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Coronavirus, Ibap Vicenza "apre" alle visite dei familiari

Buone notizie giungono anche dai risultati degli screening effettuati in questi giorni nelle varie residenze e in particolare nel reparto 6 del “Trento”.

Preso atto dei provvedimenti nazionali e regionali che da ieri consentono alle persone di uscire di casa anche per fare visita ai propri congiunti, ci stiamo organizzando per far sì che dalla prossima settimana i familiari possano, pur con alcuni accorgimenti, tornare a vedere i propri cari”.

Ermanno Angonese, presidente di Ipab di Vicenza annuncia, in un comunicato stampa emesso oggi, la volontà di “agevolare con la massima cautela e con tutte le precauzioni possibili, la possibilità per i familiari di avere un contatto, pur a distanza, con i propri cari

A tal fine sono allo studio nelle cinque residenze che fanno capo all’ente, e che ospitano complessivamente quasi 700 anziani, diverse ipotesi che verranno adattate struttura per struttura, considerato che ognuna ha proprie specificità. Le nuove modalità d’incontro, attraverso vetrate o altre soluzioni logistiche, saranno comunicate ai familiari e avverranno su appuntamento, sia per il rispetto della privacy, ma soprattutto per evitare assembramenti. Intanto proseguono quotidianamente le chiamate e le videochiamate ai familiari, per un totale di circa 900 a settimana, ad opera del personale aggiuntivo assegnato ai singoli reparti.

SITUAZIONE TAMPONI

Buone notizie giungono anche dai risultati degli screening effettuati in questi giorni nelle varie residenze. Particolare attenzione viene dedicata al reparto 6 del “Trento”: degli attuali 16 ospiti, nove risultano essersi “negativizzati” al Covid 19, mentre i rimanenti sette permangono positivi, ma asintomatici. Medesimo risultato confortante anche per tutti i dipendenti del reparto 6 così come per tutti gli ospiti e i dipendenti degli altri reparti.

Nella nota Ipab di Vicenza ricorda come al momento e fino a diverse indicazioni da parte delle autorità competenti, gli accessi di persone esterne alla struttura siano consentiti solo per casi eccezionali ed urgenti e su parere sanitario, come previsto dal DPCM 4 marzo 2020 (notaAULSS 8 Berica del 05/03/2020, DPCM 8 marzo) e, da ultimo, anche dal DPCM 26 aprile 2020 che dispone che: “L'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalita' e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione".

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