Coronavirus, dalle passeggiate coi figli al "plateau": le previsioni per aprile

Marzo si chiude con quasi tre settimane di lockdown completo per l'Italia. Il Veneto è la terza regione più colpita del Paese. Ma al di là dei dati, adesso cosa ci aspetta?

Piazza dei Signori a Vicenza deserta

Marzo ce lo siamo giocato quasi tutto. E ad aprile? Cosa succederà? Sono tre settimane che gli italiani stanno chiusi in casa per rispettare (almeno la maggior parte) le misure di contenimento necessarie a fronteggiare l'ermergenza Coronavirus. Misure che, in previone, potrebbero essere destinate ad allentarsi, ma non di molto. I numeri in Italia sono ancora troppo alti. Marzo finisce con i dati sull'epidemia che hanno fatto sottolineare al presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro come la curva dei contagi mostri il raggiungimento del plateau, ovvero il picco della pandemia che però ora viaggia su una linea retta. Ora le misure devono far iniziare la discesa. Una discesa che purtroppo ancora non si vede.

La "erre con zero" dell'epidemia è ora stimata come pari a uno, ma occorre abbassare ancora la capacità del coronavirus di contagiare gli italiani portando la R0=0,5

LA SITUAZIONE IN ITALIA Parole che sono una piccola ricompensa per gli sforzi degli italiani, ma purtroppo il numero di casi è ancora significativo. Alle 18:00 di martedì a quotidiana conferenza stampa del capo della protezione civile Angelo Borrelli ha mostrato l'andamento delle ultime 24 ore.  I casi attuali in Italia sono 77.635 (+2.107 tamponi positivi nelle ultime 24 ore, ieri l'incremento era di 1.648); i deceduti 12.428 (837 vittime nelle ultime 24 ore, ieri erano 812); i guariti: 15.729 (+1.109, ieri erano 1.590); i ricoverati in terapia intensiva: 4.023 (+42, ieri i nuovi pazienti critici erano 75): l totale dei casi: 105.792 (+4.053, +4,0%). Rispetto ai lunedì è aumentato il numero dei tamponi somministrati (29mila contro i 23mila di ieri)

LA SITUAZIONE IN VENETO Il Veneto (qui la situazione con l'ultimo bollettino), con il dato comulato di 9.374 contagiati dall'inizio dell'epidemia e con 8359 attuali positivi è la terza regione più colpita in Italia dopo Lombardia ed Emilia Romagna. Il direttore generale della Sanità della Regione Veneto, Domenico Mantoan, ha trasmesso alle Ulss il protocollo per avviare la sperimentazione di alcuni farmaci direttamente a domicilio, utilizzando una procedura messa a punto dal Comitato scientifico specifico attivato dalla Regione per l'emergenza coronavirus. Tra questi, i già noti tocilizumab e il giapponese Avigan*, ma anche clorochina/idrossiclorochina, lopinavir/ritonavir, duranavir/ritronavir, remdesivir.

LE PREVISIONI Quando finirà l'emergenza coronavirus in Italia? Chiariamolo subito, scrive Alberto Berlini su Today.it dipenderà dagli italiani e dal modo in cui continueranno a seguire i comportamenti corretti per contenere il contagio. Se tutti faranno la propria parte entro la fine di maggio - alle tendenze attuali - potrebbero azzerarsi le nuove diagnosi di contagio da Covid-19, ma alcune regioni potrebbero raggiungere il risultato già nel corso di aprile. Sono i dati di un centro di ricerca universitaria di Roma, l’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), che ha avviato un lavoro di ricerca sulla base dei dati forniti dalla Protezione civile, per formulare le prime proiezioni attendibili per l'attesa quota zero nei contagi. Secondo i calcoli statistici pubblicati dall'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanzia (Eief), sulla base dei dati del 29 marzo emergono delle stime per ciascuna regione, dalle quali emerge che il 6 aprile il Trentino Alto Adige dovrebbe essere la prima regione a vedere l'azzeramento dei casi, seguita il 7 aprile da Liguria, Umbria e Basilicata, e poi da Valle d'Aosta (8), Puglia (9 aprile), Friuli Venezia Giulia (10 aprile), Abruzzo (11),  Veneto e Sicilia (14 aprile), Piemonte (15) Lazio (16), Calabria (17), Campania (20), Lombardia (22), Emilia Romagna (28), Toscana (5 maggio). Si tratta quindi di un'indicazione di tendenza, un'elaborazione statistica che è soggetta ad una continua revisione in base ai dati reali che arrivano dai territori. 

IL PLATEAU Gli ultimi dati sull'epidemia di coronavirus "evidenziano in Lombardia una decrescita" dei nuovi casi di Covid-19, anche se "il numero di casi è ancora significativo". A segnalarlo è il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa di oggi al'Iss su Covid-19.  "La curva che ci mostra le nuove diagnosi positive ai tamponi ci indica che stiamo arrivando a un plateau" spiega Brusaferro. "Le misure messe in pratica nel nostro Paese stanno funzionando. Ma raggiungere il plateau non vuol dire aver raggiunto l'obiettivo, perché ora deve iniziare la discesa". Il presidente dell'Iss ha ribadito che in Italia "ci sono aree a più alta circolazione con decine di migliaia di casi, ma anche aree regioni con un numero contenuto di casi e a limitata circolazione. Ecco - ha detto Brusaferro - la scommessa è che in queste aree la circolazione rimanga bassa. Ed è l'obiettivo a cui puntiamo se manteniamo le regole attive nel nostro paese".

LA PASSEGGIATA GENITORI FIGLI "Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano". Lo precisa il ministero dell'Interno dopo le polemiche suscitate dalla circolare del 31 marzo. Due Regioni su tutte, Campania e Lombardia, lanciano l'allarme sui rischi di un qualsiasi precoce allentamento delle restrizioni. "Si può uscire dalla propria abitazione - si legge nella nota del Viminale - esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute". "La circolare del ministero dell'Interno del 31 marzo - prosegue la nota - si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute".

ATTIVITA' MOTORIA "Per quanto riguarda l'attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto e che continua ad essere vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici", si precisa. "La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse", conclude la nota.

LE PASSEGGIATE PER ANZIANI E DISABILI Sì anche alle passeggiate sempre nei pressi della propria abitazione di anziani e disabili accompagnati da persone che ne curano l'assistenza. Tale tipo di uscita - si legge nella circolare -  "è riconducibile a motivazioni di necessità o salute". Passeggiata breve sì, quindi, ma nulla che sia gioco o altre attività sportive. È consentita l'attività motoria nei pressi della propria abitazione. Non è il momento di abbassare la guardia. 


 


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