Coronavirus, Zaia: «Il virus c'è ma non siamo in emergenza sanitaria»

Il punto del presidente della Regione che annuncia: «Tamponi rapidi a tutti i visitatori delle case di riposo». SU Dpcm e mascherina all'aperto: «Adotteremo eventuali inasprimenti decisi dal Governo ma nei limiti della ragionevolezza»

Aggiornamenti sulla situazione Covid-19 in Veneto  da parte di Luca Zaia. Durante l'incontro con la stampa il presidente della regione ha presentatato un'elaborazione statistica nella quale è stato mostrato come «a marzo, il 31% dei positivi al virus finiva in ospedale. Oggi questa percentuale è scesa al 6,6% - ha dichiarato Zaia - E se prendiamo in considerazione la percentuale dei positivi ricoverati in terapia intensiva rispetto al totale dei positivi, siamo passati dall'11% allo 0,5%. Inoltre, prima il 46% dei ricoverati per Covid-19 era in terapia intensiva, oggi questa percentuale è scesa a 7,5%. Questi dati ci dicono che la situazione è cambiata e che non siamo in emergenza sanitaria».

«Il virus c'è ma i suoi effetti sono diversi rispetto a quelli di marzo o aprile. Ora la quasi totalità dei contagiati è asintomatica», ha aggiunto Zaia per poi annunciare che da lunedì 12 ottobre  la Regione fornirà tamponi rapidi per permettere a tutte le case di riposo del Veneto di testare tutti i visitatori. 

Per il momento nessuna nuova ordinanza ma nelle prossime ore il Governatore dialogherà con i vertici del Governo per discutere sulle prossime misure da adottare. «Stiamo lavorando a un nuovo tampone rapido che spero sarà pronto nel giro di 15 giorni. Si tratta di un baby tampone rapido in autosomministrazione e non avrà bisogno di essere verificato tramite la macchinetta che processa i test», ha aggiunto Zaia, il quale, rispetto al previsto nuovo Dpcm del Governo, ha sottolineato: «In attesa di capire come muoverci vorrei ricordare che, ad oggi, in Veneto, è ancora in vigore un'ordinanza che dice che la mascherina va usata sempre al chiuso e all'aperto quando ci si trova in situazioni di assembramento. O ci mettiamo in testa che la mascherina salva la vita oppure non andremo da nessuna parte. Non è un atto di coercizione ma di prevenzione. Chiudere prima i locali vorrebbe dire fare un nuovo lockdown quindi spero non avvenga. Serve piuttosto un allineamento chiaro a livello nazionale e, ad oggi, non è ancora arrivato. Adotteremo eventuali inasprimenti decisi dal Governo ma nei limiti della ragionevolezza. Se il nuovo Dpcm dirà che la mascherina va portata h24 in ogni situazione aggiusteremo il tiro per il Veneto. Il tema del contact tracing è di importanza fondamentale. La mia posizione su Immuni è asettica, non ho scaricato l'applicazione ma ogni cittadino è libero di decidere cosa fare. Prima di Immuni sarebbe però opportuno iniziare a usare meglio la mascherina».

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