Covid, Zaia si appella al senso civico: "Uno spritz in meno per evitare il lockdown"

Il governatore del Veneto torna a sottolineare l'importanza di un cambio di rotta: "Tirate il freno a mano nel fine settimana. Gli ospedali si stanno riempiendo" e annuncia un possibile accordo tra regioni confinanti in area gialla con la sottoscrizione di ordinanze

Il governatore Luca Zaia

I numeri del contagio da Covid-19 in Veneto continuano ad essere importanti. Gli attualmente positivi sono 50.250, con 2.763 nuovi casi. Per quanto riguarda i ricoveri sono ad oggi 1.696 (+116) e 210 in Terapia intensiva (+7). I morti sono ben 48 nelle ultime 24 ore. Situazione che ha portato il governatore del Veneto Luca Zaia a valutare la riapertura di alcuni ospedali come quello di Valdobbiadene, nel Trevigiano, per pazienti oramai guariti che hanno bisogno di stare per qualche giorno in una struttura protetta.

BOLLETTINO VENETO 10 NOVEMBRE ORE 8

Zaia fa sapere di essere stato contattao dal Capo dello Stato Mattarella al quale ha dichiarato che la vera preoccupazione sono i comportamenti di pochi. "Uno spritz in meno per evitare il lockdown", questro potrebbe essere lo slogan, sottolinea il presidente.

A tal proposito Zaia fa sapere che si sta coordinando con i colleghi delle regioni gialle confinanti per adottare misure che possano essere d’aiuto per fermare in particolar modo gli assembramenti: "Mi sto concordando con le Regioni gialle confinanti, per redigere ordinanze in linea sulle misure restrittive, non coercitive ma che vogliono fare in modo che il lavoro nella zona gialla possa essere d’aiuto agli operatori della sanità. Spero di presentarla già domani, con le misure in vigore da venerdì".

E ancora: "Devo chiedere un sacrificio a tutti - ribadisce Zaia - tirate il freno a mano al fine settimana: evitate assembramenti, le cene della scuola, evitiamo rimpatriate, al ristorante andateci ma andateci con i parenti stretti, dateci una mano perchè noi con gli ospedali oltre ad un certo limite non possiamo andare".

E a chi gli chiede cosa ne pensa dell'ipotesi trapelata da Roma circa un lockdown totale per il 15 novembre, risponde: "Non ho sentore ma non lo trovo improbabile, se continuiamo in questo modo. Non è possibile che l’orchestrina del Titanic continui a suonare. Cerchiamo di portare la nave in un porto sicuro, siamo in condizioni di farlo, non affonderà, ma qualcuno non faccia festa mentre manovriamo. Da qui a domenica potrebbe accadere di tutto, valuteremo i dati quando ci sarà una proposta, al momento lo escludo, a meno che i dati nazionali non peggiorino fino al punto che anche chi è al sicuro possa essere coinvolto".

Non da ultimo il governatore fa sapere che la Giunta ha approvato un nuovo protocollo per le cure domiciliari che vuole pensare alla cura dei pazienti senza ospedalizzarli. “È una scelta significativa e impegnativa – ha detto Zaia – con la quale puntiamo a migliorare l’assistenza a casa, dando anche un po’ di tranquillità psicologica in più alle tante persone che stanno vivendo la positività o la malattia con sintomi tra le mura domestiche. I dati, tra l’altro, ci indicano come circa il 70% delle persone che giungono nei pronto soccorso ritorni poi a casa, con la prescrizione di cure o, in caso di asintomaticità, con l’obbligo di rimanervi. Tanti cittadini che, con questo rafforzamento, potranno stare più tranquilli e ottenere a casa non solo un semplice strumento per misurare l’ossigenazione del sangue e comunicarla al proprio medico, ma anche la terapia con la mascherina dell’ossigeno”.

Come funziona? "C'è la presa in carico del paziente sintomatico - spiega Lanzarin - fornendo delle attrezzature come il saturimentro, fornendo una scheda riepilogativa e con la possibilità di fornire l'ossigenoterapia. Il protocollo prevede anche la possibilità di prescrizione farmaci a domicilio da parte dal medico di famiglia o dalle Usca".

"L’organizzazione di questo nuovo step - sottolinea Lanzarin - farà capo ai responsabili di distretto; la presa in carico dei pazienti avverrà a cura dei medici di medicina generale, delle Usca (attualmente sono 51 con 320 medici che assistono 9.500 pazienti), e dei servizi di continuità assistenziale. Per 60 giorni abbiamo previsto la deroga alle procedure ordinarie secondo le quali l’ossigenoterapia andrebbe prescritta dal medico specialista. Per due mesi potranno farlo anche gli mmg e le Usca. Investiremo anche nella formazione degli infermieri attualmente impiegati nell’assistenza domiciliare integrata, in modo da poter mettere in campo il maggior numero di sanitari possibile”.

La Lanzarin ha anche espresso soddisfazione per l’approvazione, in commissione Sanità del Consiglio regionale, della legge, che andrà in aula domani, che permetterà di superare le pastoie burocratiche legate alla Privacy e di dare avvio all’App della Regione “Zero Covid Veneto”, grazie alla quale le persone in isolamento domiciliare, con o senza sintomi, potranno  comunicare la loro situazione ai sanitari, segnalare miglioramenti o peggioramenti, chiedere l’intervento diretto a domicilio, aiutando il lavoro dei contact tracer che sono alle prese con migliaia di positivi da tracciare. Una corsia preferenziale – ha concluso la Lanzarin – c’è anche per il provvedimento con cui gli incentivi Covid riconosciuti al personale del servizio sanitario pubblico, saranno estesi anche ai professori e agli specializzandi del quarto e quinto anno impegnati nei reparti”.

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