Coronavirus, Zaia: «Verso la negativizzazione del sistema sanitario»

Le nuove infezioni tra i medici sono meno del 3 per mille. Il presidente del Veneto: «Stiamo preparando un piano per una possibile ritorno delle infezioni in autunno». Si va verso l'apertura al 18 maggio: «Il primo giugno sarebbe un'ecatombe»

Con 19 in positivi in più rispetto a ieri, la maggior parte dei quali asintomatici, come ha specificato Luca Zaia nel corso del quotidiano punto stampa e con 38 positivi in Veneto ricoverati in terapia intensiva e un 3 per mille di nuovi contagiati tra i medici, per il governatore del Veneto «i dati sono positivi e stiamo andando verso la negativizzazione del sistema sanitario». 

LA SITUAZIONE DELL'INFEZIONE IN VENETO

Le buone notizie sono però accompagnate da un livello di attenzione sempre molto alto a partire dal fatto che la trasmissione può intercettare dei cittadini che avendo delle patologie pregresse possono finire in terapia intensive e forse anche morire. Zaia ha sottolineato che con il virus a volte ci si salva ma si hanno le encefaliti, quindi problemi cerebrali, miocarditi, insufficienze renali e anche pazienti che hanno perso l'utilizzo degli arti inferiori: «Questo virus ci preoccupa perché è altamente contagioso e voglio ricordare ai cittadini che questa non è un'invenzione del sistema farmacologico ma si hanno  un sacco di complicanze. Noi stiamo già preparando il piano d'azione per la possibile ma non certa ritorno dell'infezione autunnale dove rientra anche la banca del plasma». I guariti saranno contattati con una lettera, poi verrà effettuato a domicilio un prelievo del sangue per la valutazione del titolo anticorporale, cioè per verificare se la presenza degli anticorpi nel sangue è sufficiente per l'eventuale cura e, nel caso, un prelievo in un laboratorio con una sicurezza ai massimi livelli per i donatori. 

RIAPERTURE

Alle 18 Zaia, con gli altri governatori, avrà una videoconferenza con il Governo con oggetto apertura al 18 sulla base del monitoraggio scientifico e degli indicatori sanitari. Vale a dire aprire bar, ristoranti, centri sportivi, palestre, turismo, parrucchieri, centri estetici, servizi alla persona, etc rispettando parametri e linee guida sostenibili. «Penso che oggi il Governo abbia capito che questo percorso potrà farlo con l'ausilio delle Regioni - ha specificato Zaia - aprire il primo giugno sarebbe un'ecatombe»

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