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Al via 2.600 test sierologici per i lavoratori del vicentino

Un progetto pilota della Regione Veneto per verificare la diffusione del covid-19 tra chi lavora, si inizia da 12 aziende della provincia

Hanno generato attesa e sono additati da tutti come uno strumento essenziale della Fase 2. Sono i test sierologici per verificare chi ha avuto l'infezione da Sars-CoV-2. Al momento, però, le Regioni si sono mosse in ordine sparso su questo fronte. Sono 6 quelle che hanno avviato test sierologici nell'ambito di programmi che vedono diverse strategie di campionatura e diverse tecnologie. La prima Regione in termini di tempo ad avviare l'attività di test è stata il Veneto. Secondo l'analisi del team multidisciplinare del governo composto da economisti ed aziendalisti sanitari, medici di sanità pubblica, ingegneri informatici e statistici, il target su cui fare il test sono gli operatori sanitari, le forze dell'ordine, lavoratori in azienda.

Sono stati consegnati ieri al personale del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 7 Pedemontana i 2.600 kit per i test rapidi sierologici per altrettanti lavoratori di 12 aziende del territorio pedemontano, nell’ambito del progetto pilota della Regione Veneto finalizzato a testare il modello sanitario, organizzativo e informativo adottato per la riapertura delle attività produttive e a valutarne l’estensione e la sostenibilità su scala più ampia.
I test sierologici qualitativi per la ricerca di anticorpi anti SARS-Co-V-2 (IgM/IgG) saranno effettuati dai medici competenti delle aziende selezionate dalla Regione su tutti i dipendenti. In caso di esito positivo, il soggetto sarà sottoposto a tampone naso-faringeo per la conferma, o meno, della
positività al covid.
«In questo modo - spiega il dott Liviano Vianello, direttore dello Spisal dell’ULSS 7 Pedemontana - potremo avere un quadro più chiaro della diffusione del virus nella popolazione lavorativa.
Desidero ringraziare le aziende del territorio che hanno aderito all’iniziativa, dimostrando grande disponibilità. Allo stesso tempo, si tratta di un’opportunità preziosa per le aziende stesse, ma anche per i lavoratori e per le loro famiglie. In generale si conferma l’attenzione da una parte a monitorare con estrema attenzione l’andamento epidemiologico in questa “Fase 2”, dall’altra il rapporto di dialogo e grande collaborazione con il mondo delle imprese».
Tra gli obiettivi specifici, il progetto pilota è finalizzato alla caratterizzazione epidemiologica della diffusione del virus nella popolazione lavorativa, considerata popolazione target sentinella; all’acquisizione di informazioni sulla siero-prevalenza e sui suoi eventuali determinanti, nonché alla
verifica dell’efficacia di misure di contenimento attuate negli ambienti di lavoro e all’acquisizione di elementi per valutare eventuali azioni correttive.

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