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Coronavirus, il punto di Luca Zaia: «Abbiamo ancora numeri da zona rossa»

Gli aggiornamenti sull'epidemia da Covid-19 con i dati aggiornati a venerdì del report di Azienda Zero. Alla conferenza stampa presente la dottoressa Tacconelli che parla degli anticorpi monoclonali in cui uso è iniziato in Veneto: «Con i monoclonali e i vaccini vedo la luce in fondo al tunnel»

Aggiornamento

I dati del bollettino delle ore 17 sull'epidemia da Covid-19 aggiornano il report della mattina del 19 marzo. Lieve aumento degli attualmente positivi (+7) che passano a 37620, mentre nelle ultime ore sono 237 i nuovi tamponi positivi e altri 4 i decessi. Infine, aumentano ancora  i ricoveri in ospedale: 26 in più rispetto a quelli segnalati alle ore 8, per un totale di 1634 (+23) in area non critica e 222 (+5) in terapia intensiva. 

Report ore 17 del 19 marzo

Bollettino ore 8

Nelle ultime 24 ore sono +1917 i contagiati da Covid-19 trovati su 44254 tamponi, con un'incidenza del 4,33%. Gli attualmente positivi sono 37613. Per quanto riguarda i ricoveri sono 1829 (+8) dei quali in 219 (+8) in terapia intensiva e 1610 (dato invariato rispetto ieri) in area non critica. I decessi nelle ultime ore sono state 23. «La situazione attuale in Veneto è sempre da zona rossa e il warning è rappresentato ancora dall'incidenza», ha commentato Luca Zaia durante il quotidiano appuntamento con la stampa. Attualmente la regione ha un Rt dell'1,25 e un'incidenza di 245 contagiati ogni 100mila abitanti. I coeficenti di riempimento negli ospedali è del 19% nelle terapie intensive (il tetto è del 30%) e del 21% in area non critica (tetto 40%). 

Report ore 8 del 19 marzo

Anticorpi monoclonali: iniziata la somministrazione in Veneto 

In conferenza la professoressa Evelina Tacconelli, direttore dell’Unità operativa di Malattie Infettive e Tropicali, ha parlato degli anticorpi monoclonali, la cui prima consegna in Veneto è avvenuta martedì scorso, così come le prime somministrazione nell'Ulss scaligera. «I monoclonari sono un'arma contro il virus estremamente utile per aiutare tutti i soggetti non vaccinati che hanno un'alta possibilità di rischio. Se lo facciamo entro i primi 4-5 giorni, diamo una grande possibilità ai pazienti di non essere ospedalizzati. A Verona siamo partiti con i primissimi casi, adesso vogliamo procedere rapidamente in tutta la regione. La somministrazione dura un'ora e poi il paziente rimane in osservazione per un'ora. Poi entro quattro settimane il medico chiude la cartella e ci comunica come è andata la terapia», ha spiegato Tacconelli, aggiungendo: «I monoclonali riducono anche la possibilità di trasmissione del virus, per questo vogliamo arrivare a farli non solo ai pazienti a rischio ma anche a quelli sani che non presentano sintomi. Se le persone dimostrano attenzione e si procede con la campagna vaccinale, per l'estate dovremmo aver chiuso quasi completamente con il Covid, anche se qualche posto nelle malattie infettive dovremo tenerli. Io la vedo la fine del tunnel. Quello che si è creato con il Covid diventerà una lezione per migliorare il sistema sanitario.

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