavola le cose più straordinarie? Dal banchetto di Cana all'ultima cena. La convivialità è un'espressione di comunione, cucinare è un gesto d'amore nel quale la famiglia si riconosce. E dunque: 'Ditelo con un piatto!", raccomandava alle fidanzate nei suoi corsi.

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