Covid-19 rilevato con il test della saliva: il progetto sperimentale dell'Unipd

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha annunciato l'avvio di una sperimentazione che è assolutamente pionieristica e che permetterà all'Università di ripartire in sicurezza

In Veneto, sono stati realizzati ad oggi oltre 1 mln e 600mila tamponi e 1 mln e 350mila test rapidi che hanno dato riscontro alla positività da Covid-19 di 24.209 persone (153 asintomatici), 91 in più rispetto a martedì. Questi sono gli ultimi dati che arrivano dalla lettura dal bollettino diffuso da Azienda Zero, aggiornato alle 8 di mercoledì 9 settembre.

Le persone in isolamento sono 7.878 (+ 732) mentre i ricoverati sono 142 (83 positivi), di cui 18 ricoverati in Terapia intensiva. I decessi salgono a 2.135 mentre le persone dimesse sono 3.929.

Dati che portano il governatore del Veneto Luca Zaia, in collegamento dalla sede regionale della Protezione civile, ad una semplice considerazione: "Il virus c'è, è meno aggressivo perchè non da sintomi e negli ospedali non c'è un'emergenza sanitaria".

Dalla sede regionale della Protezione civile del Veneto, non sono arrivati solo numeri ma è stato dato l'annuncio dell'avvio di un programma sperimentale (ed innovativo) che parte dall'Università di Padova e che prevede il test della saliva per il Covid, diagnosi che verrà effettuata sui docenti e sul personale tecnico e amministrativo dell'ateneo.

"Avere il dato scientifico di un prelievo della saliva ha la stessa compatibilità molecolare di un tampone - ha spiegato il rettore dell'Università di Padova Rosario Rizzuto - questo significa garantire la sicurezza che chi va in aula non sia portatore di virus".

Si tratta di un progetto pilota che permette di avere un monitoraggio e che andrà ripetuto ogni 20 giorni (stessa frequenza per i tamponi effettuati sul personale sanitario). Per quanto riguarda gli studenti invece: "era impensabile di fare uno screening, (sono 60mila gli studenti a Padova), ma possiamo identificare i positivi e monitorare i contatti. Quindi gli studenti che sono stati contatti, loro saranno sottoposti a test molecolare e quindi isolare il contagio". Un ulteriore controllo sarà dato dalla app, già in uno agli studenti di ateneo per registrare le presenze. L'applicazione è stata infatti modificata in modo tale da dare una tracciatura ovvero indicare il posto in aula nel quale si è seduto lo studente, il giorno x, così, nel caso di comunicazione di positività di uno studente si sapranno individuare rapidamente anche i contatti che saranno poi sottoposti ad indagine molecolare: "Così eviteremo che le aule diventino focolai", conclude il rettore Rizzuto.

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