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Coronavirus in Veneto, Luca Zaia: «È ufficiale, siamo in zona arancione»

I dati aggiornati al 5 marzo sull'epidemia da Covid-19 in regione. Le considerazioni di Luca Zaia nel consueto appuntamento quotidiano in diretta

Il Veneto è ufficialmente in zona arancione. Il cambio di fascia scatterà da lunedì. Lo ha comunicato Luca Zaia nell'appuntamento con la diretta quotidiana nella quale ha fornito i numeri aggiornati sulla situazione dei contagi da Covid-19 in Veneto.

Nelle  ultime 24 ore sono altri 1505 i contagi scovati con 43750 tamponi, che rappresentano un'incidenza del 3,44%. Gli attualmente positivi crescono a 27440, calati di -839 unità rispetto a ieri grazie alle persone guarite dall'infezione. La situazione in ospedale è sempre sotto controllo ma comunque pesante con 1359 pazienti, dei quali 1206 nell'area medica (+4) e 153 (-5) in terapia intensiva. Sono invece altri 25 i decessi e la regione si sta avvicinando ai 10mila morti, ottava regione in Italia per mortalità. 

Il bollettino delle ore 8 del 5 marzo

«La verità è che dobbiamo guardare in faccia i numeri, l'incidenza del 3,44% vuol dire che almeno 150mila persone potenziali possono essere positive», ha commentato il presidente della Regione, aggiungendo: «Dobbiamo evitare ogni forma di assembramento. Agli anziani dico di andare a fare la spesa quando si lavora e bisogna usare la mascherina, non è un optional, bisogna usarla bene. Siamo davanti a una mutazione del virus che è dal 43% al 100% più contagioso. Il contatto con il virus ce l'abbiamo tutti quotidianamente. Il virus è un problema delle comunità». 

In zona arancione, è bene ricordarlo, scatta la chiusura dei confini comunali, salvo motivi di necessità (lavoro, salute), inoltre bar e ristoranti sono chiusi, con asporto possibile dalle 5 alle 22. Qui nel dettaglio cosa si può e non si può fare. 

Sulla situazione ospedaliera, Zaia ha sottolineato che «partiamo da una base impegnativa nei ricoveri ospedalieri», aggiungendo: «Siamo tra le comunità messe meglio in Italia ma la preoccupazione che abbiamo è che questo virus ora guarda i giovani. Il virus è un essere vivente che si adatta e sta arrivando alle fasce di età più basse. Per questo è necessario chiudere le scuole. Oggi non abbiamo provvedimenti ma il Dpcm lascia una finestra interpretativa. Tra lunedì e martedì faremo una valutazione, se su base scientifica serve chiudere una scuola o le scuole, chiudiamo».

Infine il presidente della Regione ha annunciato due novità emerse dal confronto con il Governo: la vaccinazione per gli over 65 con AstraZeneca e l'arrivo di una "importante quantità" di vaccini per marzo. 

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