Corteo Antifascista, la destra insorge: «Chiudere il bocciodromo»

Dai toni moderati del vicesindaco di Vicenza alla richiesta di revoca della concessione al circolo di via Rossi di Fratelli d'Italia e Elena Donazzan

Dopo l'abolizione della clausola antifascista e l'attentato alla Caracol Olol Jackson , giovedì la città è scesa in piazza al grido de "Vicenza è antifascista". Tremila persone hanno manifestato in un corteo che ha fatto tappa anche a Palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza, affissando su un balcone del palazzo una bandiera antifascista. Il giorno dopo sono arrivate le reazioni dalla destra vicentina, da quelle più "morbide" della Giunta Rucco, per voce del vicesindaco ai toni più duri di Elena Donazzan e Fratelli d'Italia che chiedono la chiusura del Bocciodromo. 

«La manifestazione di ieri ha rappresentato l'espressione di un pensiero che non condivide una scelta fatta da un'amministrazione democraticamente eletta, e questo ci sta. Viviamo in un paese libero e nulla può limitare l'espressione di un'opinione e di ciò che si pensa. Quello che non può essere condiviso è il modo in cui si è svolta, ovvero in palese violazione delle prescrizioni post Covid-19, con assembramenti che sono ancora vietati e con un corteo che era stato espressamente negato dal questore, senza parlare dell'affissione non autorizzata di una bandiera nella facciata del municipio. Non possiamo condividere anche perché tutti noi, in questo momento, dobbiamo sottostare a delle regole chiare e mirate a non farci tornare in emergenza sanitaria. Abbiamo appreso dai media che ci sono indagini in corso per cui aspettiamo riscontri». Così il vicesindaco della città Matteo Tosetto, intervenuto anche sull'eliminazione della clausola antifascista: «Voglio anche sottolineare che con la modifica del Regolamento per l'occupazione del suolo pubblico approvata dal consiglio comunale non è stata eliminata la clausola antifascista, ma è stata semplicemente sostituita ed ampliata contro tutti i totalitarismi, come previsto dalla Costituzione e dalle istituzioni europee. Per cui contro il fascismo, contro il nazismo, contro il comunismo e tutte quelle forme dittatoriali che nel corso della storia hanno negato le libertà, provocato morte, soprusi e distruzione; oltretutto lo abbiamo dimostrato più volte nei fatti e lo faremo anche in futuro. In pratica la manifestazione di ieri sera suona molto come un pretesto per un attacco politico a questa amministrazione. Comunque, adesso che tutti hanno espresso la loro opinione politica, mi auguro che il confronto si sposti sui veri problemi della città, soprattutto dopo l'emergenza da Coronavirus»

Toni invece più duri da parte dell’Assessore Regionale del Veneto Elena Donazzan al corteo antifascista di ieri a Vicenza: «quanto accaduto ieri a Vicenza è inaccettabile. È stata palesemente violata ogni forma di prescrizione anti covid, come ben si evince dalle immagini pubblicate nei social. Sono state disattese inoltre le indicazioni della Questura che, e lo ricordo, aveva vietato il corteo: si tratta quindi di una manifestazione non autorizzata. Infine, lo scempio di quella bandiera appesa, violando una proprietà comunale, in barba a tutto e a tutti». 

«Violazioni consapevoli e premeditate, come si evince anche dai post del centro sociale Bocciodromo, che all'indomani delle indicazioni del Questore ribadiva molto serenamente che il corteo si sarebbe tenuto lo stesso. Con che coraggio possiamo poi pretendere dalle nostre coraggiose attività del centro storico il rispetto delle tante - e talvolta assurde - prescrizioni anti covid?», aggiunge Donazzan, «sono certa la Questura procederà ora per ciascuna delle persone presenti, e avrà tutto il mio sostegno da cittadina e da rappresentante delle Istituzioni» 

«Non si può più tollerare che certa sinistra, violenta e illiberale, sfrutti l’antifascismo quale scusa universale per giustificare un odio fuori dal tempo e un menefreghismo arrogante e irrispettoso» continua ancora l'assessore, che conclude «urge una chiara presa di posizione, anche nei confronti del centro sociale Bocciodromo, magari con la revoca da parte del Comune dei locali pubblici loro concessi. È illogico che un gruppo di violenti possa tuttora coordinare le sue azioni a danno della Città da uno spazio pubblico»

Dello stesso avviso anche  Fratelli d'Italia, che ha depositato una domanda di attualità per chiedere di togliere la concessione dell’immobile di via Rossi al Bocciodromo. «Dopo quasi un anno dalla concessione dello stabile di via Rossi, ci ritroviamo ancora una volta a constatare l’assoluta mancanza di rispetto per le normative vigenti, per l’ordine e la sicurezza pubblica, per il Comune di Vicenza, i suoi componenti e i suoi cittadini. A questo si aggiungono inaccettabili richieste di dimissioni del nostro Assessore Mattia Ierardi e del nostro Consigliere Comunale Nicolò Naclerio, che hanno dimostrato in questi mesi come sia per loro l’unico principio inossidabile il bene della città, soprattutto durante l’emergenza sanitaria, vissuta con un impegno e una abnegazione encomiabili.» così intervengono Vincenzo Forte, Membro dell'Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia, e il Portavoce del Circolo cittadino Eleonora Garzia.

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«Il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, unendosi alla solidarietà espressa dal Circolo cittadino e da Vincenzo Forte all’Assessore Mattia Ierardi e al Consigliere delegato Nicolò Naclerio, ha oggi puntualmente presentato e depositato una domanda di attualità per chiedere al Comune di Vicenza e al Sindaco Francesco Rucco di far valere la clausola di decadenza della concessione dell’immobile sito in Via Rossi al centro sociale Bocciodromo.Siamo da sempre critici sulla riassegnazione dello stabile di proprietà del Comune al centro sociale, oggi riscontriamo per l’ennesima volta che il Bocciodromo non ha mai rispettato i limiti della concessione stessa, come abbiamo più volte ribadito» tuonano infine i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Patrizia Barbieri, Andrea Berengo, Nicolò Naclerio e Andrea Pellizzari per voce del Capogruppo in Sala Bernarda Roberto D’Amore, concludendo: «Questo è l’ennesimo sfregio all’Autorità e al Comune di Vicenza. Il dolo dimostrato nell’inosservanza dell’ordine pubblico e, considerata l’emergenza sanitaria appena vissuta di cui ci porteremo gli effetti ancora lungamente, l’igiene pubblica, è un atto inaccettabile, che va a fomentare un clima di violenza e pericolo in città. Ormai la misura è colma!»

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