Zero nuovi contagi in Veneto, Crisanti: «Un risultato che ora va conservato»

Il microbiologo, direttore del laboratorio di virologia dell’azienda ospedaliera di Padova, ha commentato il secondo bollettino di giovedì che non mostrava nessun nuovo positivo:«È la dimostrazione che il modello Veneto funziona»

Andrea Crisanti

Il secondo aggiornamento del bollettino di giovedì ha registrato zero nuovi contagi in Veneto per la prima volta dall'inizio dell'epidemia. Un dato che, anche se va letto considerando il guasto alla strumentazione che processa i tamponi, ha un valore simbolico da non sottovalutare. 

Nella serata del 21 maggio gli attualmente positivi al Covid-19 in regione erano 3.247, con 247 ricoverati attualmente positivi di cui 13 in terapia intensiva (contando anche i negativizzati i ricoveri salgono a 550 di cui 40 in terapia intensiva). Vicenza (597 su 2.831 totali), dopo Verona (1.060 casi attualmente positivi su 5.053 totali) è la provincia con più persone al momento contagiate. Seguono Treviso (589 su 2.650 totali), Belluno (275 su 1.153 totali), Padova (257 su 3.923 totali compresi quelli di Vo'), Venezia (239 su 2.644 totali) e Rovigo (64 su 440 totali) mentre 34 casi sono ancora in attesa di assegnazione e altri 310 hanno il domicilio fuori dal Veneto.

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Quello che conta ora, però, è il consolidamento del "contagio zero". «Questo è il risultato di un lavoro che ha visto in prima linea la Regione, l'Università di Padova e l'Azienda Ospedale di Padova»: con queste parole - rilasciate all'Ansa - il professor Andrea Crisanti direttore di Microbiologia e Virologia dell'Università di Padova, ha commentato il bollettino di ieri, aggiungendo: «Il merito va a tutte le persone che hanno lavorato giorno e notte per questo scopo: alla fine l'intuizione di cercare gli asintomatici ha pagato. È la dimostrazione che il modello veneto funziona: lo "zero" è un bene prezioso da conservare, ottenuto grazie a chi ha rispettato le regole e seguito le precauzioni messe in atto per il contenimento dei contagi. Ora confido che questo importante traguardo non vada perso».

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