Giovedì, 18 Luglio 2024
Attualità

«Basta abusi giudiziari sulle madri»

Prende il via il convegno dedicato alle «aberrazioni» che, fra tribunali, consulenze forensi e assistenza sociale «impediscono alle donne che denunciano di essere tutelate e di ottenere giustizia»

Domani 29 settembre prende il via il dodicesimo congresso sulle «Madri strappate». L'iniziativa, che è curata dal comitato «Femminicidio in vita» e che ha il patrocinio del Comune di Vicenza, avrà luogo all'auditorio dei Chiostri di San Lorenzo in piazza San Lorenzo 4 nel centro storico della città palladiana con inizio alle ore 15. Il focus del convegno verterà, si legge in una nota inviata dagli organizzatori, sulle storture del sistema che mira alla composizione dei dissidi in ambito familiare. Sistema che tra ambito giudiziario, mondo delle consulenze psicologico-psischiatriche e mondo degli assistenti sociali, spesso e volentieri dà vita a veri e propri mostri nella procedura. Situazioni inaccettabili sulla scorta delle quali i figli vengono allontanati dalle madri pur non essendovi alcun presupposto. Queste storture, sempre a giudizio degli organizzatori si materializzano da anni a causa di una serie di preconcetti che divenuti prassi colpiscono la figura materna, la più debole assieme a quella dei figli. Tra gli aspetti più critici denunciati dal comitato  

«L'iter è sempre lo stesso. I figli smettono di chiamarti mamma e cominciano a non vederti più. Su input della controparte giunge una richiesta di separazione corroborata da una asserita conflittualità della coppia. Sulla base di questo pretesto, il più delle volte campato per aria, il giudice può chiedere una consulenza tecnica d'ufficio, in gergo Ctu, che il perito depositerà in tribunale fornendo una realtà distorta e falsata in partenza. Nell'arco di cinque o sei mesi massimo i figli, al posto di essere lasciati con la madre che magari aveva denunciato la condotta violenta del compagno, verranno affidati altrove: solitamente presso una struttura ad hoc o presso una famiglia». Si giunge così all'effetto perverso che i figli al posto di essere lasciati con la madre ed allontanati dal coniuge violento vengono allontanati da tutti e due i genitori.

Si tratta di una «prassi» fa sapere Imma Cusmai la curatrice dell'evento, che opera in maniera invasiva sui minori i quali «vengono ingannati fino a pensare che il problema sia solo la madre in ossequio a pregiudizi assai diffusi per cui le donne mentirebbero sempre, le donne strumentalizzerebbero le denunce di violenza per ottenere benefici, le donne alienerebbero i figli». Questi, sostiene ancora Cusmai, sono solo alcuni degli atteggiamenti prevenuti che la nostra società ha interiorizzato. Pregiudizi volti a neutralizzare la donna e a perpetuare una sudditanza e una discriminazione di genere in ogni settore, soprattutto in quello giuridico. «A sentire le madri che ci sono passate - scrive Cusmai - è peggio che essere morte perché il dolore è sempre presente e non può essere superato con il tempo. È come una sorta di morte vivente. In poche parole, tutto ciò che è vero viene capovolto e la madre da vittima diventa carnefice». Durante il convegno, con tutte le cautele del caso, «saranno rivelati alcuni dettagli di parecchie storie vissute patite sulle spalle di donne che hanno dovuto combattere una battaglia impari prima in famiglia poi nei tribunali» puntualizzano gli organizzatori.

Ma chi saranno i protagonisti della giornata di domani? Oltre a Cusmai parteciperanno al congresso la deputata Stefania Ascari, già membro della Commissione giustizia e di quella antimafia nonché prima firmataria del Codice rosso; la ex senatrice Orietta Vanin, Ida Grimaldi avvocato del foro di Vicenza; Nadia Somma, giornalista e coautrice del libro «Senza madre»; Michela Nacca avvocato dell'associazione Maison Antigone; Sandro Salvati, consulente tecnico forense; Antonia Murgo, psicologa e psicoterapeuta; Elisa Torresin, attivista per i diritti umani; Manuela Bruschini del gruppo Maternamente; Umberto Baccolo, giornalista; Nadia Mozenich, psicologa e psicoterapeuta. Sarà inoltre presente la deputata Luana Zanella segretaria della Commissione bicamerale sul femminicidio. Modererá Emanuela Natoli, presidente dell'associazione Movimentiamoci Vicenza. La quale ai taccuini di Vicenzatoday.it dichiara: «Le storture del sistema giudiziario e non solo di quello opprimono le madri che decidono di denunciare le condotte dei compagni violenti. Detto in altri termini queste aberrazioni, in maniera odiosa peraltro, impediscono alle donne che denunciano di essere tutelate e di ottenere giustizia: per questo diciamo basta agli abusi giudiziari sulle madri». Il congresso si terrà dalle 3 del pomeriggio per l'appunto presso la sala auditorium al Chiostro San Lorenzo, in piazza San Lorenzo 4 a Vicenza. L'ingresso è libero con accredito da richiedere a femminicidioinvita@journalist.com.
 

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