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Gaffe di Donazzan su Dante, sbaglia la ricorrenza: "Errore di battitura"

Una lettera inviata a tutti i dirigenti scolastici della Regione in occasione del compleanno di Venezia e del Dantedì, la giornata in ricordo del sommo poeta, da parte dell’assessora regionale all’istruzione rischia di far nascere un nuovo caso.

L'assessora regionale Elena Donazzan

“Nel 1321 muore Dante… Apprendo che un errore di battitura contenuto in una mia lettera (dovuto ad un frettoloso riporto in fase di impaginazione, e non certo ad una lacuna storica) sta letteralmente facendo impazzire alcune persone che, probabilmente, non hanno molto altro da fare. Un errore, peraltro, immediatamente risolto con l'invio di una errata corrige”. Queste le parole dell'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan in merito alla querelle sorta dopo l'invio di una lettera a tutti i dirigenti scolastici della Regione in occasione del compleanno di Venezia e del Dantedì.

LA LETTERA INVIATA AI DIRIGENTI SCOLASTICI DALL'ASSESSORE DONAZZAN

“Mentre c'è chi muore a causa del Covid, mentre la gente perde il proprio posto di lavoro o si trova costretta a chiudere la propria attività a causa delle restrizioni, della crisi economica e dei mancati ristori, c'è chi tenta maldestramente di sfruttare un errore di battitura per alimentare un’ulteriore ed inutile polemica. Ma in che mondo vivono queste persone?” continua Donazzan, che conclude “Dante, a chi semina discordia, destinò la nona bolgia dell’VIII Cerchio dell’Inferno (Canto XXVIII). Io, a chi semina discordia, rispondo con un sorriso: il mio tempo preferisco utilizzarlo, come sto facendo con grande impegno e dedizione da molti mesi a questa parte, per salvaguardare posti di lavoro e accompagnare aziende venete in difficoltà fuori da questa crisi”.

“Mettendola sul ridere, chissà in quale girone l’avrebbe messa Dante", sottolinea Vanessa Camani, vice capogruppo del Partito Democratico Vneto, commentando l’errore dell’assessora all’Istruzione.

"Viene però meno da ironizzare se pensiamo che Elena Donazzan, assessora all’Istruzione, ha inviato una lettera al mondo della scuola veneta, dai docenti agli studenti, decidendo che il 25 marzo non è la data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia, bensì il giorno della morte del Sommo Poeta - continua - Un errore da matita blu che era evitabilissimo”.

“Non è il primo scivolone della Donazzan, abituata a maneggiare la storia in modalità ‘un tanto al chilo’ - conclude . Si tratta di episodi che evidenziano l’inadeguatezza di chi, da un’eternità, gestisce un settore delicato, penalizzato e lasciato all’abbandono in questa epoca di pandemia. Lo strafalcione di queste ore, inanellato dopo l’indegna esaltazione delle gesta fasciste e l’esibizione radiofonica sulle note di 'Faccetta Nera', testimonia che, pandemia o meno, la scuola in Veneto non è in mani sicure. Abbiamo presentato, insieme ai colleghi Possamai, Bigon e Zottis, un atto ispettivo per ‘interrogare’ l’assessora su Dante. Questa figuraccia merita di essere tramandata ai posteri come esempio, per nulla sommo, di gestione istituzionale”.

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