Coronavirus e clorochina: la speranza per la cura arriva dall'Italia

Per le cure della Covid-19, la malattia provocata dal nuovo coronavirus, ci sono segnali incoraggianti dalla clorochina: lo studio è partito dall'Università di Palermo. Ma sicurezza ed efficacia sono ancora da testare. Come funziona la clorochina e come può essere utile

Un dipendente controlla la produzione di clorochina fosfato, ripresa dopo una pausa di 15 anni, in un'azienda farmaceutica nella città di Nantong, provincia di Jiangsu, Cina. Foto: Ansa/Epa

Nessuna soluzione mirabolante. Ma la ricerca scientifica, in tutto il mondo, opera in due direzioni: si punta alle cure nell'immediato e si prosegue nel contempo senza sosta al lavoro sul vaccino per il coronavirus che nel mondo ha ormai già contagiato quasi un milione di persone. Per le cure della Covid-19, la malattia provocata dal nuovo coronavirus, ci sono segnali incoraggianti dalla clorochina. Lo studio ha il marchio tricolore: infatti è partito da Palermo. La clorochina non è una novità assoluta: è conosciuta da 70 anni, costa poco e soprattutto – anche se solo nell’ambito di studi molto preliminari - ha dato dei primi segnali positivi anche contro Covid-19. Come racconta Sandra Figliuolo su PalermoToday, la clorochina potrebbe dimostrarsi effettivamente un farmaco molto efficace contro il nuovo coronavirus.

Siamo solo all'inizio, e le prime ricerche su questo medicinale, già in uso contro la malaria e patologie autoimmuni, sono partite da un gruppo di studiosi dell’università di Palermo, in seguito alla pubblicazione, lo scorso 10 marzo, di un articolo sul tema nel prestigioso “Journal of Critical Care”, che è la rivista ufficiale della World federation of societies of intensive and critical care medicine. La clorochina è diventata uno dei farmaci più utilizzati per i pazienti che combattono la polmonite causata dal virus.

Il Veneto due giorni fa ha trasmesso alle Ullss della regione il protocollo per avviare la sperimentazione di alcuni farmaci direttamente a domicilio utilizzando una procedura messa a punto dal Comitato Scientifico specifico attivato. Tra questi, anche Clorochina/Idrossiclorochina, del quale Aifa ha autorizzato la rimborsabilità anche in regime domiciliare e a carico del SSN dei medicinali per tre mesi.

Coronavirus, come funziona la clorochina

Secondo il primo autore dell’articolo, il ricercatore Andrea Cortegiani “ci sono prove robuste e promettenti dell’efficacia del farmaco su studi pre-clinici ottenuti su cellule infettate con il coronavirus che causa Covid-19 (Sars-Cov-2) e ritengo – aggiunge – che in tempi brevi, cioè già tra qualche settimana, ci saranno indicazioni precise sulla sua validità”. La sperimentazione su migliaia di pazienti è in corso e non sarà brevissima: “Si attende l’esito di 23 studi registrati in Cina – afferma il ricercatore - nonché quello legato ai dati di un gruppo di ricercatori francesi e, da qualche settimana, dopo indicazioni specifiche anche dell’Oms, lo studio è divientato di fatto globale”. In passato la clorochina è già stata utilizzata per Ebola, Zika e Sars “senza ottenere conferme cliniche”, come rimarcano dovutamente dall’università.

Come funziona la clorochina e come può essere utile per curare la Covid-19? "Riduce le possibilità del virus di entrare nelle cellule – spiega il ricercatore Andrea Cortegiani - e successivamente ne riduce anche la capacità di duplicazione. Non credo che esistano pozioni magiche che possano azzerare la progressione della malattia o inibire il contagio, ma è ragionevole pensare che la clorochina possa funzionare. E' un farmaco che ha anche una certa capacità di modificare la risposta immunologica dell’organismo e questo lo renderebbe utile eventualmente in tutte le fasi della malattia”. La sicurezza e l'efficacia del farmaco dovranno essere certificate dalle sperimentazioni in corso. La somministrazione va fatta solo e soltanto sotto stretto monitoraggio medico proprio perché c’è la possibilità che insorgano effetti collaterali. Questi ultimi "è probabile che siano simili a quelli che già conosciamo – ipotizza Cortegiani - e che colpiscono più marcatamente una certa categoria di pazienti, nello specifico i cardiopatici".

All’articolo scientifico hanno contribuito anche le dottoresse Giulia Ingoglia e Mariachiara Ippolito (assistenti in formazione della Scuola di specializzazione) e lo studio si è svolto in collaborazione con la Scuola israeliana della professoressa Sharon Einav (università di Gerusalemme). I quattro autori sono tutti afferenti alla Scuola di anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, diretta dal professore Antonino Giarratano del Dipartimento di discipline chirurgiche, oncologiche e stomatologiche dell’università di Palermo.

[UNIPA] Team di Ricerca del Dip. Discipline Chirurgiche Oncologiche e Stomatologiche-2-2

Il team di ricerca di Palermo

Clorochina nella cura di Covid-19: sicurezza ed efficacia ancora da testare

Recentemente la Commissione Salute dell'Accademia Nazionale dei Lincei ha preso posizione sulla gestione di Covid-19 in un documento firmato da Maurizio Cecconi, Guido Forni e Alberto Mantovani, sotto l'egida del suo presidente Jacopo Meldolesi. "Abbiamo pensato che fosse nostra responsabilità sociale comunicare nel modo più corretto possibile su questo argomento" spiega Mantovani. "Chi diffonde notizie di soluzioni mirabolanti senza evidenza scientifica tradisce i malati" aggiunge. "Quanto a clorochina e idrossiclorochina, di cui si parla molto, c'è da dire che hanno attività antivirale ad alte dosi e anche attività sul sistema immunitario, quindi forse possono fermare 'il fuoco amico' inappropriato ma anche sopprimere la risposta immunitaria. In ogni caso sono farmaci con un'importante tossicità sul cuore". Come detto anche dai ricercatori dell’università di Palermo, siamo ai primi step. Nicola Magrini, direttore generale dell'Aifa, ha più volte ribadito che i farmaci cosiddetti antimalarici, come la clorochina, hanno alcuni rischi, e non piccoli, che vedrebbero considerata con cautela la loro prescrizione di massa". 

All'estero l'Agenzia francese del Farmaco (Ansm) ha avertito che alcuni farmaci attualmente testati contro il coronavirus, tra cui la clorochina, potrebbero causare "gravi effetti collaterali", e che "in nessun caso" dovrebbero essere utilizzati dai pazienti senza un attento controllo del medico. Negli Stati Uniti la Fda, l'agenzia del farmaco a stelle e strisce, ha autorizzato l'uso, unicamente negli ospedali, della clorochina e dell'idroclorochina. Sul trattamento il presidente Donald Trump ha pubblicamente detto di nutrire molte speranze. Negli Usa il farmaco potrà essere utilizzato per "pazienti adulti e adolescenti ricoverati per Covid-19". In Brasile infine i laboratori chimici delle Forze armate stanno intensificando la produzione di clorochina: ad annunciarlo è stato il presidente Jair Bolsonaro.

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