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Veneto in zona rossa, scuole chiuse: "Dove lasceremo i nostri figli?"

Carmelo Cassalia FLC Cgil (Cgil Scuola) di Vicenza: "Quello che è successo dimostra una mancanza di sensibilità della politica nei confronti del mondo dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca. Altro che centralità della scuola, come si vorrebbe far credere!"

"Vicenza e la Regione Veneto, da lunedì 15 marzo diventerà zona rossa, quindi sarà soggetta a tutte le limitazioni previste per le zone Rosse dal nuovo Decreto Legge". La notizia, sebbene circolasse da tempo, è giunta nel fine settimana e ha trovato tutto il personale della scuola disorientato per la mancanza di comunicazioni chiare e tempestive da parte del Governo e conseguentemente dell’amministrazione centrale e periferica". 

"Nel breve volgere di una mattinata - spiega Carmelo Cassalia FLC Cgil (Cgil Scuola) di Vicenza - si è passati da riunioni in videoconferenza convocate d’urgenza, a circolari e comunicati contenenti disposizioni operative nei confronti di tutto il personale della scuola a partire da lunedì 15 marzo 2021. Il tutto è avvenuto nell’assoluta autonomia e discrezionalità di molti dirigenti scolastici che schiacciati dal peso e dalla responsabilità delle decisioni da prendere in meno di 36 ore hanno dovuto riorganizzare i servizi e l’offerta formativa in modo da ottemperare alle nuove disposizioni di legge". 

"Quello che è successo - continua Cassalia - ancora una volta dimostra il grande senso di responsabilità del mondo della scuola nella sua totalità e di una mancanza di sensibilità della politica nei confronti del mondo dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca. Altro che centralità della scuola, come si vorrebbe far credere!"

"Non è pensabile né ipotizzabile che in uno scenario come quello attuale di emergenza pandemica, la scuola debba essere connessa - sottolinea -  nonostante il diritto alla disconnessione, e possa riorganizzare le proprie attività il sabato pomeriggio e la domenica mattina, senza pensare che il mondo della scuola sia fatto da lavoratori che sono anche genitori di figli minori. Le domande più frequenti nel fine settimana sono state: “da lunedì dove lasceremo i nostri figli?”.

“La nota della Regione è arrivata sabato 13 marzo, ma non poteva arrivare prima, ovviamente - precisa - Ma resta il fatto che il provvedimento di chiusura delle scuole, intempestivo, non ha tenuto conto né tiene conto di quegli studenti figli di lavoratori che da lunedì 15 rimarranno da soli e incustoditi. Il problema dei genitori/lavoratori in difficoltà è tale da investire non solo il mondo della scuola ma tutti i lavoratori, quindi è tale da dover indurre la politica a fare una riflessione ulteriore circa la stretta correlazione tra la necessità di lavorare e la necessità di gestire i figli/studenti".

Conclude: "Auspico che la politica ritorni a svolgere il proprio ruolo con consapevolezza e senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e della nuove generazioni, assumendosi la responsabilità di fronte alla storia e al futuro del nostro Paese".

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