Discarica partecipata AIM: "ferro e arsenico oltre la soglia"

A lanciare l’allarme sull’impianto di Legnago partecipato anche dal gruppo berico è stato un noto consulente: frattanto sul caso la procura di Verona ha riaperto le indagini

Alcuni parametri in materia di sostanze nocive rinvenute ai margini della discarica di Torretta (collocata tra Veronese e Rodigino e partecipata dal gruppo berico Aim-Sit), sono oltre i limiti di guardia. Si tratta di un campanello d’allarme tale per cui le autorità dovrebbero procedere d'urgenza con una puntigliosa campagna di monitoraggio. È quanto è emerso ieri sera a Bergantino in provincia di Rovigo nell’ambito di un convegno dedicato proprio alla discarica di Torretta: convegno organizzato dai gruppi ambientalisti del comprensorio (Comitato Gaeta Schivenoglia, Mamme no Pfas, Comitato Sat Bergantino, Ambiente & vita Villa Poma, Comitato Terre nostre Torretta). Durante la serata poi è emersa un’altra novità. La procura scaligera, che inizialmente aveva chiesto l’archiviazione del procedimento contro la discarica stessa, ha invece deciso un supplemento d’indagine.

All'evento, moderato dal giornalista di Today.it Marco Milioni, hanno partecipato quali relatori il deputato mantovano del M5S Alberto Zolezzi, il consulente ambientale Francesco Basso e il consulente scientifico in materia ambientale Marina Lecis. Ed è stata proprio quest'ultima durante la serata a mostrare i risultati di uno studio da lei condotto secondo il quale in alcuni pozzi di controllo sostanze tossiche come ferro ed arsenico «sono state rinvenute sia in falda sia in acque irrigue in concentrazioni ben al di sopra della soglia che impone alle autoritá controlli a tappeto» per capire se si è in presenza di una situazione di compromissione dell'ambiente circostante in cui domina un paesaggio a fortissima vocazione agricola.

«FALDA A RISCHIO»

Sempre la dottoressa Lecis, che è nota tra l’altro per essere uno dei consulenti tecnico-scientifici della procura di Padova, ha puntualizzato di seguito un secondo aspetto: «In falda sono poi presenti quantitativi importanti di Pfas e addirittura tracce di cobalto, cosa assai preoccupante, in acque da irrigazione». Ma quale è la fonte dei dati snocciolati da Lecis? «Si tratta di dati - sottolinea la dottoressa - che sono stati estrapolati da documenti ufficiali in possesso dell'Aprav. Motivo per cui non si capisce come mai a fronte di notizie cosí precise, chi di competenza non si attivi come la contingenza vorrebbe». Le parole della Lecis vanno valutate con attenzione perché quest’ultima è il perito che assieme all’avvocato Giorgio Destro del foro di Padova, era stata ingaggiata dal comune di Castelnuovo Bariano, una delle municipalità lambite dalla discarica, per redigere un esposto alla magistratura alla quale si chiedeva di valutare se la discarica sia o meno responsabile di un inquinamento dell’ambiente circostante tale da violare la norma penale.

«I CITTADINI SIANO VIGILI»

Non va tanto per il sottile nemmeno il dottor Basso il quale sul tema della discarica ieri ha fatto sapere che lo scenario «non è del tutto tranquillizzante mentre dai dati che emergono ci si aspetta una seria presa di posizione dagli enti preposti alla salvaguardia ecologica e della salute per estendere analisi e per cercare soluzioni al fine di contenere gli inquinanti». Queste per inciso sono le parole uscite a margine del convegno promosso dai comitati di zona che da anni chiedono lumi sul reale stato del sito, sulla cui vicenda peraltro Vicenzatoday.it ha pubblicato poche ore fa un lungo approfondimento anche in considerazione del fatto che tra i soci dell’impianto c’è pure il gruppo Aim, ovvero quello della municipalizzata del comune di Vicenza.. 

Di più, secondo Basso, che per anni è stato un ispettore dell’Arpav patavina e che ora svolge la libera professione, i residenti comunque fanno bene «a tenere alto il livello di attenzione» perchè politica ed agenzie di controllo «non possono permettersi il lusso di prendere sottogamba quanto accade da anni tra Rodigino e Veronese». Ad ogni modo ieri è intervenuto più volte anche Zolezzi, che vanta tra le altre una lunga esperienza come medico pneumologo. Il deputato, tra le altre, ha illustrato alcuni ambiti di intervento delle commissioni parlamentari che si occupano di salute e ambiente. E contestualmente ha spiegato come «Piemonte, Lombardia e Veneto presentino una situazione ambientale molto compromessa che richiede un elevato livello di guardia a partire dalle istituzioni nazionali ed europee». 

LO “SCOOP” DEL SINDACO

A fine serata è stato il turno di Massimo Biancardi sindaco di Castenuovo Bariano, uno dei comuni del comprensorio lambiti dalla discarica di Torretta. Biancardi che era tra il pubblico, sollecitato da Milioni ha fatto il punto in merito all’esposto che la sua amministrazione aveva indirizzato alla magistratura scaligera: «Inizialmente il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione perché sulle prime il suo ufficio non aveva ravvisato profili penalmente rilevanti. Il giudice per le indagini preliminari però - questo il sindaco l’ha saputo durante una visita in procura avvenuta ieri mattina - ha deciso di non archiviare chiedendo agli inquirenti un supplemento d’indagine che è stato affidato ad un altro sostituto procuratore, ovvero al dottor Gennaro Ottaviano». Si tratta di una novità di assoluto rilievo che potrebbe riservare ulteriori sviluppi rispetto ad una inchiesta che comincia a fare rumore. (in foto un terreno vicino alla discarica di Torretta)

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