Movida "pericolosa", scatta l'allarme anche Vicenza: «Pronti a intervenire»

Da Conte a Zaia, il mancato rispetto delle regole da parte dei cittadini desta non poca preoccupazione. Il pericolo del ritorno del virus potrebbe essere all'angolo. E Rucco annuncia: «Venerdì valuteremo anche la possibilità di attuare provvedimenti che possono sembrare antipatici»

Assembramenti, mancato uso della mascherina, movida nelle città, compresa Vicenza, senza rispettare le regole. Ogni giorno il presidente della Regione Veneto lancia il monito ai cittadini di prendere coscienza che l'emergenza Coronavirus non è ancora finita. Lo stesso presidente del consiglio, Giuseppe Conte, nella mattinata di giovedì, parlando alla Camera, ha invitato gli italiani a comportamenti corretti in una fase estremamente delicata. E se il presidente della Regione Campania De Luca ha già fatto  un'ordinanza fissando dei limiti di orario per il locali pubblici, il leghista Zaia per ora si limita a avvertire i Veneti che se gli ospedali si riempiono e i contagi si impennano nuovamente ci vuolo poco a tornare al lockdown, ma non è escluso che scatti qualche provvedimento restrittivo. 

Anche a Vicenza i bar affollati, con regole di distanza interpersonale puntualmente violate, destano non poco preoccupazione e nuovi provvedimenti restrittivi potrebbero essere presto applicati. Nella video conferenza di mercoledì, il comitato provinciale vicentino ordine e sicurezza ha fatto il punto della situazione. «Ci siamo confrontati sia per quanto riguarda l'ordine pubblico sia per le situazioni legate ai provvedimenti dello Stato sul tema degli assembramenti in questa fase 2 di ripartenza - ha spiegato Rucco - Un tema molto sentito anche da noi, dopo alcune situazioni viste a Vicenza, così come in altre città venete e d'Italia».

Venerdì mattina ci sarà un nuovo vertice in questura, un tavolo operativo per coordinare i controlli da parte di tutte le Forze dell'ordine a tutela della sicurezza, ma anche della salute dei cittadini. «Molti stanno sottovalutando l'ipotesi che l'epidemia possa tornare a diffondersi, se non dovessimo mantenere un atteggiamento responsabile anche durante i momenti di svago. Il sindaco è il responsabile della salute pubblica dei cittadini - ha precisato Rucco - per cui valuteremo anche la possibilità di attuare provvedimenti che possono sembrare antipatici ma che hanno l'unico scopo di preservare lo stato di salute di tutti e di educare le persone. Ci vuole ancora un periodo di sacrificio per preservare la generazione delle persone anziane, maggiormente colpite da questo virus, ma anche per rispetto di chi ha lavorato e sta lavorando in campo socio-sanitario. Lo dobbiamo fare anche per chi oggi ha riaperto la propria attività tra mille difficoltà, come i baristi, i ristoratori, i parrucchieri e le estetiste. Se si dovesse tornare al lockdown da cui siamo appena usciti, molti di loro non avrebbero più la forza di riprendere l'attività, tanto è vero che ad essere maggiormente preoccupati sono proprio loro. Per questo i provvedimenti che prenderemo saranno frutto di confronti con i rappresentanti delle categorie dei commercianti e degli artigiani".

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Sul tema è intervenuto anche il sottosegretario all'Interno Achille Variati, annunciando che presto ci saranno interventi maggiori delle forze dell'ordine per far rispettare le misure di contenimento nella fase 2: «Le notizie che ricevo dalle prefetture venete sono preoccupanti, e confermano il quadro che ci siamo fatti grazie alle immagini diffuse dai mezzi di informazione e dai social media. C’è troppa leggerezza da parte di troppe persone, specie nei contesti aggregativi come quelli di piazze, bar, della movida cittadina: usi “creativi” della mascherina, mancato rispetto della distanza di sicurezza, contatti e scambi che rischiano di facilitare la trasmissione del virus. Per questo il Ministero dell’Interno ha disposto che l’attenzione delle forze dell’ordine si concentri, in questo periodo, proprio sulla prevenzione degli assembramenti - ha dichiarato Variati - Se nell’arco di una settimana o dieci giorni dovessimo vedere nuovi focolai, o aumenti dei contagi, purtroppo le Regioni e lo Stato dovrebbero intervenire, tornando a chiudere attività o a imporre misure restrittive. Nessuno, razionalmente, vuole tornare indietro. Le forze dell’ordine faranno la loro parte, attraverso i  Prefetti e i Questori. Lo stesso sforzo chiedo ai Comuni attraverso le Polizie Locali. Ma è soprattutto ai cittadini che mi rivolgo: l’emergenza non è finita, usiamo bene le libertà che abbiamo riconquistato, isoliamo coloro che per superficialità e stupidità mettono tutti noi in pericolo».

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