Coronavirus, il punto di Zaia: «Sono 13 giorni di calo dei ricoveri in Veneto ma non è affatto finita. Saremo in zona arancione»

Gli aggiornamenti sulla situazione epidemiologica in Veneto di mercoledì 13 gennaio e le considerazioni del presidente della Regione

Sono 13 giorni che il Veneto vede calare la curva dei ricoveri per Covid-19. A renderlo noto il presidente della Regione nel punto stampa di mercoledì 13, in cui ha reso noto i dai del bollettino sull'epidemia. Con 54.121 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 1884 i nuovi contagi. «Vale a dire un'incidenza del 3,48% ma sicuramente si dirà al solito che il Veneto è la prima regione per contagi. Finiamola di raccontare le bugie ai cittadini, siamo davanti a un paradosso, il paradosso della virtuosità. i tanti tamponi ti puniscono. le regioni che sono in difficoltà sono per le ospedalizzazioni. Inoltre il calo delle terapie intensive è correlato al calo dei ricoveri ordinari. Li calcoliamo con la differenza tra ingressi e dimissioni, i dati dicono che ci sono più dimissioni che ingressi, non è che si svuotano le terapie intensive perché muoiono tutti», ha sottolineato Zaia. 

Il bollettino delle ore 8 del 13 gennaio

In Veneto sono 81.970 gli attualmente positivi mentre 3348 i ricoveri, 2988 (-40) dei quali in area non critica e 360 (-31) in terapia intensiva. Rispetto a ieri sono state dimesse 200 persone in più. Sono purtroppo altri 91 i morti nelle ultime 24 ore. Sul fronte vaccini, infine, delle 81.998 dosi arrivate pochi giorni fa, le vaccinazioni hanno raggiunto il 70,15%. «Stiamo arrivando alla fase dei primi richiami, inoltre arrivano oggi 7.800 dosi di Moderna oggi, saranno distribuiti agli over 80. L'adesione alla vaccinazione del personale sanitario è alta negli ospedali, un po' di problemi ci sono invece nelle case di riposo, ma ognuno è libero di fare quello che si sente: si dice così no?»

Nonostante i dati il Veneto, nella computazione dell'Istituto Superiore della Sanità, prevista per venerdì, resterà in zona arancione. Lo conferma lo stesso Zaia aggiungendo: «A meno che non ci siano sorprese avremo la cosa arancione, oggi l'unica cosa da non fare oggi è pensare che sia finita, dico ai cittadini che meno assembramenti facciamo meglio è» e conclude: «Non sono scandalizzato delle proteste che fanno le attività produttive, se i ristori ci fossero e fossero reali nessuno si sognerebbe di aprire, ma dobbiamo fare in modo che la protesta si trasformi in contagio».

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