Covid-19, Zaia: "Curva simile a marzo ma nessuna emergenza ospedaliera"

Il governatore del Veneto ha dato lettura dei dati relativi al contagio da coronavirus. Numeri che hanno portato ad alcune riflessioni come una riduzione dell'ospedalizzazione media, l'abbassamento dell'età dei positivi, l'alto numero degli asintomatici e l'uso della mascherina

"Il 50,17% degli isolati è positivo e il 3,86% dei positivi è sintomatico". Due dati che danno uno spaccato netto di quella che è la situazione contagi in Veneto. Analisi che è stata fatta dal governatore del Veneto Luca Zaia in diretta dalla sede regionale della Protezione civile sulla base dell'ultimo aggiornamento redatto da Azienda Zero.

"Non abbiamo emergenza sanitaria ospedaliera ma ci stiamo preparando un'evoluzione con la riapertura degli ospedali di comunità - ha dichiarato Zaia - che servirà ai guariti subito dopo la dimissione dall'ospedale". 

Innegabile che i positivi sono in aumento da fine luglio: "Siamo ai livelli medi di marzo - spiega il governatore - ma non abbiamo il carico negli ospedali che avevamo a marzo. Allora l'erà mediana dei positivi era tra i 60 e i 65 anni oggi è tra i 40 e 45. I positivi oggi appartengono per lo più alla fascia 25/44 anni ma sono persone che si positivizzano e per il 96% non finisce nemmeno in ospedale. La fascia over 60 è altamente protetta".

“Nessuno deve abbassare la guardia. Sarebbe da irresponsabili, perché siamo in un momento decisivo - sottolinea il presidente - La situazione epidemiologica, oggi, dice che abbiamo una crescita delle positività, ma una situazione assolutamente tranquilla negli ospedali. Ciò nonostante siamo al lavoro per aggiornare alle più recenti evoluzioni della malattia il nostro Piano di Sanità Pubblica e anche per essere pronti a uno scenario peggiore. La Regione Veneto non è né catastrofista, né ottimista. Siamo obbiettivi e ci muoviamo sulla base dei dati oggettivi che i nostri esperti monitorano e valutano giorno per giorno”.

Zaia ha presentato uno studio della Direzione Prevenzione sulla situazione epidemiologica a tutto il 9 ottobre 2020, da quale emerge che le positività, a partire dalla fine di luglio, sono progressivamente tornate ai livelli di marzo, ma rispetto ad allora i ricoveri ospedalieri presentano numeri infinitesimali (325 persone, delle quali 231 positive contro le svariate centinaia di marzo; solo 29 ricoverati in terapia intensiva, dei quali nove già negativizzati).

Particolare interesse tra gli esperti ha suscitato il dato sull’età delle persone positive, scesa da una mediana di 60-65 anni di marzo agli attuali 40-45 anni. Significativo che, dall’1 all’8 ottobre, la maggior parte dei casi riguardi soggetti dai 25 ai 44 anni, seguiti da quelli tra 45 e 64. Pochi sono i casi over 65, mentre 564 positivi sono attribuibili alla fascia più giovanile, da zero a 24 anni. 

Lo studio comprende anche un aggiornamento della situazione delle scuole.

All’8 ottobre 279 scuole presentavano almeno un caso. Gli studenti positivi erano 300 su un totale di 707.814, pari allo 0,04%. 2.379 quelli in quarantena preventiva, pari allo 0,34%. Il numero di docenti e operatori positivi era di 41 su un totale di 95.786, pari allo 0,05%; quelli in quarantena preventiva erano 243, pari allo 0,25%.

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“Come dicono i dati – ha tenuto a sottolineare Zaia – da un lato in Veneto al momento non esiste nessuna emergenza ospedaliera, dall’altro l’andamento dei contagi nelle scuole è confortante. La Regione fa e farà tutto il necessario ed è pronta con l’artiglieria pesante se dovesse verificarsi un peggioramento della situazione. Nel frattempo – ha concluso – rivolgo a tutti i cittadini un appello alla responsabilità. Ognuno, mantenendo comportamenti corretti e prudenti, può dare il suo contributo”.

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