Scuola post emergenza Covid, esami di Stato: "Fatti così perdono di significato"

L’assessore alla scuola della Regione veneto, Elena Donazzan, critica le modalità previste dalle ordinanze del ministro dell’istruzione Azzolina per lo svolgimento degli esami di terza media e di maturità

Una delle partite più delicate e di grande interesse in questa fase due è indubbiamente quella della scuola. Dal ministero arrivano le prime indicazioni: "Non si ritornerà in classe fino al prossimo settembre, le valutazioni finali saranno fatte tenuto conto della media tenuta dagli studenti durante l’anno scolastico e del loro percorso di studi, mentre gli esami di terza media saranno sostituiti dalla sola discussione per via telematica della cosiddetta “tesina”. Tutti ammessi invece gli studenti che dovranno sostenere le prove di maturità che avranno inizio il 17 giugno e saranno solo orali". 

Provvedimenti che hanno fatto insorgere qualche perplessità. “Come mi ha scritto un’insegnante stamattina – dichiara l'assessore regionale Elena Donazzan - le ordinanze sullo svolgimento degli esami e sulle valutazioni finali degli alunni sembrano dire:  “educhiamoli da piccoli a non far fatica e ad aspettare che mamma Stato faccia tutto”. Questo è il messaggio  più chiaro tra i tanti che mi sono arrivati di forte critica su come il governo ha deciso di impostare valutazioni e prove conclusive dei cicli scolastici”.

“L’unica nota positiva è che almeno il ministro ha deciso di far svolgere gli esami, visto che inizialmente per gli allievi di terza media non li aveva previsti – prosegue l’assessore del Veneto -  Torno a dire, invece, che si debba pensare ad un esame in presenza anche per gli alunni del primo ciclo, considerato che si sono mai visti assembramenti alle sessioni di esame: agli esami va dato il giusto peso perché sono una prova importante, destinata  ad essere una delle tante prove a cui i ragazzi dovranno abituarsi. Nella seconda metà di giugno si può seriamente prevedere  che l’allentamento delle misure sia un dato di fatto e si possa anche predisporre il rientro a scuola per qualche settimana dei ragazzi delle ultime classi del ciclo, in modo che possano affrontare gli esami preparati, svolgendo qualche lezione in presenza, con i loro docenti”.

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