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Coronavirus, la curva in Veneto aumenta pericolosamente: piano vaccinale in crisi

Gli aggiornamenti sull'epidemia da Covid-19 in Veneto con i dati del bollettino del 16 marzo

Non ci sono buone notizie per il Veneto nel secondo giorno in cui la regione è in zona rossa. I contagiati stanno aumentando e gli ospedali si stanno riempiendo, con la variante inglese che spopola e con le terapie intensive vicino alla soglia critiche in alcuna provincie come Padova e Verona. Il piano sanitario potrebbe essere così costretto, a breve, a ridurre le prestazioni ordinarie per far fronte all'emergenza Covid. A questo si aggiunge il fatto che lo stop di AstraZeneca ha causato il crollo dei piani vaccinali, tanto che le dosi disponibili (di Pfizer e Moderna) potrebbero servire solo per i richiami. 

Gli aggiornamenti sulla situazione epidemiologica sono emersi durante la conferenza stampa di martedì con Zaia e Luciano Flor, direttore Generale della sanità regionale. Il presidente della Regione ha fornito i numeri odierni emersi dal bollettino delle ore 8 di Azienda Zero.

I dati segnalano1901 nuovi contagi scovati nelle ultime 24 ore su 52262 tamponi, con un'incidenza del 3,64% sul totale di tamponi. Gli attualmente positivi sono 35713. I ricoveri sono 1745 (+131), dei quali 203 in terapia intensiva  (+1) in 1542 (+130) in area non critica. Tutti ricoveri in cui predomina la variante inglese. Alto i numeri dei morti in un girno: sono 84 anche se, come specificato da Zaia, 34 decessi dal vicentino sono stati caricati in ritardo

«Il trend di crescita è evidente sui positivi e sui ricoveri anche se non siamo ancora nella fase di ridurre le prestazioni ospedaliere - ha commentato Zaia - si passa a riattivare i Covid Hospital, ospedali che avranno compresse le altre attività. Avremo un altro paio di settimande di tensione e di certo non aiuta la faccenda AstraZeneca che pesa tanto sulla programmazione vaccinale». Lo stop del farmaco in Italia pesa quindi molto sul Veneto, anche se nessun caso di reazione grave al vaccino è stato fino a ora registrato in Veneto «Non è ancora dimostrata la causa-effetto con i casi gravi e il vaccino ma è necessario che si chiarisca presto questa partita, noi continueremo a vaccinare con Pfizer e Moderna e con Johnson & Johnson quando arriverà ad aprile», ha commentato Zaia.

La situazione vaccini e curva epidemica in Veneto

Il dottor Flor, direttore generale della sanità veneta, è intervenuto per illustrare lo stato dell'arte della vaccinazione in Veneto. «Abbiamo ricevuto a oggi 710.960 dosi di vaccino e ne abbiamo somministrate 543.491. In giacenza abbiamo 125.000 dosi di AstraZeneca e a magazzino 23.000 dosi di Pfizer e 18.000 Moderna. Il totale dei vaccinati in Veneto sono 543.000, 169.000 dei quali hanno ricevuto anche la seconda dose, mentre 375.000 la attendono.», ha dichiarato Flor, aggiungendo: «Senza AstraZeneca è stata decapitata la campagna vaccinale. Noi adesso avanti con le seconde dosi di Pfizer e Moderna e con le categorie fragili. Ma se non si sblocca la situazione Astrazeneca dobbiamo redistribuire le vaccinazioni e credo che il numero dei nuovi vaccinati sarà costretto a stabilizzarsi e se non arrivano nuove dosi andremo a somministrare la seconda dose, se non arrivano nemmeno questa sarà garantita per tutti».

Flor ha infine fornito una panoramica sull'epidemia in Veneto: «Siamo alla situazione dell'11 novembre, la curva di crescita degli ammalati, ricoveri e rianimazioni sta correndo di più. La rianimazione è molto di più, quasi il 20% degli ammalati a Padova e Verona e il 10% nelle altre provincia, con  una percentuale di variante inglese del 60%. Preoccupa la rapidità con cui il contagio sta crescendo e l'aumento delle terapie intensive. Meno di un mese fa avevamo meno di 15mila pazienti in isolamento fiduciario, oggi abbiamo superato i 30mila. Le aziende sanitarie che stanno entrando in fase 4 sono due e tra oggi e domani valuteremo una ulteriore stretta delle attività programmate. Sono 17.500 posti letto della Regione Veneto, 1.500 sono oggi i pazienti Covid. Una situazione molto impegnativa per via della rapidità con cui sta crescendo»

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