Covid e denunce: tra «reparti» chiusi e «trasferimenti illegittimi» nelle case di riposo

È questo l'annuncio del sindacato Cub che poi critica l'Ulss 8 berica anche per la circolare interna che impone ai dipendenti di non «fare uscire notizie» in merito a quanto sta accadendo «nelle strutture ospedaliere vicentine»: bordate anche alla Regione Veneto, mentre si preconizza «lo stato di agitazione»

Maria Teresa Turetta segretario vicentino del sindacato autonomo Cub (repertorio, foto Marco Milioni)

La «chiusura di importanti reparti come la lungodegenza di Lonigo» nonché svariati «trasferimenti illegittimi di personale sanitario nelle case di riposo di Montebello Vicentino e di Montecchio Maggiore» saranno a giorni oggetto di un esposto alla procura della repubblica di Vicenza da parte del sindacato autonomo Cub. Lo spiega in una nota diffusa ieri 25 ottobre da Maria Teresa Turetta segretario provinciale dello stesso sindacato.

Secondo la Cub in quelle strutture «si sono registrati focolai importanti» addebitabili alla «improvvisazione di qualche alto dirigente o presidente che punta al risparmio evidentemente anche nella formazione del personale interno». Inoltre, prosegue il dispaccio «i concorsi di personale infermieristico sono ancora in alto mare, quando invece avrebbero potuto essere tranquillamente essere conclusi nel corso dell'estate». Il segretario Turetta poi se la prende con il direttore generale dell'Ulss 8 berica Giovanni Pavesi: «Il dottor Pavesi con una circolare interna del 16 ottobre, ha invitato i dipendenti a non far uscire notizie in merito a quanto sta accadendo nelle varie strutture ospedaliere di Vicenza. Evidentemente il direttore generale ha la coda di paglia e, per paura di creare allarmismo tra la cittadinanza, impone ai lavoratori di tenere le bocche cucite». Peraltro la circostanza della circolare interna era stata svelata da Vicenzatoday.it non più tardi di avant'ieri.

Poi l'ultima staffilata: «Va tutto bene dunque? No, non va assolutamente bene nulla e non si tratta di creare allarmismo, qui qualcuno deve rispondere delle vite umane di chi opera nelle nostre strutture sanitarie senza alcun rispetto dei diritti sanciti dai contratti di lavoro e dalle leggi sulla sicurezza nei posti di lavoro. La Regione Veneto deve investire in assunzioni di personale: il Covid-19 lo si combatte con assunzioni massicce di personale medico e sanitario più che con le chiusure indiscriminate e i coprifuoco. La Cub ha dato mandato ai propri legali di presentare un esposto alla magistratura circa la situazione al limite che si vive nei reparti vicentini. La Cub si riserva di proclamare lo stato di agitazione del personale: ai cittadini non servono eroi sottopagati, sfruttati e calpestati nei loro diritti».

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