Domenica, 16 Maggio 2021
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Coronavirus, il punto di Luca Zaia: «Dai dati che abbiamo ho ragionevoli speranze arriveremo in zona gialla»

«Un andamento strano nella curva, ora sta scendendo precipitosamente», è il commento del presidente della Regione sull'epidemia da Covid. Confermato il trend del calo anche dai dati dell'ultimo bollettino di mercoledì

Il ricalcolo sui positivi ha fatto lievitare il numero dei contagiati di mercoledì. Quindi, anche se il bollettino odierno segna il numero alto di 2385 nuove infezioni da Covid, bisogna leggerlo levando 1200 che non appartengono allo screening delle ultime 24 ore. Lo ha spiegato Luca Zaia fornendo i numeri del report odierno sulla situazione epidemiologica nella nostra regione.

Sono ancora quindi in diminuzione gli attualmente positivi, calcolati oggi in 41.345, crescono i dimessi - sono stati 114 anche ieri - e sopratutto i pazienti in ospedale scendono ancora. Attulmente negli ospedali veneti ci sono 2475 ricoverati, 2185 dei quali in area non critica (-45) e 290 (-3)  in terapia intensiva. Sono circa 1000 i posti letto disponibili grazie allo svuotamento degli ospedali di pazienti Covid. Nella triste conta dei decessi, si contano 62 morti in più in un giorno, e il Veneto è l'ottava regione in Italia (le altre in posizioni più alte sono tutte del nord) per decessi.

BOLLETTINO VENETO 27 GENNAIO ORE 8

Sono dati sui quali Luca Zaia commenta: «È un andamento strano sia nel calo nelle terapie intensive sia nell'inversione tra dimessi e ricoverati, senza parlare di decessi, i dimessi sono semplicemente di persone guarite e si è invertito il rapporto tra entrate e uscite». Il presidente della Regione aggiunge che il «precipizio della curva epidemiologica potrebbe essere spiegato nel monitoraggio delle mutazioni, siamo stati i primi a lavorarci, ora ci lavora anche l'Istituto Superiore della Sanità».

I dati eleborati dal comitato scientifico della regione rilevano che il virus di marzo ormai non circola più. «Ci sono 8 mutazioni in Veneto, una è quella inglesa, cinque sono in tutta Italia e due mutazioni, sulle quali stiamo lavorando, sono solo Venete», aggiunge Zaia spiegando che i dati sono buoni, con 27 giorni consecuti di calo. «I calcoli fatti da noi, rispettosi dei parametri dell'Istituto Superiore della Sanità possono al massimo sbagliare di decimali ma ci dicono che abbiamo un Rt di 0,62. In sostanza significa che abbiamo l'indice di trasmissibilità che è il secondo più basso d'Italia. Per questo ho ragionevoli speranze che si possa arrivare alla zona gialla».

Il computo, come è noto, che ristabilisce la divisioni in zone dell'Italia verrà fatto martedì e già da domenica il Veneto potrebbe uscire dalla zona arancione. «C'è un grande segnale di sperana ma anche di preoccupazione - sottolinea Zaia - questo virus sta facendo l'altalena e si comporta in modo strano. Alcuni picchi non si spiegano, come non si spiega la caduta a precipizio dei contagi che stiamo assistendo noi adesso in Veneto. Non è capibile che ora senza lockdown ora la curva vada a picco».

Sulla questione la Regione Veneto ha annunciato che la prossima settimana presenterà un report per capire il livello della circolazione del virus nelle persone "normali", cioè quelle che non necessariamente sono state a contatto con persone o famigliari contagiati. L'indagine è stata fatta con un prelievo del sangue su ventimila veneti per calcolare la presenza di anticorpi al Covid-19.

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