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Coronavirus, il Veneto rischia la zona rossa: oggi l'ordinanza di Zaia

In arrivo i provvedimento di Zaia ma anche dei governatori di Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, che però potrebbero non bastare al ministero. Altri due territori rischiano il passaggio in zona rossa, mentre è confermato il rallentamento della curva epidemica a livello nazionale

Vicenza deserta durante il lockdown dello scorso aprile

Ci sono sei regioni in bilico tra zona rossa e chiusure territoriali, come riporta Today.it. Giovedì Lucza Zaia comunicherà le nuove restrizioni in arrivo in Veneto e così faranno i suoi colleghi di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia. Puglia e Liguria rischiano di finire nello scenario peggiore,  mentre il caso Campania continua a tenere banco tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza. 

Il Veneto in bilico tra lockdown e chiusura territoriale

Oggi sono previste le ordinanze dei presidenti di Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, che sono attualmente in zona gialla ma alcuni parametri le collocano nello scenario 4, il peggiore, quello che se dovessero aggravarsi ulteriori indicatori le farebbe slittare automaticamente nella zona rossa. L'obiettivo dei governatori è dunque di anticipare le misure per tentare di finire solo  in zona arancione e ridurre l'impatto sull'economia dei territori anche se governatori come Fedriga dicono che il rischio di finire in zona rossa è concreto. Una delle misure potrebbe riguardare bar e ristoranti: l'ipotesi è quella di mettere la consumazione obbligatoria al tavolo e ridurre il numero di persone che possono stare sedute rispetto alle 4 indicate nel Dpcm, ha detto il presidente del Friuli Massimilano Fedriga. E ci saranno interventi anche per limitare gli spostamenti e regolare l'apertura dei negozi, in vista del fine settimana, per non ripetere le scene dello scorso weekend. Si pensa di far entrare in vigore l'ordinanza a mezzanotte. 

La buona notizia: l'epidemia rallenta

Nel frattempo il Governo ha certificato la buona notizia del rallentamento nella crescita dell'epidemia, si è parlato della possibilità di raggiungere il picco nelle prossime settimane (la data più gettonata è quella del 27 novembre) e quindi del fatto che i Dpcm di ottobre e novembre stiano cominciando a dare i frutti sperati. Ciò nonostante, spiega oggi Repubblica, il premier Conte ha deciso di proseguire sulla linea delle chiusure regionali e ci sono altre due regioni fortemente indiziate: dopo che hanno cominciato ad affluire i numeri più recenti dei territori, oggi arriverà l'elaborazione con le decisioni: rischiano l'ingresso in zona rossa Puglia e Liguria, che sono attualmente arancioni, mentre le tre regioni in giallo (Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) hanno un indice di contagio Rt sopra l'1,5 e le misure restrittive dei governatori in arrivo oggi potrebbero non bastare e quindi scenderebbe in campo il ministero della Salute con un'ordinanza. 

Intanto alcune città cominciano a muoversi. Roma annuncia l'intensificazione dei controlli sui parchi e sul litorale oltre che nelle vie dello shopping dove nei giorni scorsi sono stati ammortalati molti assembramenti. A Firenze chiudono nel week end bar e ristoranti, mentre si valuta il divieto d'accesso nelle piazze. A Palermo è stato decretato il divieto di stazionamento nel centro fino al 3 dicembre. A Bologna sono vietati eventi e manifestazioni sempre nel centro. A Bari chiudono i giardini, a Verona si studiano altri blocchi nel centro

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