Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Covid, focolaio a Isola Verde: tre bimbi vicentini positivi alla variante Delta

Rimane alta l'attenzione sul caso scoppiato nel campus di rugby del Veneziano e che ha portato al rilevamento del primo caso di positività alla nuova variante in Veneto

Ci sono anche tre bambini vicentini tra i positivi alla "Variante Delta" del Covid, rientrati nei giorni scorsi dal centro estivo di Isola Verde a Chioggia (Venezia). Il campus in questione è quello gestito dall'ex rugbista Mauro Bergamasco, annullato lo scorso fine settimana dopo che un bambino era risultato positivo al tempone rapido prima e al molecolare poi.

Secondo il report diffuso dalla Regione Veneto, oltre al ragazzino padovano di 10 anni, altre 8 persone di cui un genitore (non presente al campus) e uno dello staff sono risultati padovani. Tutti contatti di competenza dell'Ulss 6 Euganea, 2 della Marca Trevigiana, 3 dell'Ulss Berica e 2 residenti fuori regione, tra Lazio e Liguria.

Il caso indice è stato sooposto a tampone il 24 giugno ai Covid Point dell’Aulss 3 di Chioggia per sintomi insorti dal 22 giugno (cefalea). Riscontrata la positività i medici Usca di Chioggia (Venezia) hanno provveduto a sooporre a tampone molecolare 21 utenti (tra compagni di squadra, allenatori/animatori e membri del Camping) in data 25 giugno. Si sono presenta al Drive In dell’Aulss 3 altri 17 utenti epidemiologicamente collega al cluster di Isamar mentre altri 11 hanno provveduto autonomamente a recarsi nei Covid Point dell’AULSS di appartenenza per il tampone.

Tutti i positivi dell'Aulss 3 e 6 sono stati sottoposti al sequenziamento. Il primo caso con variante delta residente in provincia di Padova è stato in rilevato il 29 giugno. Non risultano positivi sintomatici
ci vaccinati. L’unico genitore posivizzato in seguito al contatto con il figlio positivo risulta vaccinata con 2 dosi di Moderna, asintomaca.

Unità mobile per lo screening

Nel frattempo, la Regione Veneto ha previsto l'attivazione di un ambulatorio mobile della Ulss 3 Serenissima, nell’area adiacente alla struttura in cui sono state registrate alcune positività alla variante Delta. Il camper attrezzato sarà a disposizione, ad accesso libero e gratuito, di chiunque intenda verificare il proprio stato di salute sottoponendosi al test di terza generazione.

“Ho dato disposizione – sottolinea il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia - che venga messa in atto qualsiasi azione necessaria per la sicurezza della struttura di Isola verde, oltre che dei territori in cui risiedono le persone coinvolte nel focolaio. Come da sedici mesi a questa parte, non daremo tregua al virus e impiegheremo ancora maggiore forza a garanzia dei cittadini e dei turisti in questo momento in cui sono ripartite le attività e in cui, grazie alla campagna vaccinale capillare condotta, gli indici della pandemia sono in netta flessione”.

All'indagine epidemiologica, svolta in loco dall'azienda sanitaria, infatti, secondo i protocolli e le necessità, si accompagnano le ulteriori indagini epidemiologiche a centri concentrici, nei territori di residenza, intorno alle persone che sono risultate positive.

Variante Delta: cos'è

La mutazione Delta Plus sarebbe in sostanza un'evoluzione del ceppo Delta (B.1.617) che ha già colpito duramente l'India tra aprile e maggio e che presenta già diverse sotto varianti tra cui la più pericolosa è la B.1.617.2 che difatti si sta diffondendo velocemente in tutto il mondo, Italia compresa.

La variante Delta, spiegano dal ministero della Salute, "include una serie di mutazioni tra cui E484Q, L452R e P681R, la cui contemporanea presenza desta ragionevole preoccupazione per la potenziale maggiore trasmissibilità e il possibile rischio di reinfezione". Inoltre "sono state riscontrate anche varianti appartenenti al ceppo indiano, quindi geneticamente correlate, ma sprovviste della mutazione E484Q" presente anche nella variante gamma (ex brasiliana o P1). La nuova variante Delta Plus (indicata anche come B.1.617.2.1 o AY.1) avrebbe acquisito inoltre una mutazione nota come K417N presente anche nella variante Beta (ex sudafricana, B.1.351) che potrebbe renderla più insidiosa. Ma di questa mutazione sappiamo ancora ben poco. Tanto che le autorità sanitarie globali per il momento hanno deciso di non includerla tra le "variants of concern".

Variante Delta Plus: perché non è ancora il caso di preoccuparsi

"Non ci sono ancora dati per supportare la designazione della variante come ceppo di preoccupazione", ha detto il dottor Gagandeep Kang, membro della Royal Society di Londra. In effetti, come ormai abbiamo imparato, le mutazioni del virus sono all'ordine del giorno. E finora non è emersa ancora nessuna variante in grado di eludere la risposta immunitaria dei vaccini.

Secondo il ministero della Salute indiano la variante Delta Plus è stata rilevata in circa 40 campioni provenienti da tre stati indiani: Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh. Al di fuori dell'India è stata segnalata in altri nove Paesi: USA, Regno Unito, Portogallo, Svizzera, Giappone, Polonia, Nepal, Russia e Cina. In tutto nel mondo sarebbero stati identificati solo 166 casi riconducibili a Delta Plus. 

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha detto a Reuters che sta monitorando la nuova variante ma ha affermato che non è ancora comune e rappresenta un rischio per la salute inferiore rispetto alla variante Delta "comune" che del resto ormai ha raggiunto 80 Paesi in tutto il mondo e secondo l'Ecdc (centro europeo di controllo delle malattie) entro fine agosto rappresenterà il 90% dei casi di coronavrirus in Europa.

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