Emergenza Covid-19, protezioni per i sanitari: approvvigionamento costante da Ulss 7 e 8

Centinaia di migliaia di pezzi sono arrivati e sono stati consegnati alle strutture sanitarie del territorio: "Non si ravvedono situazioni di carenze"

(foto di archivio)

75 mila mascherine di varia tipologia e circa 8 mila camici in tnt, oltre a diverse centinaia di migliaia di altri pezzi quali sovrascarpe, cuffie e guanti: sono queste le dotazioni arrivate nell’ULSS 8 Berica nell’ultima settimana, e immediatamente distribuite alle diverse strutture sanitarie in funzione delle effettive necessità di approvvigionamento e del livello di rischio per gli operatori sanitari.

Numeri che consentono all’ULSS 8 Berica di confermare che ad oggi le forniture di dispositivi di protezione individuale per i propri dipendenti sono alimentate in maniera continua e omogenea e che al momento non si ravvedono situazioni di carenze. In particolare i reparti maggiormente a contatto con i pazienti positivi o potenzialmente positivi - ossia Terapia Intensiva, Malattie Infettive e Pronto Soccorso - hanno sempre avuto a disposizione le attrezzature necessarie. Tra queste, naturalmente, anche le mascherine FFPP2 e FFP3 per le quali si raccomanda un utilizzo appropriato e che non sono necessarie per gli altri reparti. A questo riguardo, la Direzione Sanitaria ha anche provveduto a definire un criterio di suddivisione trasparente - e motivato su basi scientifiche - dei vari DPI tra le diverse Unità Operative.

«La situazione è sotto controllo anche su questo fronte - spiega il direttore generale Giovanni Pavesi - grazie ai rifornimenti che ci arrivano con regolarità da Azienda Zero e da alcuni benefattori privati. Fin dall’inizio di questa emergenza sanitaria abbiamo sempre detto che la tutela del nostro personale sanitario era una priorità e questo principio vale a maggior ragione in questa fase dove il livello di attenzione sul tema si è comprensibilmente alzato da parte di tutti».

Un tema sul quale sarebbe importante evitare ogni speculazione: «Purtroppo c’è anche chi sfrutta il momento per ricercare un facile consenso politico, magari immortalandosi mentre fa una donazione di dubbia utilità. Sono tantissimi i vicentini che ci stanno aiutando, aziende e privati cittadini, lontano dai riflettori e seguendo le nostre indicazioni: è a loro che va il nostro ringraziamento».

Analoga situazione all'Ulss 7 Pedemontana dove anche nel fine settimana sono arrivati nuovi carichi di dispositivi di protezione forniti da Azienda Zero, utili a rafforzare uno stock a magazzino di tutta sicurezza. Sono stati smistati nei diversi ospedali e strutture territoriali. In totale, al momento, nei magazzini dell’azienda socio-sanitaria vi sono oltre 15 mila mascherine di varia tipologia e più di 38 mila camici in tnt, oltre a una serie di altre attrezzature (alcune centinaia di tute protettive e occhiali, 1.500 litri di detergente per mani e circa 1.700 litri di soluzione indroalcolica). 

«Il flusso di materiali è costante - spiega il Commissario dell’ULSS 7 Pedemontana dott. Bortolo Simoni - e i nuovi arrivi vengono immediatamente distribuiti secondo il livello di rischio degli operatori e in base alle scorte a magazzino».

Proprio per gestire nel modo più razionale eventuali donazioni, la Direzione illustra anche la corretta procedura per i privati - aziende o singoli cittadini - che volessero donare dei dispositivi di protezione.

Le donazioni non devono in nessun caso essere consegnate direttamente negli ospedali, men che meno nei singoli reparti: vanno consegnati presso i due magazzini dell’ULSS 7 Pedemontana. Per il Distretto 1 il magazzino di riferimento è collocato in via Carpellina, presso l’ospedale San Bassiano, mentre per il Distretto 2 è a Schio, in via San Camillo De Lellisis. In ogni caso, si chiede cortesemente di contattare preventivamente gli addetti ai numeri 320 4077539 per il magazzino di Bassano e 335 7851326 per quello di Schio.

Il materiale qui ricevuto sarà verificato dagli operatori del Servizio Prevenzione e Protezione, per valutarne l’effettiva rispondenza alle normative e il tipo di protezione che può assicurare. Se idoneo sarà quindi distribuito al personale sanitario in base alle necessità.

Infine, un’ultima raccomandazione: «Per quanto nello spirito ogni donazione sia apprezzabile - sottolinea il dott. Simoni - chiediamo di portare in magazzino solo donazioni quantitativamente e qualitativamente significative: il rischio è quello di avere persone che si spostano senza motivo per portare materiali inadatti o in una quantità tale da non giustificare il rischio connesso con lo spostamento».

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