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Sedici regioni (e una provincia) in zona gialla: nessuna variazione per il Veneto

Puglia, Sicilia, Umbria e Provincia di Bolzano restano arancioni. L'Rt nazionale è stabile a 0,84, ma sale il numero dei territori a rischio alto. Il nuovo report dell'Iss fotografa una situazione delicata

Il Veneto rimane in zona gialla. Puglia, Sicilia e Provincia di Bolzano resteranno arancioni, mentre la Sardegna tornerà in area gialla da lunedì, allo scadere dell'ordinanza vigente. Salvo sorprese dell'ultima ora non sono previsti altri cambiamenti di colore. A parte la Sardegna dunque resta tutto invariato. Va poi segnalato il caso della provincia di Bolzano che nonostante sia in zona arancione ha deciso un lockdown di tre settimane a partire dall'8 febbraio.

  • Zona gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, provincia autonoma di Trento, Sardegna Toscana, Valle d’Aosta, Veneto;   
  • Zona arancione: provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sicilia, Umbria;
  • Area rossa: 0 regioni.

Il report dell'Iss e le ipotesi sulla zona gialla, rossa e arancione

Secondo la bozza del nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità sono tre le Regioni e/o province autonome con una classificazione di rischio alto. Si tratta di provincia di Bolzano, Puglia e Umbria. Ci sono però altre undici regioni che presentano un livello di rischio definito moderato dai tecnici dell’Iss: Abruzzo, Campania, Friugli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise Piemonte, provincia di Trento e Toscana.

I dati del monitoraggio Iss: il report completo in Pdf

Nel periodo 13 gennaio - 26 gennaio 2021, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,84 (range 0,76- 1,02), in linea con il dato della settimana precedente). "L'incidenza a livello nazionale si mantiene sopra il valore di 130 casi per 100mila abitanti nei 7 giorni e 13 regioni evidenziano un trend di casi in aumento", si legge nel documento dell'Iss.

A preoccupare sono in particolare Umbria e provincia di Bolzano che stando alla bozza "hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2". Ci sono però altre regioni il cui indice Rt è vicino all'1 e che dunque sono in bilico (ai fini della classificazione viene però preso come riferimento solo l'estremo inferiore della forbice e non il valore medio). Si tratta di:

  • Abruzzo 0,99 - CI: 0,93 - 1,05;
  • Friuli Venezia Giulia Rt 1,03 CI: 0,99- 1,08;
  • Liguria 0,95 CI: 0,89-1,00;
  • Marche 0,95 CI: 0,86-1,05; 
  • Toscana 0,98 CI: 0,93-1,03.

Questo l'indice Rt nelle altre regioni:

  • Basilicata, 0.63;
  • Calabria, 0.81;
  • Campania, 0, 78;
  • Emilia Romagna, 0.83;
  • Lazio, 0.8;
  • Lombardia, 0.94;
  • Molise, 0.9;
  • Piemonte, 0.78;
  • provincia autonoma di Bolzano, 1.06;
  • provincia autonoma di Trento, 0.61;
  • Puglia, 0.91;
  • Sardegna, 0.75;
  • Sicilia, 0.73;
  • Umbria, 1.18;
  • Valle d'Aosta, 0.85;
  • Veneto, 0.63.

L'Iss teme un nuovo aumento dei casi: "Segnali di contro-tendenza"

Come vanno le cose? A quanto pare non benissimo. "Si osserva un lieve generale peggioramento dell'epidemia - si legge nella bozza del monitoraggio Iss -, con un aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto (3 rispetto a 1) e con la riduzione delle regioni a rischio basso in questa settimana (7 rispetto alle 10 del report precedente), in un contesto preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici regioni italiane, che possono portare ad un rapido incremento dell'incidenza". Il documento, redatto da Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute, è relativo alla settimana 25-31 gennaio con dati aggiornati al 3 febbraio.

"In questa fase delicata dell'epidemia - si sottolinea - questi iniziali segnali di contro-tendenza potrebbero preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente messe in atto adeguate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. L'attuale quadro a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali. In alcuni contesti, un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l'incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per Covid-19 in area critica".

Il report n.38 Iss: la sintesi in Pdf

Ricoveri e terapie intensive: le 8 regioni sopra la soglia critica

"Si mantiene stabile il numero di Regioni/Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (8 Regioni/Pa)". Stando al monitoraggio dell'Iss "il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale si colloca sotto la soglia critica (26%)", si sottolinea. "Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 2.372 (26 gennaio) a 2.214 (2 febbraio); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in diminuzione, passando da 21.355 (26 gennaio) a 20.317 (2 febbraio)". "Tale tendenza a livello nazionale - si precisa tuttavia nel report - sottende forti variazioni interregionali, con alcune Regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica e il relativo impatto, uniti all'incidenza, impongono comunque misure restrittive.

EDIT: “Sulla base dell’ultimo monitoraggio della Cabina di Regia non sono previste nuove ordinanze del Ministro della Salute per la giornata di oggi. La Sardegna tornerà in area gialla da lunedì, allo scadere dell’ordinanza vigente”. È quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi 5 febbraio 2021: i nuovi casi regione per regione

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