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Emergenza case di riposo, La Madonnina: "Lasciati soli", l'Ulss 7 nega

"Già tra il 13 e il 15 marzo tamponi a operatori e ospiti e consegnate un centinaio di mascherine FP2", spiega il commissario Simoni dopo le dichiarazioni a mezzo stampa della struttura per anziani del bassanese

Nessun ritardo, e soprattutto nessuna assenza da parte dell’ULSS 7 Pedemontana nell’assistenza nei confronti della casa di riposo “La Madonnina”. "I fatti dimostrano in modo inequivocabile - commenta Bortolo Simoni, commissario dell’ULSS 7 Pedemontana - che in nessun modo i vertici de “La Madonnina” possono affermare di essere stati lasciati soli. Le dichiarazioni fatte sono inaccettabili e da respingere in toto considerato l’impegno profuso da tutto il personale sanitario della nostra azienda, senza sosta».

"La ricostruzione delle attività svolte smentisce le dichiarazioni dei vertici della struttura apparse sulle principali testate giornalistiche - spiega in una nota l'Ulss - il primo caso di positività riscontrato in un ospite della casa di riposo risale all’11 marzo e già il 13 marzo venivano eseguiti i primi tamponi su 33 operatori e un altro ospite che risultavano essere stati a contatto con il soggetto. Il giorno dopo, 14 marzo, il personale del Dipartimento di Prevenzione effettuava una visita all’interno della struttura fornendo disposizioni scritte circa le modalità di isolamento da seguire per prevenire e bloccare il contagio, mentre il 15 marzo veniva svolta in loco un’attività di formazione rivolta agli operatori, circa l’utilizzo dei dispositivi di protezione e le misure di prevenzione".

"Sempre il 15 marzo - precisano - l’ULSS 7 Pedemontana consegnava alla casa di risposo un centinaio di mascherine FP2 e 15 occhiali protettiti, ricevuti grazie ad una donazione. Nella stessa giornata venivano inoltre eseguiti altri 93 tamponi (88 su operatori e 5 su ospiti) e venivano rinnovate le indicazioni di sanità pubblica, con linee guida ancora più rigorose nell’isolamento dei pazienti"

"L’elenco delle attività svolte continua anche nei giorni scorsi - spiega l'Ulss 7 -sempre nel mese di marzo, con ulteriori disposizioni e tamponi. Più recentemente invece, quando si sono resi disponibili i test rapidi, il 15 aprile questi sono stati eseguiti su tutti gli ospiti, per un totale di 121, e a seguito di questa indagine già il giorno dopo sono stati eseguiti ulteriori 85 tamponi".

"Puntualmente - concludono - dopo la direttiva regionale del 30 marzo che ha attivato il piano di sanità pubblica per le case di riposo, l’Azienda ha attivato il team di valutazione. Un ulteriore sopralluogo presso La Madonnina è avvenuto il 6 aprile con l’emissione di prescrizioni alla struttura. Nel frattempo, l’ULSS 7 Pedemontana ha mantenuto costanti contatti con le Direzioni di tutte le case di riposo del territorio, con le quali sono state svolte ben 5 riunioni, inizialmente di persona e quindi in videoconferenza: la prima già il 26 febbraio, quindi ben due settimane prima che si verificasse il primo caso presso “La Madonnina”, e quindi il 30 marzo, il 3 e 6 aprile, fino alla più recente svolta il 15 aprile".

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