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Coronavirus, il 27 inizia la campagna vaccinale anti-Covid: «Teoricamente l'ultima dose sarà iniettata a fine settembre»

Il bollettino del 23 dicembre e con gli aggiornamenti sulla situazione dell'epidemia in Veneto

AGGIORNAMENTO ORE 17 

Salgono a 103.366 gli attualmenti positivi in Veneto, con 1683 nuovi contagi in più rispetto al report delle 8 di questa mattina. Il bollettino aggiornato delle ore 17 di Azienda Zero indica altri 38 decessi ma una diminuzione dei ricoverati in area non critica: -28. Nessun paziente entrato in terapia intensiva nelle ultime ore. Il totale dei ricoverati è di 3246, 382 dei quali in terapia intensiva. 

Sono invece 304 i nuovi contagi nell'Ulss 7 Pedemontana registrati nelle ultime 24 ore, con 234 (+3) ricoverati per Covid, 19 dei quali in terapia intensiva. I deceduti, nello stesso arco di tempo, sono stati 3.

Nell'Ulss 8 Berica, altri 372 tamponi positivi nelle ultime 24 ore con -13 ricoveri. Negli ospedali di quest'area i pazienti sono 271, 24 dei quali in terapia intensiva. Purtoppo altri 4 decessi per virus nell'arco di una giornata. 

Il bollettino delle ore 17 del 23 dicembre

Il BOLLETTINO DI OGGI 

Il bollettino del 23 dicembre presentato in mattinata da Luca Zaia conta altri 3.357 nuovi positivi al tampone nelle ultime 24 ore su un totale di quasi 50mila test effettuati (20593 molecolari 29237). L'incidenza dei positivi sui tamponi effettuati è del 6,74%. Gli attualmente positivi in Veneto sono 103.326 mentre i ricoverati 3269, 2888 (-19) dei quali in area non critica e 381 (+2) in terapia intensiva. I decessi sono stati 116 nelle ultime 24 ore e i dimessi 182.

Il bollettino delle ore 8 del 23 dicembre 

IL NUOVO DIRETTORE SANITARIO DEL VENETO

Nel corso della conferenza è stato presentato il nuovo Direttore Generale della Sanità della Regione Veneto, il dottor Luciano Flor, attuale Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, che succede al dottor Domenico Mantoan, attuale Direttore Generale di Agenas. Flor, 62 anni, originario del Trentino, si è laureato in Medicina all’Università di Padova, specializzandosi in Igiene e Medicina Preventiva. «Oggi abbiamo 620 posti di terapia intensiva e 600 malati, 50% circa di loro sono Covid, ma possiamo arrivare per emergenza a 1000 posti nel momento in cui il disastro richiedesse il doppio dei posti Covid. Se arriviamo a questo punto dove ricaviamo i posti? È scritto a chiare lettere sul piano. Il personale lo prenderemo dalle sale operatorie, non abbiamo alternative. Il servizio sanitario regionale ha 60mila dipendenti» . 

IL PIANO VACCINALE DEL VENETO

La dottoressa Francesca Russo ha presentato la campagna vaccinale del Veneto. Ieri sono state approvate le linee organizzative del piano del vaccino anti-Covid, con gli obbiettivi di definire il modello organizzato per le vaccinazione per tutti i setting delle categorie, somministrare il vaccino nel più breve tempo possibile, assicurare che venga stoccato in maniera sicura, registrazione e monitoraggio delle vaccinazioni e della sua efficacia, la formazione degli operatori sanitari e l'organizzazione di una campagna informativa. Il 27 sarà il giorno del vaccination-day con una fornitura di 875 dosi per la regione veneto, 100 delle quali al San Bortolo.

Entro le 7 di domenica mattina le dosi di vaccino arriveranno in Veneto. «Abbiamo già deciso come distribuirle alle varie Ulss - ha specificato Russo - I primi a essere vaccinati saranno tutti gli operatori sanitari del Veneto: tra i primi chi lavora in prima linea nei reparti Covi (Malattie infettive, Pneumologia, Primo soccorso, Terapie intensive, ecc...). Per le case di riposo le vaccinazioni saranno fatte direttamente all'interno delle varie strutture con una squadra dedicata per ogni Ulss. Si partirà dagli ospiti più anziani (quelli sopra gli 80 anni, 359mila persone in Veneto). 1 milione e 100mila soggetti vanno dai 60 ai 79 anni e saranno quelli che verranno vaccinati subito dopo. I lavoratori dei servizi essenziali saranno vaccinati. Un medico potrà sovrintendere fino a cinque unità vaccinali composte da due operatori. Ci saranno dei volontari che misureranno la temperatura prima dell'ingresso. Dopo la vaccinazione bisognerà aspettare 15 minuti prima di poter tornare a casa. I punti di accesso vaccinali saranno uno ogni 100mila abitanti. La seconda dose verrà fatta dopo 21 giorni. Mi auguro che per aprile possano essere vaccinati tutti i soggetti a rischio, la speranza è che arrivino più dosi di quelle previste dal Piano Arcuri. Inizieremo con i vaccini Pfizer. Le vaccinazioni saranno anche a domicilio».

Per Zaia, anche sulla base dei piani del Ministero della salute, il termine della campagna vaccinale sarà alla fine del mese di settembre. 

PALÙ: «I VACCINI PROTEGGONO ANCHE DALL'INFEZIONE»

Alla conferenza è intervenuto anche il professor Giorgio Palù, presidente di Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco. «Dobbiamo ai vaccini l'aumento della speranza di vita. Oggi si parte dal genoma del virus, abbiamo addomesticato il virus e questa ultima tecnologia chiamata di Rna messaggeri è una biologia sintetica, oggi potremmo fare la nostra vita in provetta sintetizzando il genoma. Ecco perché dopo 10 mesi abbiamo due vaccini. Mai nella storia l'uomo ha portato in 10 mesi il vaccino,non abbiamo saltato nessuna fase come qualche ignorante dice. La Pfizer non ha preso soldi, mentre Moderna ci ha messo 10 anni per sviluppare la tecnologia che ha portato al vaccino», ha spiegato il luminare, aggiungendo: «Questi due vaccini hanno un'efficacia del 95%. Su 20mila pazienti preveniva l'evento Covid, quindi l'evento malattia, in pratica blocca il virus. I dati di Moderna dicono che questo vaccino previene l'infezione, dà un'immunità sterilizzante. Quasi certo lo stesso sarà per il vaccino Pfizer. tutti e due. Questi due vaccini hanno un effetto collaterali un po' maggiori, con febbre e mal di testa, casi più avversi sono uno su 10mila e nessun evento letale è stato associato al vaccino».

Ma quanto durerà l'immunità? Solo il tempo, ovviamente, potrà dirlo e gli studi che verranno effettuati durante e dopo la vaccinazione, la previsione potrebbe però essere di due anni, a quanto lascia intendere Palù sulla base di studi sulle precedenti pandemiE e epidemie da Coronavirus. Per Palù l'immunità di gregge al Covid-19 si potrà raggiungere con il 65% di immunizzazione della popolazione

Infine, sulla variante Inglese, il presidente di Aifa parla di "allarme eccessivo". «La variante inglese è presente in Italia e proviene da gente che non è mai stata in Inghilterra. Dai dati sappiamo che le mutazione sono ben nove, questo virus evolve, muta meno dell'influenza, questa variante inglese si è sviluppata da settembre. Ed è già certo che in vitro il vaccino è efficace contro questa variante»

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