Oltre 700mila euro di donazioni per gli ospedali di Bassano, Santorso e Asiago

Ecco i risultati della campagna “Aiutiamo i nostri ospedali”

Superati i 700 mila euro: la generosità dei cittadini della Pedemontana non si smentisce. Sono stati presentati oggi all’Ospedale Alto Vicentino i risultati della campagna “Aiutiamo i nostri ospedali” lanciata lo scorso 19 marzo dalla Fondazione di Comunità Vicentina per la qualità della vita, in collaborazione con i sindaci del Distretto 1 e 2 e con il supporto de Il Giornale di Vicenza e TVA Vicenza, per sostenere l’Ulss 7 Pedemontana in questo momento di emergenza. Una straordinaria gara di solidarietà che ha visto la partecipazione di ben 1.315 donatori, tra privati (1.195), associazioni (69) e imprese (51), per un totale di 1.378 donazioni del valore complessivo di 738.889 euro. 

Buona parte dell’importo è già stato utilizzato per l’acquisto di numerosi dispositivi di grande utilità per fronteggiare l’emergenza sanitaria del coronavirus, quali mascherine ffp2, visiere in policarbonato e tute protettive, ma non solo: a Santorso è già stato consegnato un sistema automatizzato per l’estrazione degli acidi nucleici per Covid, ma anche un ecografo e  un ecocardiografo di ultima generazione per la Cardiologia; un altro ecografo per la sala operatoria è stato destinato ad Asiago; mentre un sistema radiografico portatile è stato indirizzato all’ospedale di Bassano. Altri dispositivi, come il videolaringoscopio per intubazioni, l’ecografo portatile digitale e il ventilatore polmonare, saranno consegnati nelle prossime settimane a Santorso; così come il sistema automatizzato per la rilevazione dei parametri vitali arriverà nelle prossime settimane ad Asiago.

Significativa è stata la partecipazione del territorio con iniziative di raccolta fondi e diffusione della campagna, tra queste l’asta online di Opus Italy con artigiani locali che hanno messo in vendita le proprie opere sui social; il concerto online dei Blonde Brothers, i fratelli Baù dell’Altopiano; il video realizzato dalla Filarmonica Bassanese; le gigantografie appese in via del Terziario a Thiene, realizzate dalla collaborazione di tre aziende del territorio (Mira-Vision, LaNordica - Extraflame Training Center e Fonderie Pavinato).    

«A nome dell’ULSS 7 Pedemontana - commenta il Commissario Bortolo Simoni - ringrazio la Fondazione di Comunità Vicentina e quanti hanno contribuito a queste importanti donazioni. Si tratta di apparecchiature importanti, che ci consentiranno di elevare e uniformare ulteriormente gli standard assistenziali nei nostri ospedali».

«Fondazione QuVi è uno strumento della e per la comunità - spiega il presidente della Fondazione, il dott. Sante Bressan -, lavoriamo insieme per creare un patrimonio di fiducia reciproca tra i cittadini, attivando le risorse del territorio e promuovendo la cultura della responsabilità sociale. Per questo abbiamo deciso di sostenere il territorio nell’emergenza covid. Emergenza che non è solo sanitaria ma anche sociale. Noi ci siamo. E con noi anche i cittadini. Come stanno a dimostrare le 1.378 donazioni fatte, hanno dimostrato ancora una volta grande senso di appartenenza al proprio territorio e di solidarietà. Questo ci ha dato e ci dà tuttora grande forza per continuare ad essere al fianco di chi oggi non ce la fa a causa delle condizioni economiche drammaticamente cambiate e dei più fragili, che hanno più di prima bisogno del nostro sostegno».

L’impegno della Fondazione di Comunità Vicentina, che dal 2004 si adopera per migliorare la qualità di vita nell’Alto Vicentino con progetti per l’assistenza sociale e socio sanitaria, ma anche di cultura, istruzione e formazione, non è venuto meno in questo momento di difficoltà. Parallelamente alla raccolta fondi, grazie alle reti di vicinanza solidale la Fondazione ha continuato ad aiutare le famiglie con figli minori che hanno necessità di essere supportate nello svolgimento delle attività quotidiane, anche a distanza. Non è mancato il sostegno ai 69 adulti con disabilità accolti nelle comunità alloggio e negli appartamenti protetti, grazie al progetto “Le chiavi di casa” che consente di dare una risposta concreta al bisogno di residenzialità delle persone adulte con disabilità nel territorio dell’Alto Vicentino. 

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