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Domenica, 28 Novembre 2021
Attualità

Varianti Covid, Zaia: «Veneto primo in Italia per numero di sequenziazioni»

Punto stampa con il presidente della Regione che ha fornito gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza coronavirus. Presente Antonia Ricci, direttrice dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Nelle ultime 24 ore in Veneto abbiamo avuto 84 positivi. Significa che il virus c’è, poco, ma c’è ancora. Per questo bisogna evitare  l’assembramento, e vivere il più possibile all’aria aperta. L'incidenza è dello 0,33%. Abbiamo un decimo dei ricoverati di dicembre»

BOLLETTINO VENETO 16 GIUGNO ORE 8

"I ricoverati per Covid-19 negli ospedali del Veneto - ha spiegato Zaia - sono attualmente 372, di cui 326 in area non critica e 46 in terapia intensiva. E se sommiamo ai 46 pazienti Covid con i 394 pazienti non Covid abbiamo il totale dei pazienti attualmente in terapia intensiva in Veneto: 440».

E sulle vaccinazioni anti-Covid: "Nelle ultime 24 ore le inoculazioni sono state 47.269 - ha dichiarato il presidente del Veneto - In magazzino abbiamo 223mila dosi, ma abbiamo finito i vaccini Pfizer. Oggi però arrivano 238.680 dosi di Pfizer, 11.650 dosi di Johnson & Johnson e domani arriveranno 42.600 dosi di AstraZeneca. Inoltre, tra ieri e oggi sono arrivate delle dosi aggiuntive di Moderna e Pfizer che ci serviranno per i vaccinati con AstraZeneca che non possono fare il richiamo con lo stesso vaccino perché hanno meno di 60 anni. La campagna vaccinale va avanti e più vaccini ci arrivano, più appuntamenti riusciamo a prendere per somministrarli a chi vuole vaccinarsi. Abbiamo ragione di credere che ad agosto riusciremo a somministrare almeno una dose a tutti i veneti che si vogliono vaccinare. Comunque, abbiamo già messo in sicurezza tutti i cittadini con più di 60 anni".

Interessante focus sulle varianti: "Siamo passati da un virus che combattevamo col carro armato, a uno che dobbiamo scacciare col cecchino - continua Zaia -  Bisogna fare più sequenziazioni possibili, anche oltre i livelli inglesi. A livello nazionale bisogna stabilire un benchmark, cioè un parametro per stabilire quante sequenziazioni vanno fatte. Per me la percentuale adottata dagli inglesi (10%) è troppo bassa".

Presente anche Antonia Ricci, direttrice dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che ha spiegato come: "Tutti i vaccini oggi sono efficaci rispetto alle varianti, in particolare per quanto riguarda la malattia e le forme gravi della malattia. La variante Delta è nata in India ma si è sviluppata in Inghilterra in modo simile alla variante Alpha (quella inglese) - ha precisato - È più contagiosa del coronavirus conosciuto all'inizio. In Inghilterra l'aumento dei numero dei casi è preoccupante, ma non aumentano i pazienti in ospedale, perché i vaccinati sono comunque protetti da ammalarsi in modo grave. Comunque la variante Indiana e la Delta sono arrivate da noi in Italia nella stagione estiva dove la circolazione del virus è molto ridotta e dove la campagna vaccinale sta procedendo bene".

«Siamo la regione che ha depositato nel registro nazionale più sequenziamenti, sia totali che parziali. Al momento in Veneto ci sono 28 tipi genomici di virus. Abbiamo sequenziato tutte e quattro le varianti che destano più preoccupazioni: inglese, indiana, sudafricana e brasiliana. Ne abbiamo identificate altre d'interesse, ma non preoccupanti allo stesso modo»

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