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Coronavirus in Veneto, il punto di Luca Zaia: «Curva in crescita, primo giorno di risalita: siamo preoccupati»

I dati aggiornati a martedì 23 febbraio sull'andamento dell'epidemia da Covid-19 in regione

AGGIORNAMENTO ORE 17

Il bollettino di aggiornamento serale di mercoledì indica altri 330 contagiati in più rispetto a questa mattina. Diminuiscono però gli attualmente positivi: alle 17 il report ne registrava 22038, 259 in meno rispetto alle ore 8 di martedì, con 573 guariti. Lieve diminuzione dei malati anche negli ospedali, -9 in area non critica e -1 in terapia intensiva. Attualmente negli ospedali della regione ci sono 1242 persone nei reparti covid non gravi e 139 in rianimazione. Altri 16 i decessi avvenuti a causa del virus. 

Sono invece 6 i decessi avvenuti nel Vicentino nelle ultime 24 ore. Negli ospedali di Vicenza e provincia sono attualmente ricoverate 137 persone in area non critica e 13 in terapia intensiva mentre gli attualmente positivi sono 5213. Vicenza si conferma come la provincia con il più alto numero di contagiati in Veneto.  

Report ore 17

IL PUNTO DI LUCA ZAIA

Sono 1062 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore in Veneto su 37811 tamponi, quindi con un'incidenza del 2,81%. Gli attualmente positivi sono 22297 mentre sono 1394 i ricoverati suddivisi tra 1255 (+46) in area non critica e 139 (+3) in terapia intensiva.Sono invece  +21 deceduti. Sono questi i dati del bollettino di Azienda Zero resi noti martedì dal presidente della Regione Luca Zaia e dal direttore generale della sanità regionale Luciano Flor. Dati che segnano, dopo 53 giorni di calo lento e continuo della curva epidemiologica, una ripresa della malattia. Ripresa che si vede dall'aumento dei posti letto in ospedale e da una maggiore gravità della malattia. 

Report ore 8

«Per quanto riguarda la prima giornata di controtendenza dal 31 dicembre a oggi, con un lento calo dei contagi, ricoveri, e terapie intensive, diciamo che 46 ricoveri sono piccole unità e non focolai e quindi cercheremo di capire cosa sta succedendo. Negli ospedali i malati arrivano direttamente da casa con pazienti che presentano una malattia abbastanza importante. Questo è un segnale che non ci saremo aspettati perché già da subito ci sono ricoveri in terapia intensiva», ha spiegato il dottor Flor commentando i dati e aggiungendo: «Domenica non ci sono state misure di contenimento nei centri urbani e su questo dobbiamo riflettere, ci sono stati assembramenti e c'è una confidenza con la quotidianità che non va bene, bisogna ripristinare le misure di contenimento»

Dello stesso avviso anche Luca Zaia. «Il dato in crescita ci preoccupa, non possiamo abbassare la guardia, spero che il Dpcm sia scritto dalle Regioni assieme al Governo e rappresenti una pietra miliare, spero si prendano in considerazione misure anche per la nostra economia assieme a eventuali restrizioni maggiori. Emerge sempre più importante l'uso dei dispositivi, il ruolo fondamentale ce l'abbiamo noi cittadini nella protezione. La capacità di uscita è direttamente proporzionale alla capacità vaccinale». 

Per quanto riguarda i vaccini, a marzo c'è una previsione di 8 milioni di dosi per l'Italia. «In Veneto, invece, dal 22 febbraio al 31 marzo abbiamo una fornitura comunicata di 610mila dosi tra Pfizer, Moderna e Astrazeneca e quindi a marzo possiamo vaccinare di più», ha aggiunto Flor. Sull'acquisto dei vaccini sul mercato, Flor ha poi ribadito ai giornalisti per l'ennesima volta che per la contrattazione dei vaccini c'è bisogno del numero di lotto dei vaccini per stabilirne la provenienza e che tutta l'operazione è comunque subordinata all'autorizzazione Aifa, aggiungendo che «una delle due aziende autorizzate ci ha risposto che in questo momento non sono in grado di garantire la fornitura» 

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